Corsica Vivila Adesso! Il mio periplo della Corsica in moto.

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Corsica Vivila Adesso! Così mi è stato detto e così è stato fatto: l’ho vissuta, respirata, attraversata, toccata, assaporata, in una settimana di viaggio intensa, da solo ma mai solo. Ti racconto com’è andata.

Corsica Vivila Adesso, il progetto:

Corsica Vivila Adesso, io trovo che sia uno splendido nome per quest’iniziativa. Subito magari non ci fai caso, ma poi quando ci sei dentro ti rendi conto che è proprio azzeccato. Non mi riferisco soltanto a ciò che prova chi è in viaggio e racconta, ma anche per chi è a casa o in ufficio e butta un occhio su ciò che sta facendo “quel tizio lì” in Corsica. Bene, questa volta, “quel tizio lì” ero io, ed è stato fantastico.

Come ormai saprai (QUI il post con cui ho annunciato l’iniziativa), Corsica Vivila Adesso mi ha offerto l’opportunità di esplorare per una settimana in moto la Corsica raccontando momento per momento ciò che vedevo e scoprivo. Credevo di essere preparato, ma ancora una volta non lo ero e, per molti versi, è stato meglio così. Armato di smartphone e videocamera ho cercato di documentare non tanto o non solo ciò che vedevo, ma ciò che provavo. Spero di esserci riuscito almeno in parte, puoi giudicare tu stesso nella playlist di video qui sotto che è una sorta de “il meglio di” di questo viaggio. Tutti i video sono stati fatti giorno per giorno e montati al momento.

Il viaggio. Com’è andata?

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Nonza

Se ti piace viaggiare e ti piace farlo in moto, la Corsica è sicuramente una delle mete migliori tu possa trovare. Se a questo aggiungi che è pure vicina a te e che raggiungerla dall’Italia e quantomai facile, beh, non hai proprio scuse per non andarci. Viaggiare da solo sulle strade corse mi ha permesso di immergermi ancora di più in questo fantastico paese, del quale, duole ammetterlo, abbiamo credo una conoscenza un po’ superficiale. Si pensa alla Corsica più che altro come meta di vacanza estiva al mare, ma non è solo questo. La Corsica è montagna, piccoli borghi sperduti eppur vivi, piccole città con tutto ciò di cui hai bisogno, stazioni sciistiche (!!), strade veloci e stretti budelli, verdi foreste rinfrescanti e assolati canyon. In Corsica trovi, nel raggio di pochi chilometri, tutto il Vecchio Continente ed è incredibile. Da motociclista non puoi non apprezzare i repentini cambiamenti di paesaggio, le viste sul mare che ti si affacciano dopo l’ennesima curva, i paesi sulla strada dove fermarsi per una sosta rigeneratrice.

Sono stato in sella alla Triumph Bonneville in media 6-8 ore al giorno, raccordando una quantità infinita di curve, andando avanti e indietro per rivedere un paesaggio, fermandomi spesso a fotografare o solo ad osservare o, ancora, per lasciar attraversare un maiale selvatico o una mucca, mangiando sulla spiaggia un panino preso la mattina in una boulangerie, oppure provando l’omelette con il Brocciu di una vecchia locanda trovata sulla strada. Mi sono sentito libero, al sicuro, in una terra amica e felice. In Corsica non c’è lo stress.

In Corsica sono tornato a provare il gusto di viaggiare in moto, così come piace a me, seguendo il ritmo della strada. [click to tweet]

Sono tornato a non avere fretta, sono tornato a respirare, a fermarmi e guardarmi attorno o a fare due chiacchiere con qualche sconosciuto incrociato sulla via.

Quindi se mi chiedi com’è andata, non posso che dirti che vorrei ripartire ora, in questo istante.

Il percorso

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Sulla strada per Ajaccio

Il progetto di Corsica Vivila Adesso conteneva una sfida: vedere il più possibile. Di conseguenza, coprire tutta l’isola.

Sono fiero di dire che ce l’ho fatta! Ho percorso l’intero periplo della Corsica e sono riuscito anche a spingermi verso l’interno, toccando il passo più alto, il Col de Vergio (1.477 m) in una giornata di… neve.

Ho parlato di sfida perché non è il percorso che consiglierei a chi si mette in viaggio per la Corsica, ma figlio della necessità di raccontare una storia. Mi spiego meglio: il modo migliore per vedere in moto la Corsica è programmare di sostare in non più di tre zone (idealmente nord, centro e sud) e di muoversi così a moto scarica lungo itinerari che toccano sia la costa sia l’interno. Percorrere l’intero periplo ha comportato viaggiare sempre a moto carica (ok ero da solo e sulla Bonnie avevo lo stretto necessario) e cambiare ogni giorno posizione e punti di riferimento aumentando così la percezione di stanchezza in alcuni momenti. Per quanto divertente, non è il modo che considero più congeniale per chi si vuole anche un po’ rilassare e per un territorio come quello della Corsica.

Detto ciò, è indescrivibile la soddisfazione di poter dire di aver coperto l’intera isola!

