Suzuki Economy Run: come ho perso.

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Suzuki mi ha sfidato nell’Economy Run, una gara (su strada) per stabilire chi consuma meno combinando la guida di 4 diverse Suzuki. Ecco come mi è andata… male!

Suzuki Economy Run è una vera e propria gara, ma non a chi arriva prima o a chi fa il giro più veloce; è una gara a chi consuma meno. Facile, dirai, basta tenere chiuso il gas! E invece no bello mio, non è la gara al più lento, ma a chi riesce a raggiungere il traguardo nel tempo prestabilito e con meno carburante. Come funziona? Continua a leggere e lo scoprirai.

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Se c’è una Casa motociclistica che da anni è impegnata nella riduzione dei consumi quella è Suzuki (www.suzuki.it) Non è una novità e ne ho avuto una dimostrazione pratica poco tempo fa guidando per una settimana intera la nuova V-Strom 650 XT (Leggi qui com’è andata!). Tra le moto che mi sono passate sotto le sgrinfie – non includo le iper sportive per le quali questo ragionamento non ha molto senso – ho constatato da tempo che le Suzuki – assieme ad alcuni modelli Honda – sono le più parche nei consumi di carburante. Per sottolineare l’attenzione all’argomento, Suzuki ha perciò avuto una bell’idea: la Economy Run.

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Suzuki Economy Run: quattro moto, quattro percorsi, un solo consumo.

La prima edizione della Suzuki Economy Run si è svolta lo scorso anno su quattro ruote e, visti i buoni riscontri, per il 2015 hanno voluto far sperimentare a un gruppo di “professionisti delle due ruote” (giornalisti delle principali testate, tester, blogger e pure uno scappato di casa come il sottoscritto) cosa significhi guidare tenendo d’occhio i consumi. Si è trattata di una buona trovata per testare quattro diversi prodotti di casa Suzuki ponendo l’accento su uno dei loro punti di forza. Avevamo a disposizione gli scooter Address 110 Burgman 200, e le moto Inazuma 250 V-Strom 1000. La sfida era guidare ognuno di questi in un percorso appositamente studiato per metterne in evidenza le caratteristiche e, soprattutto, del tutto sconosciuto ai partecipanti. Ogni mezzo era equipaggiato con un nuovissimo TomTom Rider (a proposito… a breve ne approfondiremo la conoscenza 😉 ), adeguatamente programmato per indicare il tragitto e i relativi checkpoint, e veniva “misurato” nei consumi dai tecnici Dekra. Insomma, una roba seria! Ad aggiungere difficoltà ci pensava l’orologio: ogni tappa aveva infatti un tempo di percorrenza previsto, dal quale non bisognava scostarsi di 5 minuti (in più o in meno) per non ricevere una penalità di 100 ml di benzina.

Come se non bastasse, per aggiungere più pepe alla sfida, Suzuki ci ha aggiunto il carico da 100, anzi da 110! Fino al momento della partenza ci aveva tenuto nascosto, infatti, che il vincitore si sarebbe portato a casa uno scooter Address 110!

Col coltello tra i denti, ci siamo dunque presentati al via convinti ognuno di saperla più lunga degli altri. C’era chi faceva il vago, chi giurava di conoscere tecniche segrete tramandate soltanto per via orale da generazioni, chi si diceva pronto a fare il percorso spingendo di corsa e a motore spento. Forse distratto ad ascoltare gli altri ho commesso il mio primo e grave errore: non ho portato con me un cronometro.

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Pronti, partenza… Via! Ma piano, piano, piano…

Il via è stato per tutti uno dei momenti più comici: nessuno voleva girare la manetta del gas, ma neppure voleva perdere secondi preziosi. La partenza si rivelava così un goffo tentativo di far prendere velocità alla moto senza far salire di giri il motore. Inutile dire che con la mia proverbiale pigrizia, mi sono limitato a una partenza molto soft, con un filo di gas, fingendo di sapere il fatto mio. Il sorteggio aveva così stabilito: avrei guidato prima l’Address 11o, poi la V-Strom 1000, quindi l’Inazuma 250 per finire con il Burgman 200. Sapendo che con la V-Strom 1000 difficilmente avrei resistito alla voglia di un paio di tiratine, ho deciso di puntare a risparmiare il più possibile con l’Adress 110, noto oltre che per l’agilità per promettere una percorrenza di ben 51 km con un solo litro di benzina! Sì, ho scritto 51 e non è un errore.

