Vespa elettrica: inizia la produzione. Ma…

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Un momento storico per Piaggio: a settembre, a Pontedera, inizia la produzione della prima Vespa 100% Elettrica. I primi esemplari, acquistabili solo online, saranno consegnati a ottobre ma il prezzo non è ancora stato ufficializzato e sui dati tecnici c’è ancora un po’ troppo mistero. Vediamola meglio!

A Pontedera (Pisa) nel 1946 vedeva la luce la prima Vespa, scooter destinato a rivoluzionare la mobilità individuale e ad assurgere al ruolo di icona del Made In Italy. “La Dolce Vita” oggi conosce una nuova “Primavera”, sempre per usare termini cari alla storia di questo prodotto dalle mille vite: Piaggio ha infatti annunciato l’inizio della produzione della prima Vespa Elettrica.

La Vespa Elettrica arriva davvero?

Per un discreto lasso di tempo si sono susseguite voci di corridoio che esistesse questo progetto di Piaggio, ma soltanto allo scorso EICMA – e a sorpresa – l’azienda ha portato la Vespa Elettrica annunciando che sarebbe entrata in produzione in pochi mesi e già disponibile entro la fine dell’anno. E così è! Nonostante lo scetticismo di alcuni addetti ai lavori, in Piaggio sembra che stiano riuscendo a rispettare i tempi e che la Vespa Elettrica sia finalmente realtà.

Che la Vespa sia il mezzo ideale per la propulsione elettrica appare evidente: agile e scattante è pensata per le brevi distanze urbane e con il suo stile, o meglio il suo status, può “dare una mano” a rendere l’elettrico sempre più cool.

In altre parole sono fermamente convinto che la propulsione elettrica rappresenti per la Vespa la più naturale evoluzione. Con essa può tornare a rappresentare uno status symbol.

L’importanza di questa produzione non è affatto da sottovalutare: dopo una decina di anni di evoluzione nel sottobosco, finalmente la propulsione elettrica ha un rappresentante universalmente riconosciuto tra i grandi brand. Assieme ad Harley-Davidson con la sua LiveWire – che vedremo sulle strade fra un anno – Piaggio diventa perciò la prima grande Casa motociclistica a lanciarsi nell’elettrico e non è un segnale da poco.

Quando arriva la Vespa Elettrica?

A settembre inizia la produzione a Pontedera, ad ottobre sarà possibile acquistare i primi esemplari online e a novembre, in concomitanza di EICMA, si raggiungerà la piena commercializzazione. Dopo l’Europa, a partire da gennaio sarà venduta anche negli Stati Uniti e in Asia, mercati che dovrebbero essere ancora più accoglienti verso questa novità.

Come è fatta la Vespa Elettrica?

Come annunciato lo scorso EICMA, la Vespa Elettrica è mossa da una power unit (a chiamarlo motore proprio non ci riusciamo, e forse è proprio giusto così) da 4 kW di potenza e – squillo di trombe – 200 Nm di coppia. Abbiamo imparato che l’elettrico ha tutt’altri valori ed erogazione di coppia, ma il dato ci fa comunque capire che si tratterà di una Vespa particolarmente divertente al semaforo e per nulla in difficoltà sui colli bolognesi.

Nelle comunicazioni ufficiali si parla poi di un’autonomia di 100 km, di recupero dell’energia in decelerazione con sistema KERS e di un tempo di ricarica di 4 ore, anche se non si specifica se alle colonnine o alla presa 220 e con che tipo di attacchi. O meglio si danno entrambe le possibilità… Ma immagini e dati non pervenuti.

(Ovviamente tutta la stampa che ha riportato pedissequamente il comunicato stampa si è guardata bene dal porsi la domanda)

La batteria è agli ioni di Litio come è ovvio e la sua vita utile viene indicata in almeno 1000 cicli di ricarica che, secondo le stime Piaggio, equivarrebbero a un chilometraggio tra i 70.000 e i 90.000 km, ovvero una decina di anni per uno scooter. La perdita di efficienza sarebbe poi stimabile al massimo in un 20% analogamente a quanto dichiarano anche altri costruttori (forse perché le batterie vengono acquistate dagli stessi fornitori?). Se usata correttamente, non c’è quindi da preoccuparsi.

Nonostante la batteria sia collocata sotto la sella, grazie anche alla maggiore compattezza del motore (pardon, power unit) rimane comunque lo spazio per un vano in grado di contenere un casco jet.

Evoluta è anche la Vespa Multimedia Platform, ovvero la piattaforma tecnologica con cui si interfaccerà il guidatore. Comando ovviamente Ride By Wire e display TFT da 4,3 pollici (praticamente come un navigatore) dotato di sensore crepuscolare per adattare automaticamente la luminosità alle condizioni esterne. Ci sono due riding mode disponibili: Eco (limitata a 30 km/h) e Power.

Scommetto una ricarica che la Eco non la userà nessuno.

C’è poi la modalità Reverse che consente di avere un aiutino in retromarcia durante i parcheggi e questa è una cosa buona.

Vespa Elettrica: tanto “fumo” e poco arrosto?

Scorrendo il comunicato e le informazioni divulgate da Piaggio, si ha un po’ l’impressione del “dico ma non dico troppo”. Ovvero si fa abbastanza mistero su diversi aspetti, non per ultimo quello del prezzo indicato con un vago “allineato con la fascia alta della gamma Vespa” quasi a non voler spaventare.

Ma per fascia alta si intendono gli oltre 6.000 euro della Vespa 300 Sei Giorni o gli oltre 9.000 della lussuosissima ed esclusiva 946?

Gli stessi dati tecnici sono mantenuti molto vaghi e anziché entrare nel dettaglio della ricarica e dei vantaggi dell’elettrico si parla di progetti futuri di connettività, automazione, collegamenti wireless e sensori a destra e a manca. Infine si pone come sempre l’accento sui tanti accessori disponibili per personalizzarla per i quali vengono spesi molto più spazio e parole che per il nocciolo della questione: è una Vespa Elettrica! Diamine è una rivoluzione!

Temo – ma è una mia personalissima e discutibilissima considerazione – che questo possa nuocere al prodotto stesso creando false aspettative su un cliente poco informato che poi potrebbero venire deluse alla prova dei fatti.

La Vespa Elettrica è un prodotto molto importante sia per Piaggio sia per tutto il “movimento” elettrico. Ma al momento, dal punto di vista tecnico, non alza l’asticella, si allinea a quanto presente sul mercato, per quanto qui in Italia sia misconosciuto. Per rendersene conto basta guardare altri progetti, come quello tedesco della minuscola compagine che ha resuscitato lo Scwhalbe, già sul mercato da un paio di anni con caratteristiche persino superiori. Insomma, dai Piaggio, dai Vespa la strada è buona vediamo di puntare al sodo e non solo agli optional.

#RIDEMORE

Motoreetto

Motoreetto

Nicola Andreetto, creatore di contenuti ad alto tasso motoristico. Moto blogger da 'na vita, press officer all'occorrenza, media strategist, video maker ma soprattutto imperturbabile sognatore, una volta mi hanno dato dello Storyteller su due ruote e mi è piaciuto. Gli amici mi chiamano Motoreetto, le amiche invece non mi richiamano mai.

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