Questo l’itinerario seguito:

  • giorno 1: Bastia – Borgo – Saint-Florent – Borgo – Porto Vecchio – Bonifacio
  • giorno 2: Bonifacio – Roccapina – Tizzano – Sartene – Propriano
  • giorno 3: Propriano – Porto Pollo – Filitosa – Ajaccio
  • giorno 4: Ajaccio – Vivario – Corte – Calacuccia – Vergio – Vico – Sagone – Ajaccio
  • giorno 5: Ajaccio – Sagone – Cargese – Piana – Porto – Calvi
  • giorno 6: Calvi – Ile-Rousse – Saint-Florent – Nonza – Macinaggio – Bastia

La compagna di viaggio

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Col de Vergio, Pasqua con nevicata

Vorrei spendere una parola sulla Triumph Bonneville T100 che mi ha portato negli oltre 1.500 km di questo viaggio. Sicuramente le dedicherò un post più dettagliato, ma lasciami anticipare che è stata ben più che un mezzo di trasporto, è stata una vera amica. Assolutamente a suo agio nelle strade corse, narcisista durante gli scatti fotografici e calamita per chi incontravo (mai ricevuti tanti complimenti), la Bonnie mi ha tolto ogni pensiero e mi ha lasciato immergermi in una dimensione parallela. È una moto classica che più classica non si può, non solo nel look, ma ovviamente nell’impostazione, per cui guidarla è stato come viaggiare in un’altra epoca pur contando su prestazioni e affidabilità di una moto di oggi. Mi ha fatto sentire come Ted Simon (e se hai appena detto “Chi?” è meglio che abbassi lo sguardo e ti leggi subito I Viaggi di Jupiter).

Gli altri motociclisti sul traghetto di ritorno quasi non ci credevano mentre confrontavamo moto e percorso: “hai fatto tutta l’isola? con questa?”. Questo forse perché siamo abituati a pensare che per viaggiare ci voglia una moto grossa, potente e… comoda, strabordante di elettronica. Caratteristiche che, è innegabile, non appartengono alla Bonneville. Ma se sai guardare oltre alla prestazione massima, al gadget elettronico, e punti più alla purezza di gustarsi una bella strada, sono certo che non ti potrà deludere. Se prima della mia partenza ti stavi chiedendo: “è possibile viaggiare con una Triumph Bonneville?”, la risposta è sì e con gusto, con calma e senza fretta.

Hai viaggiato da solo?

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Assieme ad Alain, la mia fantastica guida per un giorno

Sì, ero solo, ma non mi sono sentito mai solo. Un po’ perché “l’obbligo” di aggiornare il sito mi ha portato a comunicare grazie a Facebook e Twitter con chi mi seguiva, un po’ perché la strada e la moto sono due fattori che facilitano gli incontri occasionali. Nonostante la mia scarsissima dimestichezza con il francese, ho trovato facilmente occasione di scambiare due parole con altri motociclisti, fossero corsi, francesi, svizzeri, italiani… E la gente corsa è tutt’altro che fredda o chiusa. E quando non ero io a cercare il dialogo, ci pensava la Bonneville…

Cosa ho imparato

Beh, quando si viaggia da soli, su una terra che non conosci e dove si parla una lingua diversa, si impara molto sugli altri, ma soprattutto su se stessi. Puoi contare solo su di te, quindi l’autostima è importante, ma è ancora più importante l’umiltà perché quando sei in moto e non sei a casa puoi trovarti a dipendere dagli altri. Della Corsica ho imparato che è facile da scoprire, da girare, ma è anche biricchina e due punti che sulla cartina sembrano vicini in realtà possono richiedere molto più tempo. Ho imparato a chiedere i tempi di percorrenza e non i chilometri, ho imparato a portarmi una bottiglietta d’acqua e una baguette fresca, magari con un po’ di prosciutto. Ho imparato che alla sera, parcheggiata la moto, il tramonto ha un altro sapore con una birra alla castagna fresca.

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La Bonneville sul Monte d’Oro a Vivario

Consigli

Non ci sono grandi consigli da dare per chi vuole intraprendere un viaggio come questo. Come ho già detto la Corsica è uno spettacolo: facile da girare, emozionante, accogliente. Fai solo attenzione a fare benzina ogni volta che ne hai la possibilità e programma le tappe in base ai tempi, non alle distanze. Non sottovalutare le montagne della Corsica: sono alte!

Ricorda che ci sono parecchi animali selvatici o comunque liberi nelle strade che farai e trovarsi un bovino o un cinghiale fuori da una curva cieca non è simpatico, specie se stai facendo il fenomeno con il ginocchio a terra.

Vai piano.

Le strade sono in alcuni passaggi una tentazione irresistibile, ma poco dopo potrebbero essere un po’ rovinate o sporche. Curiosamente, specie sul versante occidentale, le curve aprono a sinistra e chiudono a destra, ma non è una regola, anzi, e la prudenza non è mai troppa.

Ora quella cartina che ti ho mostrato prima della partenza, è tutta sgualcita e segnata. Credo che l’appenderò qui in ufficio, vicino al computer, così mi ricorderà sempre questa incredibile settimana.

Grazie a Corsica Vivila Adesso, all’Ente per lo Sviluppo del Turismo Francese e a Triumph Motorcycles Italia e Corsica Ferries.

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Motoreetto

Motoreetto

Nicola Andreetto, creatore di contenuti ad alto tasso motoristico. Moto blogger, autore di pubblicazioni di settore, video reporter e imperturbabile sognatore. Mi hanno dato dello Storyteller su due ruote e mi è piaciuto, per gli amici sono Motoreetto.

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