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	<description>Il blog di cultura motociclistica</description>
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		<title>Breve storia di un motorino sepolto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Motoreetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2014 10:13:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Era posseduto dal demonio, non c&#8217;era verso di farlo ripartire, era più odioso del suo antipatico proprietario e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="era-posseduto-dal-demonio-non-cera-verso-di-farlo-ripartire-era-piu-odioso-del-suo-antipatico-proprietario-e-cosi" style="text-align: justify;">Era posseduto dal demonio, non c&#8217;era verso di farlo ripartire, era più odioso del suo antipatico proprietario e così&#8230;<span id="more-6801"></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Ho passato buona parte della mia infanzia nel retrobottega della piccola officina di paese di mio nonno. Non si vedevano delle gran moto a dire il vero, ma un discreto numero di Ciao, Vespa e Ape, oltre che molte biciclette. Finché armeggiava al tornio o alle camere d’aria bucate, mio nonno era solito intrattenermi con aneddoti sulla sua gioventù, per nulla parca di goliardate e situazioni comiche e io mi perdevo nella spensieratezza degli anni del boom economico un po&#8217; alla Pupi Avati. Tra le varie vicende di quella combriccola di giovani guasconi mi ero fatto più volte ripetere la storia del motorino sepolto.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica mio nonno aveva venduto un motorino a un tizio particolarmente pedante che non mancava modo di fare visita in officina per ogni minimo malfunzionamento vero o presunto che fosse. Finché un giorno si presentò con il motorino che non ne voleva sapere di mettersi in moto. Mio nonno le provò tutte, smontò e rimontò quel demonio un centinaio di volte ma non c’era proprio spiegazione. Il cliente, intanto, veniva ogni giorno a chiedere notizie e non si sapeva più se a irritare mio nonno fosse più l’insistenza del tizio o l’ottusità di quel cinquantino che non ne voleva sapere di rimettersi a lavorare. Dopo giorni di inutili tentativi ne decretò sfinito e sconsolato la morte. Si disse che probabilmente una forza oscura si era impadronita di quell’affare e gli aveva portato via l’anima. Senza proferir parola afferrò il motorino e lo portò nel retrobottega, prese una pala e lo seppellì. “Proprio qui sotto” mi indicava sotto alla colata di cemento che fece anni dopo. Quando il tizio si presentò di nuovo in negozio non ebbe neppure il tempo di protestare: mio nonno gli mise subito in mano i soldi con cui gli aveva pagato il motorino e gli indicò il meccanico più vicino per comprarsi un nuovo motorino. Benché la storia mi divertisse ogni volta, non ho mai creduto a una parola sulla vicenda del motorino sepolto. Qualche tempo fa mi sono ritrovato su quel retrobottega per dei lavori di restauro. Beh, mi venisse un colpo, quando i muratori hanno rotto il cemento io ero l’unico che sapeva perché diavolo lì sotto ci fosse un motorino arrugginito.</p>
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