Purtroppo, però, me la sono presa un po’ troppo comoda e non avendo il suddetto cronometro ho terminato la tappa con un colossale ritardo. Non avevo nessuno dietro di me, in quanto ero partito come ultimo del gruppetto, perciò non avevo modo di sapere che stavo andando troppo piano! Nel frattempo, però, ho giocato un po’ con l’Address 110. Sai come la penso in materia di scooter, ma bisogna dare atto che il prodotto è ben fatto per lo scopo che si propone: pratico, agilissimo, leggero (97 kg), con un buon dimensionamento. Insomma se sei un vecchietto col bypass o semplicemente ti serve un veicolo poco costoso su cui contare, beh è ciò che fa per te (risultato di tappa: 41,4 km, 222 ml, 300 ml di penalità!). Se invece sei un instancabile macina chilometri, la mia seconda cavalcatura della giornata è quello che ti ci vuole: da tempo volevo guidare la V-Strom 1000 e l’essermi involontariamente estromesso dalla gara alla prima manche mi ha (quasi) fornito l’alibi che cercavo per guidare con naturalezza. Tuttavia ho cercato di non fare il bischero e stare ai giochi: cambiate tutte a bassi giri all’entrata in coppia (la massima è data ad appena 4.000 giri!) e dolce con il gas, curve con marcia lunga a far scorrere la moto. Il percorso, però, mi ha portato a salire sui monti delle Valli di Lanzo, una strada stretta e tortuosa (con un asfalto ahimè spesso da dimenticare) che mi ha costretto ad usare il cambio più spesso di quanto avrei voluto, ma, grazie all’elasticità del bicilindrico DL 1000, neppure così di frequente. La Suzuki V-Strom 1000 riprende senza strappi in sesta da meno di 2.000 giri. Questa è una dote che io ho sempre apprezzato e che, se viaggi, imparerai ad apprezzare anche tu. I consumi dichiarati, per lei, sono di circa 20,9 km con un litro, una bella percorrenza se consideriamo che stiamo parlando di un bicilindrico di 1.037 cc da 101 CV. A questo si aggiunge una posizione di guida azzeccata e una dotazione di assoluto rispetto. Spero di avere presto l’occasione di fare un viaggio con lei, così da poter approfondirne la conoscenza: le premesse sono più che interessanti. Nel frattempo questi i miei risultati con lei: 89 km, 2899 ml, 100 ml di penalità.

suzuki economy run v-strom 1000 motoreetto

Su e giù di cilindrata

Dopo un’ora e venti assieme, ho dovuto mio malgrado lasciare il manubrio della V-Strom per afferrare quello della piccola Inazuma 250. Con i suoi 24 CV e 22 Nm di coppia massima, la piccola Suzuki Inazuma 250 è una moto semplice, economica e generosa. Ciò che mi ha sorpreso da subito è l’ergonomia: nonostante le ridotte dimensioni anche un panzone come me (sono alto 1,75 m) trova una sistemazione più che decorosa tanto da sentirla tra le mani come una moto “vera”. Come le altre Suzuki, anche il bicilindrico in linea della Inazuma è bello fluido e regolare, dolce e per niente noioso. Il peso di 182 kg è corretto per il dimensionamento e i buoni materiali impiegati e la Inazuma tra le curve sa anche essere divertente e precisa: se non hai molta esperienza e vuoi una moto poco impegnativa e poco costosa, è perfetta. Francamente vedrei bene, oltre a questa versione con design da naked sportiva, anche una versione con le stesse doti ma un look meno moderno e spigoloso. Nella mia Suzuki Economy Run, la Inazuma è stata preziosa e credo di aver fatto un’ottima manche con lei: sfruttandone la scorrevolezza in discesa sono riuscito a riprendere e a superare chi mi stava davanti e ad arrivare perfetto con i tempi. Questo il risultato di tappa: 59 km, 1.380 ml, nessuna penalità.

suzuki economy run inazuma 250 motoreetto

Ben più difficile è stato cercare di controllare i consumi nell’ultima tappa, quella con il Suzuki Burgman 200. Come fai a consumare poco con un automatico? Bel dilemma. Quando dai gas il motore sale di giri inevitabilmente e per quanto leggero, si tratta pur sempre di 160 kg spinti da un mono di 200 cc da 18,36 CV. Insomma con me sopra un pochetto sforza. Ciononostante il risultato è stato di 61 km e 1.085 ml consumati senza alcuna penalità.

Morale della favola?

Torno dall’Economy Run con una nuova certezza: non solo non sono abbastanza veloce, ma neppure abbastanza lento! Battute a parte, sono riuscito a perdere anche questa volta ma, ho messo in pratica un po’ di tecniche per consumare meno. Ecco sarebbe interessante confrontarsi nuovamente tra tutti i partecipanti, risultati alla mano, per capire cosa funziona di più e cosa meno, soprattutto farselo spiegare dal direttore di Motociclismo, Federico Aliverti, che è riuscito a registrare dei consumi record e a vincere questa sfida. Onore a lui e allo staff Suzuki che è riuscito a parlare di efficienza e non solo di prestazioni.

E tu, tieni d’occhio i consumi oppure in moto non ci fai proprio caso?

Nel frattempo io mi alleno a consumare meno, si sa mai che l’anno prossimo non ci si possa riprovare!

Motoreetto

Motoreetto

Nicola Andreetto, creatore di contenuti ad alto tasso motoristico. Moto blogger, autore di pubblicazioni di settore, video reporter e imperturbabile sognatore. Mi hanno dato dello Storyteller su due ruote e mi è piaciuto, per gli amici sono Motoreetto.

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