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	<title>piloti &#8211; Motoreetto</title>
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	<description>Il blog di cultura motociclistica</description>
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	<title>piloti &#8211; Motoreetto</title>
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		<title>Chi era Ralf Waldmann</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Motoreetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Mar 2018 16:02:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A soli 51 anni ci ha lasciato Ralf Waldmann, tra i più veloci piloti degli anni Novanta e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="a-soli-51-anni-ci-ha-lasciato-ralf-waldmann-tra-i-piu-veloci-piloti-degli-anni-novanta-e-storico-avversario-di-biaggi-in-250-rendiamogli-omaggio-ripercorrendo-la-sua-carriera">A soli 51 anni ci ha lasciato Ralf Waldmann, tra i più veloci piloti degli anni Novanta e storico avversario di Biaggi in 250. Rendiamogli omaggio ripercorrendo la sua carriera.</h2>
<p><span id="more-11050"></span></p>
<p>Il 10 marzo 2018 all&#8217;età di soli 51 anni, <strong>Ralf Waldmann</strong> è stato trovato senza vita nella sua casa di Ennepetal in Germania, si presume a causa di un attacco di cuore. Una notizia che ha sconvolto il mondo del motociclismo. Ralf era infatti un personaggio molto noto e soprattutto una persona benvoluta nell&#8217;ambiente. La mia memoria scava tra le immagini che divoravo alla tivù a metà degli anni Novanta, quando sfrecciava con la sua Honda bianco e gialla e duellava con il corsaro nero, Max Biaggi. Per ricambiare le emozioni che Ralf Waldmann mi ha regalato in quel periodo in cui scoprivo la mia passione per il motociclismo, ho deciso di raccontare la sua storia. Voglio rendergli omaggio ripercorrendo la sua carriera alla mia maniera e lasciandola così a disposizione di tutti coloro che decideranno un giorno di leggere le sue gesta, la sua sfortuna agonistica e il suo motivato &#8220;odio&#8221; per il tricolore.</p>
<p><a href="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/ralf-waldmann-1.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-11052" src="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/ralf-waldmann-1-1024x688.jpg" alt="ralf waldmann vince honda" width="690" height="464" srcset="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/ralf-waldmann-1-1024x688.jpg 1024w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/ralf-waldmann-1-300x202.jpg 300w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/ralf-waldmann-1-768x516.jpg 768w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/ralf-waldmann-1-600x403.jpg 600w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/ralf-waldmann-1-863x580.jpg 863w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/ralf-waldmann-1-272x182.jpg 272w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/ralf-waldmann-1.jpg 1607w" sizes="(max-width: 690px) 100vw, 690px" /></a></p>
<h2 id="chi-era-ralf-waldmann"><strong>Chi era Ralf Waldmann </strong></h2>
<p>Quando nel 1999 Rossi vince il titolo in 250, tra i suoi avversari c’è anche Ralf Waldmann. Tedesco, rossiccio, classe 1966 è già un veterano con la bellezza di quindici stagioni di competizioni internazionali alle spalle. Waldmann inizia a farsi notare con le 80 in Germania e poi in Europa e nel 1986 debutta nel mondiale in questa categoria di cui ormai in pochi conservano memoria. Dopo quattro stagioni di apparizioni più o meno regolari passa alle 125, ma riesce a correre il suo primo vero campionato solo nel 1990. Finalmente nel 1991 gli viene affidata una moto competitiva e Ralf Waldmann dimostra il suo valore vincendo nella sua Germania e bissando ad Assen. A fine anno è terzo alle spalle di due fenomeni tricolore: Loris Capirossi e Fausto Gresini. Ripete il piazzamento nel campionato successivo conquistando tre gran premi e finendo sempre alle spalle di due italiani: Alessandro Gramigni e, ancora, Fausto Gresini. Quella dei piloti italiani diventa per Waldmann una vera maledizione! Nel 1993 è quarto e nel 1995 è quinto, ma torna ad essere competitivo nel 1996 quando diventa l’avversario numero uno alla corsa al titolo di Max Biaggi. A fine anno il romano vince per soli sei punti, divario che l’anno successivo è addirittura di soli due punti! I duelli Biaggi &#8211; Waldmann quell’anno sono davvero epici, ma ancora una volta il pilota tedesco vede il tricolore interporsi tra sé e il titolo.</p>
