Benelli Imperiale 400, prova di 1000 km

Ho fatto un migliaio di chilometri con la nuova (sì è nuova!) Benelli Imperiale 400. In questa recensione di dico tutto su di lei.

Che moto è la Benelli Imperiale 400?

Ispirata alle monocilindriche che tra gli anni Quaranta e Cinquanta definirono il moderno concetto di motocicletta, la Imperiale sin dal nome evoca periodi gloriosi per il marchio di Pesaro e per la storia del motociclismo. Ma è proprio quel nome a crearmi un primo spaesamento: non è la prima volta che lo vediamo su una motocicletta pesarese, ma tecnicamente non era una Benelli…

Piccola digressione storica…

Nel 1957 la appena nata MotoBi (azienda fondata nel 1948 dall’ingegnere Giuseppe Benelli, il maggiore dei sei fratelli che fondarono la Casa omonima) presenta infatti la Imperiale 125. è il primo modello a quattro tempi del giovane marchio.

A spingerlo è quel monocilindrico orizzontale con la caratteristica architettura “a uovo” progettato da Prampolini che diventerà marchio di fabbrica.

L’Imperiale 400 di oggi, però, non ne riprende le forme e sembra ispirata più ad altri modelli come la Benelli Leonessa, una lussuosa bicilindrica 250 bella quanto poco fortunata commercialmente. Forse per questo oggi, sui fianchetti verniciati di nero di questa nostalgica reincarnazione, leggiamo Imperiale 400 anziché proprio Leonessa.

Come è fatta la Benelli Imperiale 400?

L’operazione revival – su cui è più facile scivolare che su una buccia di banana – è nel complesso riuscita: esteticamente la moto è gradevole e anche filologicamente sono poche le concessioni alla modernità, solo dove necessario. Certo qualche coperchietto in plastica di troppo stona e fa trasparire una certa economicità, ma di contro contribuisce ad una pulizia generale che non si può non lodare (basta guardare ad esempio dove è stato nascosto l’ABS).

Pochissimi cavi in vista e tutto è molto ordinato. Ben fatte anche le selle e discrete le cromature, appare un po’ delicata la verniciatura e le saldature a vista non sono il massimo, così come specchietti e gruppo ottico posteriore.

Sono tutti compromessi accettabili di buon grado visto che l’assegno da staccare è di appena 4 mila euro e considerato che su questo genere di moto un po’ di personalizzazione non stona.

La Imperiale 400 è un tuffo nel passato, certo, ma non servono occhi esperti per capire che si tratta di un “falso storico”. Questa Benelli “classic” è in tutto e per tutto un prodotto attuale. Ho parlato di ABS, obbligatorio si sa. Aggiungo che ci sono un freno a disco anteriore da 300 mm con pinza a due pistoncini e posteriore da 240 mm e pinza a singolo pistoncino. Qui il mozzo della ruota ricorda un freno a tamburo.

Le ruote da 19 e 18 sono a raggi (con camera d’aria) e montano di serie pneumatici Cordial, dei quali parlerò in seguito. La strumentazione unisce due classici orologi analogici con le ormai irrinunciabili informazioni digitali divise in due display. Nel primo, all’interno del tachimetro, si leggono i chilometri totali e due parziali (anche in miglia). Nel secondo, posto al centro tra i due elementi, c’è l’indicatore del livello carburante e quello della marcia inserita, una diavoleria che di certo non c’era sulle pietre miliari del Dopoguerra come l’agile Letizia (1949-1952), ma che oggi fa comodo non solo a chi è alle prime armi.

Come si sta in sella alla Benelli Imperiale 400?

Pur essendo abbastanza compatta, la Imperiale è ben dimensionata: io sono 1.74 e non mi ci trovo per niente male. Mette a proprio agio e non potrebbe essere altrimenti visto il target e vista l’altezza della sella da terra di 78 cm.

Il manubrio è piuttosto dritto, quasi un drag bar. Questo piacerà a chi ha le braccia lunghe, meno a chi le ha corte e si troverà un po’ più proteso in avanti. Oltre che un buon risultato estetico, però, consente un ottimo controllo quando si vuole ciondolare tra le curve.

Le leve, sia al manubrio sia al piede, sono sin troppo generose di dimensioni, la frizione è a cavo e non richiede sforzi.

La sella è morbida il giusto e non è rifinita affatto male. La triangolazione è soddisfacente anche se, inevitabile, si hanno le gambe un po’ raccolte e le braccia un po’ tese. Dopo tutto un giorno in sella ho notato qualche fastidio all’inguine. Tutto sommato direi che è comunque più comoda di molte altre moto dall’indole più moderna. Bene anche il cuscino riservato al passeggero che ha agevoli pedane e maniglia per reggersi.

