Sognatori e perditempo – Ferro magazine 13

Sullo scorso Ferro magazine, parlavo di sogni usati. Ora parlo dei loro sognatori e della loro deriva digitale: il rompipalle cronico, più elegantemente detto perditempo.

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Sono un sognatore. Ahimè lo sono sempre stato. Quando la maestra mi chiedeva che lavoro avrei voluto fare da grande, d’istinto la mia mente puntava su professioni che prevedevano la narrazione di storie: romanziere, giornalista, fumettista, disegnatore e così via. Ai tempi non c’era il web, non avrei ma potuto immaginare il “mestiere del blogger”. Più tardi, finita l’università, mi fecero una bellissima caricatura che ho ancora appesa qui davanti a me: mi ritrae nudo a cavallo della mia prima CB400N mentre scorrazzo in direzione opposta a un cartello che indica “Viaggio dei sogni”. Sul serbatoio un piatto di pasta e in mano un biberon griffato Guinness. Direi estremamente esplicativo della mia persona. Ecco perché i sognatori, in genere, io li capisco, non è che mi limito a compatirli come altri.

Quando ho deciso di pubblicare un annuncio di vendita della mia moto, per primo ero tra coloro che spulciano morbosamente queste bacheche alla ricerca dell’occasione giusta. Lo faccio compulsivamente da anni, lo ammetto mi diverte. Se a questo aggiungiamo la mia facilità all’innamoramento di una due ruote, capisci che la frittata è fatta. Lo ammetto, sono proprio quel sognatore lì, quello dell’ “Astenersi sognatori”.

La prima volta che l’ho letto in un annuncio me ne sono quasi risentito. Questo finché non mi sono trovato dall’altra parte e ho capito che l’espressione in realtà significa “astenersi rompipalle cronici”, una richiesta semplice che cela una dura realtà: quando pubblichi un annuncio offri il fianco a una categoria di persone che nella digitalizzazione di massa ha trovato sfogo alla propria idiozia e maleducazione. Mi riferisco a quelli che hanno i polpastrelli sconnessi dal cervello.

Intendo quelli che digitano scempi della lingua italiana e del raziocinio più velocemente di quanto emettano un peto. Devi sapere che questa categoria, nel nostro settore merceologico, risente molto il cangiar delle stagioni. Ho pubblicato l’annuncio d’inverno, proprio perché speravo di colpire un pubblico più selezionato, ingolosire un motociclista indurito col quale fare una vendita serena tra pari. Invece in inverno tutto tace o quasi. E quel quasi sono i perditempo. Gente che spende i pochi giorni liberi nei corridoi di un centro commerciale e che per tale miseria di emozioni ti scrive proposte senza senso, forse ritenendo che tu sia alla ricerca di un modo per passare le giornate. Ti arrivano le proposte più assurde condite, cosa che mi infastidisce ancor più, da una mancanza di cortesia senza pari. C’è chi ti scrive solo quello che, secondo lui, è il prezzo giusto e che ovviamente è meno della metà della quotazione di mercato. C’è quello che vuole sapere tutto, ma proprio tutto via Whatsapp per poi ritornare nel buio cosmico da cui è venuto o, ancora, quello che pretende l’appuntamento per l’indomani e poi non si presenta.

Ho conosciuto persino chi la vuole subito, non tratta neppure sul prezzo vuole chiudere immediatamente ma la tira per qualche giorno e all’ultimo secondo ci ripensa facendoti perdere almeno una settimana. Poi un bel giorno arriva marzo e come un segnale divino tutti i rompipalle cronici si svegliano e sanno che devono digitare qualcosa. Vogliono la moto per “la stagione”. Escono dalle tenebre invernali manco fossero zombie e ti ricoprono con una sassaiola di proposte indecenti perché, sia chiaro, “oh” loro la moto “te la comprano”, sono “il cliente” e il cliente ha sempre ragione fino a che, come mi ha insegnato mio padre, una vita nel commercio, non è maleducato.

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