Nasce la FIM Enel MotoE World Cup. E io c’ero.

Sono stato testimone di un momento epocale: è nata la FIM Enel MotoE World Cup e io c’ero. In questo video ne parlo con Loris Capirossi, Guido Meda e Imogen Barclay.

La MotoE, ovvero per farla breve la MotoGP delle moto elettriche, sta diventando rapidamente realtà. Debutterà nel 2019, come annunciato, e oggi sono stato a Roma per assistere di persona al battesimo della FIM Enel MotoE World Cup, ovvero l’istituzione del primo trofeo mondiale dedicato alle moto elettriche in seno a quello che è già il circus della MotoGP. Organizzatore della world cup è infatti Dorna, che promette di inserire le gare green all’interno del palinsesto della MotoGP (probabilmente a ridosso proprio della classe regina per avere più audience).

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Il trofeo prenderà il via ufficialmente nel 2019 e abbiamo davanti un anno di preparativi, test, affinamenti. Sembra molto tempo, ma in realtà non lo è perché c’è moltissimo da fare. Per prima cosa l’assegnazione delle moto ai team, l’individuazione dei piloti, lo sviluppo del regolamento e, non per ultime, diverse questioni tecniche che riguardano la moto stessa e i pacchi di batteria specifici, per non parlare dei setup. Per seconda tutta la parte di contorno alla manifestazione che non è di certo da meno. Non è un caso che, infatti, Enel entri in gioco come title sponsor della MotoE World Cup che fin d’ora appare in ogni dicitura proprio come Enel MotoE. Tutto ma proprio tutto deve essere “decarbonizzato” ovvero diventare il più possibile sostenibile e non ci si riferisce solo all’energia che alimenta le moto che, ovviamente, deve provenire da fonti rinnovabili. Per questo Enel è anche diventata “sustainable power partner” di tutta la MotoGP: il suo compito sarà quello di rendere tutte le attività che avvengono nei paddock e nelle hospitality in modo da rendere ogni gran premio pienamente autosufficiente dal punto di vista energetico e sostenibile proprio come già sta succedendo nella Formula E.

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MotoE: la moto

Altro importante punto in comune con l’esperienza automobilistica è che la base tecnica di partenza per tutti i team coinvolti sarà comune. Come avevo già comunicato su questo blog, si tratta di una motocicletta della modenese Energica. L’Italia, insomma, gioca un ruolo importante a livello mondiale e c’è di che esserne fieri. La moto impiegata per la MotoE sarà la EgoGP, versione da gran premio appositamente sviluppata sul modello stradale più sportivo di Energica, ovvero la Ego. L’ho guidata sulle strade della motor valley modenese in un rapido test e posso garantire che ha un gran tiro (200 Nm di coppia!!) e una ciclistica di alto livello sulla quale i tecnici dei team impegnati potranno divertirsi. Tra le alternative elettriche disponibili sul mercato, la Ego di Energica è sicuramente la più adatta allo scopo per diversi motivi, non per ultimo proprio perché può contare su una struttura industriale alle spalle in grado di rispondere all’impegno produttivo. Oltre a questo ha altre caratteristiche importanti, non per ultima la possibilità di una ricarica rapida DC sulla base CCS Combo che, in parole povere, consente una carica da 0-85% in circa 20 minuti. L’autonomia fornita da questa carica dipenderà molto dalle condizioni della gara, da quanto viene spremuta, perciò è fuorviante fare ora delle previsioni basandosi sulle esperienze stradali.
Questo però pone sicuramente degli altri quesiti, come: quale sarà l’organizzazione delle gare della MotoE?

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MotoE: prima la world cup, poi il championship…

Inizialmente le previsioni sono quelle di far correre la MotoE durante cinque/sei appuntamenti del Motomondiale. Le piste saranno tutte piste europee e verranno selezionate in base alle loro caratteristiche. Inutile nascondersi dietro un dito: attualmente la moto elettrica ha ancora dei limiti sull’autonomia, ma soprattutto sul calo delle prestazioni all’avvicinarsi dell’esaurimento della carica. Inoltre mal digerisce i lunghi rettilinei nei quali motore e batteria sono costantemente sotto sforzo. La moto elettrica – come io stesso ho imparato – predilige le accelerazioni, i cambi continui di ritmo. Loris Capirossi e lo staff Dorna sono perciò già impegnati nel definire i tracciati migliori in grado di esaltare – e non mortificare – le prestazioni delle MotoE.

Lo scopo della FIM Enel MotoE World Cup sarà quello di accumulare esperienza per la nascita del vero e proprio campionato mondiale che, se tutto va bene, potrebbe vedere la luce nel 2022. Abbiamo perciò davanti tre anni più il 2018 di sperimentazione.
I team coinvolti nell’operazione sono tutti i team non ufficiali e perciò legati alla Casa madre. Per rendere ancora più trasversale la formula tra le categorie, però, non saranno coinvolti solo team che competono in MotoGP, ma anche quattro team tra Moto2 e Moto3. Saranno loro poi a individuare il pilota più adatto per far correre la loro EgoGP, quindi se pensi di averne la stoffa ti conviene iniziare a farti notare.

MotoE: le mie considerazioni da quattro soldi

Personalmente ribadisco la mia grande curiosità su questo tema. Lo stesso Loris Capirossi che ha corso (e come ha corso!) in varie epoche del motomondiale passando dalle piccole due tempi alle maxi due tempi fino alle MotoGP quattro tempi e che giusto un po’ di esperienza in materia ce l’ha, è entusiasta della sfida e dice che sfrecciare in pista accompagnati soltanto dal sibilo è un’esperienza nuova e bella. Siamo all’alba di un’importante innovazione e in quanto tale potrebbe anche rivelarsi un fiasco. Ma se non si prova, se si rimanda, se si fa finta di niente che l’elettrico non esista soltanto perché non siamo motociclisti se non facciamo casino, sprechiamo innanzitutto un’occasione per imparare. E nella vita, caro mio, c’è sempre bisogno di imparare.

#RideMore

Motoreetto

Motoreetto

Nicola Andreetto, creatore di contenuti ad alto tasso motoristico. Moto blogger da 'na vita, press officer all'occorrenza, media strategist, video maker ma soprattutto imperturbabile sognatore, una volta mi hanno dato dello Storyteller su due ruote e mi è piaciuto. Gli amici mi chiamano Motoreetto, le amiche invece non mi richiamano mai.

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