Come si guida la Benelli Imperiale 400?

Da tempo sostengo che ci dovrebbero essere in circolazione più monocilindrici di media cilindrata, assolutamente adatti anche al viaggio su strade minori, di campagna. Ovvio che se vai sempre di fretta, se ami le prestazioni, la Imperiale non è la moto per te. Ma non solo per il motore: neppure l’estetica te la farà mai prendere in considerazione.

Se invece sei oltre che un amante del classico, un sostenitore del turismo slow come lo sono io, beh potresti trovare tutto sommato le prestazioni che ti bastano.

Il motore è un 4T raffreddato ad aria con distribuzione a singolo albero in testa. Insomma una meccanica semplice e questo ci fa ben sperare per la sua affidabilità. Importante notare che l’alesaggio è di 72,7 e la corsa di 90 mm. Quindi abbiamo una corsa lunga. Giusto aspettarsi delle belle pistonate e tanta strada con il classico filo di gas, quasi avessimo una cilindrata superiore. La potenza è di 20,4 CV a 5500 giri, ma è la coppia che ci interessa davvero: 28 Nm a 3500 giri. Niente di straordinario, anzi può sembrare poca roba, ma posso dire che sono sufficienti per raggiungere rapidamente quell’anda da provinciale che è il terreno prediletto della Imperiale, nonostante con i suoi oltre 200 kg non sia proprio una piuma.

Così bassa e bilanciata, il peso non è mai un problema. Le 5 marce sono più lunghe che corte e si finisce per passare buona parte del tempo in terza, quasi fosse un monomarcia, sfruttando una buona elasticità.

Ma passiamo al comparto ciclistico. Qui si bada più al comfort alle basse andature che alla prestazione, come è ovvio. Ne deriva che abbiamo una forcella un po’ cedevole quando si va a pinzare, ma che assorbe discretamente buche e pavé. Molto più secca la risposta degli ammortizzatori posteriori, regolabili nel precarico (ma non aspettarti miracoli) in 5 posizioni. Dopo la mia esperienza di 1000 km credo che sarebbero il primo oggetto di intervento con una bella… sostituzione. Ma, intendiamoci, per passeggiare vanno benissimo anche così.

Anche la frenata non gradisce le situazioni di emergenza o le staccate: meglio ricorrere a entrambe le unità e, anzi, imparando a sfruttare il freno posteriore si avrà una guida più fluida e tutt’altro che lenta.

Gli pneumatici Cordial non sono di certo delle coperture sportive e assomigliano parecchio ma parecchio parecchio ai Pirelli Phantom. Non nel feeling di guida però. Insomma hanno il look giusto e ancora una volta vanno benissimo per il passeggio, ma il mio consiglio è di passare a qualcos’altro dopo il primo treno.

Quindi la Imperiale 400 è una moto da guidare in souplesse com’è giusto che sia, e più con i piedi che con le braccia. A gas costante diventa molto piacevole tra le curve, ti lascia raccordare con dolcezza, in relax e ti accompagna con un bel sound allo scarico, pieno e mai fastidioso.

Tanto che è un attimo lasciarsi affascinare dall’idea di intraprendere un viaggio. Come? Con un 400 e 21 CV? Assolutamente sì. Per chi vuole godersi ogni metro e ambisce a trasformare anche una trasferta a medio raggio in qualcosa di più epico e memorabile, una moto come questa potrebbe aprire interessanti prospettive.

Prezzi, versioni, dotazioni

Come già accennato, con 4.000 euro ci si porta a casa questa Benelli Imperiale 400. Guardando il mercato e toccandola con mano si può facilmente concludere che il rapporto costi benefici sia più che ragionevole. A maggior ragione ora che la concorrente più diretta, la Royal Enfield Bullet 500, sta uscendo di scena. Le colorazioni proposte sono due: nera o grigia e sarà presto disponibile un catalogo accessori della Casa.

A chi consiglio la Benelli Imperiale 400?

Consigliata sicuramente a chi torna in sella dopo tanto tempo e a chi inizia, al gentil sesso e ai brevilinei per l’altezza da terra contenuta e in generale a chiunque desideri viaggiare riappropriandosi del gusto di andare con calma, sentendosi un perfetto gentiluomo d’altri tempi.

Perché sì

  • Erogazione piacevole
  • Prezzo interessante
  • Facilità di guida
  • Consumi

Perché no

  • Sospensioni posteriori poco filtranti
  • Alcuni dettagli migliorabili

Info e scheda tecnica: www.benelli.com/imperiale

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