<p><a href="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/waldmann_getty.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-11053" src="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/waldmann_getty.jpg" alt="waldmann podio con biaggi e harada" width="690" height="432" srcset="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/waldmann_getty.jpg 738w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/waldmann_getty-300x188.jpg 300w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/waldmann_getty-600x376.jpg 600w" sizes="(max-width: 690px) 100vw, 690px" /></a></p>
<p>Così nel 1998 accoglie l’invito di Kenny Roberts a correre con la sua sperimentale KR V3 in 500. Per Ralf l’originale tre cilindri si rivela una scelta sbagliata e proprio nel 1999 di Rossi ritorna in 250, la classe dove riesce ad esprimersi al meglio. A fine campionato è sesto e vede ancora lassù sventolare il tricolore. Nel 2000 torna finalmente alla vittoria a Jerez e a Donington. Sembra tornato il Ralf Waldmann dei bei tempi con Biaggi, tuttavia gli manca la costanza per poter attaccare il titolo e, forse affaticato non lo sapremo mai, decide di concedersi un anno sabbatico. Ritorna a correre nel 2002 ma il mondo del motomondiale è cambiato radicalmente. C&#8217;è la MotoGP e la 250 sta per cedere il passo alla Moto2 e ai suoi baby talenti ispanici. Gli bastano tre gare per decidere di ritirarsi definitivamente e rifiutare anche l’offerta di Honda di fare il collaudatore per un futuro che non è più nel suo stile, nelle sue corde. Le cronache si dimenticano presto di quel tedesco veloce,  ma il suo nome riappare a sorpresa tre anni più tardi in Superbike quando decide di partecipare alla gara tedesca come wild card. Purtroppo si ritira togliendoci la soddisfazione di vederlo prendere punti, ma il vecchio Ralf non smette di sorprendere. Ancor più scalpore suscita nel 2009 quando a quarantatre anni suonati si presenta al Gran Premio della Gran Bretagna classe 250. Purtroppo è costretto al ritiro anche stavolta. Non c&#8217;è niente da fare, ormai i tempi della livrea HB sono preistoria. Altra era. Ralf Waldmann rimane nell’ambiente del motomondiale come commentatore di Eurosport e viene coinvolto nel progetto di rilancio del marchio tedesco MZ nel quale investe anche un&#8217;ingente somma. Ma soprattutto, Ralf Waldmann rimarrà noto per detenere un record curioso: tra i piloti che non sono mai riusciti a vincere il titolo è infatti quello che ha ottenuto più vittorie in carriera, ben venti. Chissà, forse questo singolare primato resterà per sempre suo.</p>
<h2 id="ridemore">#RideMore</h2>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Chi era Norifumi Abe?</title>
		<link>https://www.motoreetto.it/norifumi-abe-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Motoreetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Oct 2017 19:57:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Norifumi Abe era talmente fuori dagli schemi da diventare l&#8217;idolo di un giovane pilota italiano che agli esordi&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="norifumi-abe-era-talmente-fuori-dagli-schemi-da-diventare-lidolo-di-un-giovane-pilota-italiano-che-agli-esordi-decide-di-farsi-chiamare-rossifumi-a-dieci-anni-dalla-tragica-scomparsa-ti-racco">Norifumi Abe era talmente fuori dagli schemi da diventare l&#8217;idolo di un giovane pilota italiano che agli esordi decide di farsi chiamare Rossifumi. A dieci anni dalla tragica scomparsa, ti racconto la sua storia.<span id="more-11057"></span></h2>
