Fatti un selfie! – Ferro Magazine 18

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L’autocelebrazione digitale non ci darà lustro nella storia del genere umano, eppure farti un selfie ti può aiutare a vivere felice e schizzare via sul tuo ferro

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Durante questo periodo di campagna elettorale americana, tra le tante immagini ce n’è una che mi ha colpito particolarmente: l’intera platea volta le spalle a Hillary Clinton per scattarsi un selfie. Appena l’ho vista ho pensato: ormai si sono tutti rincoglioniti. Poi ho riflettuto: la protagonista di quel momento diventa lo sfondo perché ognuno dei presenti desidera diventare il protagonista dello scatto. Ecco che cos’è il selfie. Ti starai dicendo: “ma cosa me ne frega a me delle presidenziali americane e dei selfie?”. E soprattutto: “che c’entrano con i nostri ferri?”. C’entrano, c’entra tutto, ora ti spiego.

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Converrai che vedere questa massa di pirla brandire in aria il telefonino per quest’autocelebrazione digitale non sia particolarmente edificante per la nostra specie. Il genere umano, dopo tanti sforzi evolutivi, ora è chino sul proprio device tascabile e non è esattamente ciò che ipotizzava Darwin. Però lascia che spezzi una lancia a favore del selfie, perché anche questo strumento, se usato con consapevolezza, può aiutarci nel percorso verso la nostra personale felicità. La quale alla fine è ciò che conta davvero.

Facciamo una prova: afferra il tuo telefonino e scattati una foto così come sei in questo momento. Guardala con onestà verso te stesso: cosa vedi? Una persona felice? Vedi una foto che vorresti pubblicare su Facebook, quindi l’immagine che vorresti che gli altri avessero di te? Molto probabilmente penserai che qualcosa da cambiare c’è. Magari non ti vedi neppure tanto male, a parte quella rughetta sulla fronte che non ti ricordavi di avere. Però questo selfie non è il massimo, vorresti che raccontasse qualcosa di più, non è come quelle foto fichissime che vedi on-line. Accertato che non sono i filtri di Instagram, un dubbio potrebbe assalirti: sì sto bene, ma forse la mia vita non è così cool, così bella, non è da copertina. Ti sbagli. è che più semplicemente non stai facendo ciò che vuoi, ciò che ti rende felice al 100%.

In quest’epoca di selfie e di racconto pubblico dei fattacci propri, purtroppo è comune provare talvolta un senso di inadeguatezza che in alcuni casi porta anche a delle vere e proprie patologie. C’è chi si è inventato di sana pianta una vita da mostrare sui social, con tanto di foto ritoccate dai caraibi, e persino chi si dichiara malato pur di avere l’attenzione pubblica. Queste persone non stanno bene e vanno aiutate da specialisti, per quelli come noi la soluzione è molto più semplice: ci basta la nostra moto a rimetterci il buonumore.

Quindi che fai? Prendi il tuo ferro e vai a farti un giro. Vai senza pensare ad altro che alla strada, goditi ogni vibrazione della meccanica, assapora la sensibilità di ruote e sospensioni e quando ti senti sazio fermati. Estrai il tuo maledetto telefonino e rifatti un selfie. Cosa vedi? Si vede ancora la rughetta sulla fronte?

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La condivisione non è una prescrizione medica: questo selfie tienilo per te. Può sembrare una cosa stupida, ma invece è molto reale: ci può far capire quanto facciamo in termini di esperienze, quanto facciamo per noi stessi. Hai bisogno di esperienze reali per apprezzare la tua vita che, fidati, è già una figata così com’è. Non ne hai bisogno per aver qualcosa da esibire su Facebook o Instagram, per sentirti “adeguato”. Di ogni tuo istante e della tua felicità devi rendere conto a te stesso, non agli altri.

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Motoreetto

Motoreetto

Nicola Andreetto, moto blogger da 'na vita, press officer all'occorrenza, media strategist, video maker ma soprattutto viaggiatore e sognatore. Mi hanno definito lo Storyteller su due ruote e forse c'hanno preso. Mi chiamano Motoreetto, perché tra me e la moto non c'è separazione.

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