Breve storia di un motorino sepolto

Era posseduto dal demonio, non c’era verso di farlo ripartire, era più odioso del suo antipatico proprietario e così…

Ho passato buona parte della mia infanzia nel retrobottega della piccola officina di paese di mio nonno. Non si vedevano delle gran moto a dire il vero, ma un discreto numero di Ciao, Vespa e Ape, oltre che molte biciclette. Finché armeggiava al tornio o alle camere d’aria bucate, mio nonno era solito intrattenermi con aneddoti sulla sua gioventù, per nulla parca di goliardate e situazioni comiche e io mi perdevo nella spensieratezza degli anni del boom economico un po’ alla Pupi Avati. Tra le varie vicende di quella combriccola di giovani guasconi mi ero fatto più volte ripetere la storia del motorino sepolto.

In pratica mio nonno aveva venduto un motorino a un tizio particolarmente pedante che non mancava modo di fare visita in officina per ogni minimo malfunzionamento vero o presunto che fosse. Finché un giorno si presentò con il motorino che non ne voleva sapere di mettersi in moto. Mio nonno le provò tutte, smontò e rimontò quel demonio un centinaio di volte ma non c’era proprio spiegazione. Il cliente, intanto, veniva ogni giorno a chiedere notizie e non si sapeva più se a irritare mio nonno fosse più l’insistenza del tizio o l’ottusità di quel cinquantino che non ne voleva sapere di rimettersi a lavorare. Dopo giorni di inutili tentativi ne decretò sfinito e sconsolato la morte. Si disse che probabilmente una forza oscura si era impadronita di quell’affare e gli aveva portato via l’anima. Senza proferir parola afferrò il motorino e lo portò nel retrobottega, prese una pala e lo seppellì. “Proprio qui sotto” mi indicava sotto alla colata di cemento che fece anni dopo. Quando il tizio si presentò di nuovo in negozio non ebbe neppure il tempo di protestare: mio nonno gli mise subito in mano i soldi con cui gli aveva pagato il motorino e gli indicò il meccanico più vicino per comprarsi un nuovo motorino. Benché la storia mi divertisse ogni volta, non ho mai creduto a una parola sulla vicenda del motorino sepolto. Qualche tempo fa mi sono ritrovato su quel retrobottega per dei lavori di restauro. Beh, mi venisse un colpo, quando i muratori hanno rotto il cemento io ero l’unico che sapeva perché diavolo lì sotto ci fosse un motorino arrugginito.

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