<p>Quando il [su_highlight background=&#8221;#ecac00&#8243;]28 settembre 2008 sul podio di Motegi Valentino viene eletto campione del mondo, dedica la vittoria e un dolce ricordo a un altro grande pilota, uno dei suoi idoli prima e avversario poi: Norifumi Abe.[/su_highlight] Nel momento in cui Rossi alza verso il cielo la coppa del suo ottavo titolo, Norick, come era abitualmente chiamato da colleghi e fans, non c’è più da quasi un anno e tra le persone più colpite da questo lutto c’è proprio il suo amico Vale. Se lo porta via a trentadue anni uno stupido incidente stradale causato dalla leggerezza di un camionista nella cittadina di Kawasaki che no, non c&#8217;entra nulla con la marca di moto. [su_highlight background=&#8221;#ecac00&#8243;]È il 7 ottobre 2007 e il fato si porta via uno dei più amati piloti di motociclismo degli anni Novanta.[/su_highlight]
<p><a href="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/motogp-portugal-gp-2002-norifumi-abe-antena-3-yamaha-d-antin.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-11059" src="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/motogp-portugal-gp-2002-norifumi-abe-antena-3-yamaha-d-antin.jpg" alt="" width="690" height="386" srcset="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/motogp-portugal-gp-2002-norifumi-abe-antena-3-yamaha-d-antin.jpg 800w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/motogp-portugal-gp-2002-norifumi-abe-antena-3-yamaha-d-antin-300x168.jpg 300w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/motogp-portugal-gp-2002-norifumi-abe-antena-3-yamaha-d-antin-768x430.jpg 768w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/motogp-portugal-gp-2002-norifumi-abe-antena-3-yamaha-d-antin-600x336.jpg 600w" sizes="(max-width: 690px) 100vw, 690px" /></a></p>
<p>L’amore di Norick per le moto è tanto, le due ruote rimangono la sua vita anche quando esce dalle più prestigiose competizioni mondiali per tornare ai campionati nazionali. Dopo dieci anni di classe regina e due di Superbike, proprio il 2007 è il suo primo anno nella All Japan Superbike Championship che conclude con un buon ottavo posto in sella a una Yamaha R1 prima di quel tragico sette ottobre. Ma quella di Norick è una storia di talento e originalità, iniziata in Giappone molto tempo prima, più precisamente a Tokyo il 7 settembre del 1975.</p>
<p>Figlio di un pilota di auto, già a undici anni primeggia nelle minimoto e nel minicross e a quindici inizia a fare sul serio. Nel 1992 inizia a correre con le 250 nel campionato nazionale e l’anno successivo fa il salto di categoria e diventa [su_highlight background=&#8221;#ecac00&#8243;]il più giovane ad aggiudicarsi il titolo 500 nell’ All Japan Road Race Championship[/su_highlight], il più importante campionato giapponese. Il mondo si accorge per la prima volta di lui il <strong>24 aprile del 1994</strong>, quando il Campionato del Mondo arriva a Suzuka per correre il Gp del Giappone. [su_highlight background=&#8221;#ecac00&#8243;]Norifumi si iscrive come wild card e cattura l’attenzione: ha uno stile di guida unico, diverso da tutti gli altri, i capelli lunghi e neri che gli spuntano da sotto il casco[/su_highlight] e in qualifica è incredibilmente settimo. Non bastasse, in gara mette in difficoltà assi come <strong>Schwantz</strong>, <strong>Cadalora</strong> e <strong>Doohan</strong>!</p>
<p><a href="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/abe-honda-nsr500-56.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-11061" src="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/abe-honda-nsr500-56.jpg" alt="" width="690" height="460" srcset="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/abe-honda-nsr500-56.jpg 700w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/abe-honda-nsr500-56-300x200.jpg 300w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/abe-honda-nsr500-56-600x400.jpg 600w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/abe-honda-nsr500-56-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 690px) 100vw, 690px" /></a></p>
