L’elettrico spiegato dal fisico Valerio Rossi Albertini

In questo video Rossi – Albertini, un fisico italiano, spiega in modo semplice e inequivocabile perché la mobilità elettrica rappresenta un’opportunità. Da vedere assolutamente.

Quando si è prossimi al cambiamento è normale porsi dubbi, persino essere preoccupati. Cosa succederà? Sarà la strada giusta? Per questo credo sia importante in questi momenti più che mai informarsi, ragionare, ascoltare chi ha studiato la materia di interesse, chi ha già tratto delle conclusioni per noi ed è in grado di spiegarle.

Siamo vicini a un cambiamento importante. Forse molti di noi non se ne sono ancora accorti, ma la mobilità elettrica è sempre più pronta a prendere il posto di quella endotermica. Lo si dice da anni, ma la spinta di alcuni Paesi, in particolare la Cina, negli ultimi tempi ha accelerato il processo e ora gli attori coinvolti hanno un piano di business. Perché tanto l’unica cosa che conta è poi come fare quattrini.

Stai tranquillo, andrai ancora per un bel po’ sulla tua moto perché il passaggio alla moto elettrica sarà un processo con dinamiche molto diverse rispetto all’auto. Tuttavia i tempi sono maturi affinché le Case più importanti del nostro settore inizino a proporre delle soluzioni elettriche come abbiamo visto il prototipo di Honda. Stanno sondando da anni il settore e ovviamente attendono il momento giusto per prendersi meno rischi possibili.

Prima di questo passaggio, però, è utile capire qual è l’importanza dell’elettrico e perché dovrebbe rappresentare una scelta migliore rispetto al motore endotermico. Nella ricerca di informazioni mi sono imbattuto in questo video fatto al TEDx a Reggio Emilia la scorsa primavera. A tenere lo speech è il fisico Valerio Rossi Albertini che spiega in maniera semplice quali sono i nostri attuali problemi e perché l’elettrico è un passo avanti importante più di quanto pensiamo.

Prenditi un quarto d’ora e ascoltalo, te lo consiglio.

#RideMore

Motoreetto

Motoreetto

Nicola Andreetto, moto blogger da ‘na vita, press officer all’occorrenza, media strategist, video maker ma soprattutto viaggiatore e sognatore. Mi hanno definito lo Storyteller su due ruote e forse c’hanno preso. Mi chiamano Motoreetto, perché tra me e la moto non c’è separazione.

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