[su_highlight background=&#8221;#ecac00&#8243;]Lotta per la vittoria fino a due giri dalla fine quando una scivolata gli toglie la possibilità di scrivere il proprio nome nella storia della 500 già all’esordio.[/su_highlight] Ma le sue prodezze non passano inosservate né tra il pubblico né tra gli addetti ai lavori e tra gli occhi che guardano ci sono quelli di uno storico campione e di una giovane promessa. Il primo è [su_highlight background=&#8221;#ecac00&#8243;]Kenny Roberts che, team manager Yamaha, offre a Norick la moto per correre lo stesso anno anche a Brno e Laguna Seca, gare che Abe chiude entrambe al sesto posto[/su_highlight]. Il risultato gli vale una proposta di contratto per correre le due stagioni successive sempre con il team Roberts. [su_highlight background=&#8221;#ecac00&#8243;]Il secondo a rimanere ammaliato da quell’esile ragazzo giapponese è Valentino Rossi che, all’epoca quindicenne, sogna di approdare al mondiale.[/su_highlight] Il futuro campione si entusiasma a tal punto che decide di assumere il nomignolo <strong>Rossifumi</strong> proprio in omaggio a Norifumi, un soprannome che gli rimane appiccicato alla tuta per molti anni prima di essere sostituito da “The Doctor”.</p>
<p><a href="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/norifumi-abe-getty.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-11062" src="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/norifumi-abe-getty-1024x698.jpg" alt="" width="690" height="470" srcset="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/norifumi-abe-getty.jpg 1024w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/norifumi-abe-getty-300x204.jpg 300w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/norifumi-abe-getty-768x524.jpg 768w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/norifumi-abe-getty-600x409.jpg 600w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/norifumi-abe-getty-851x580.jpg 851w" sizes="(max-width: 690px) 100vw, 690px" /></a></p>
<p>Nel 1995 Abe conferma di avere talento con il primo podio in Brasile, ma anche di avere da imparare con diversi errori. Nel 1996 è più consistente, ottiene la sua prima vittoria nel gran premio di casa e conclude il campionato in quinta posizione. Assiste all’incredibile serie di vittorie del “cannibale” <strong>Mick Doohan</strong> che tra il 1994 e il 1998 è inarrivabile anche quando, sempre in sella alla Yamaha, passa al <strong>Team Rainey</strong>. Norick si mantiene sempre nelle posizioni che contano e forse gli manca proprio quel pizzico di fortuna in più per raggiungere un palmares all’altezza di quanto mostra con talento e generosità in pista.</p>
<p><a href="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/norick-rossi.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-11063" src="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/norick-rossi.jpg" alt="" width="690" height="431" srcset="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/norick-rossi.jpg 800w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/norick-rossi-300x188.jpg 300w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/norick-rossi-768x480.jpg 768w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2018/03/norick-rossi-600x375.jpg 600w" sizes="(max-width: 690px) 100vw, 690px" /></a></p>
[su_highlight background=&#8221;#ecac00&#8243;]Le storie di Valentino e del suo idolo Norifumi si incrociano tra i cordoli a partire dal 2000[/su_highlight], stagione in cui l’italiano arriva in 500 e vince due gran premi mentre il giapponese per la seconda volta conquista la gara di casa. Per quattro stagioni si affrontano con reciproca stima e rispetto costruendo una bella amicizia. Abe, che ad esclusione della prima gara del 1994 ha sempre corso nel mondiale con Yamaha, negli anni diventa anche un affidabile tester per la casa di Iwata tanto da essere nel 2003 uno dei collaudatori proprio della M1 che l’anno successivo porterà Valentino al titolo. Nello stesso anno sostituisce in alcune occasioni Marco Melandri e nel 2004 corre la sua ultima stagione nel mondiale con la Yamaha del Team Tech 3. Nelle due stagioni successive approda al campionato mondiale Superbike senza tuttavia imprimere il proprio nome tra i vincitori. Ecco perché quella dedica di Valentino, arrivata subito dopo il suo celebre “scusate il ritardo”, è molto più che un pensiero di un amico. Sembra voler consegnare ad Abe un pochino di ciò che la storia non gli ha dato, sembra dare un pezzettino di quel prestigioso riconoscimento anche allo sfortunato Norick, senza il quale probabilmente anche la storia di Valentino non sarebbe stata la stessa.</p>
<h2 id="ridemore">#RideMore</h2>
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