I mille usi del sapone. Ferro magazine 8

Toglietemi tutto, ma non il mio sapone. Quando si parte per un viaggio è bene avere delle certezze.Da Ferro magazine numero 8.

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Ho caricato la moto a dovere: borse laterali, borsa da sella, il tutto ben allacciato con gli stimati ganci elastici, compagni di mille sudate sotto il sole. Prima o poi mi deciderò a montare delle borse rigide o un (ohmioddiocheorrore) bauletto che non si può ogni volta tirare, allacciare e chiedersi “come cazzo avevo fatto l’altra volta?”. San GiVi da Brescia aiutami tu. Ho caricato la moto come sempre, è una cosa che da aprile a ottobre faccio spesso visto che vivo a Milano ma le mie radici sono in Veneto e oltre alle gite di piacere la moto mi serve come mio unico mezzo di trasporto. In inverno uso il treno o noleggio l’auto che mica devo fare per forza il masochista a battere i denti. C’è qualcosa di diverso però questa volta, perché dentro le borse non ci sono solo le solite magliette e mutande fresche di lavatrice (giuro), ma ci sono le aspettative di un lungo viaggio, di un’avventura. Abbandonerò in Veneto la Kawasaki (che per farmela pagare ha pensato bene di rompere il cuscinetto di sterzo…) e prenderò un aereo che mi porterà prima a Doha e poi a New Delhi. Poi le borse le attaccherò su una Royal Enfield e punterò dritto verso l’Himalaya. Valicherò (pare si passeranno i 5.300 m di altitudine) ed entrerò nella Valle dello Zanskar, nella regione del Ladakh. Non la voglio menare alla lunga e fare il figo che parte all’avventura: non ho mai pensato né di essere un figo né di essere un avventuriero, ma quando decidi di viaggiare e di farlo in moto, ogni viaggio diventa già di per sé un’avventura. Raggiungere una meta su due ruote è già una conquista, anche solo se ti stai spostando da A a B. Quindi, dopo un po’, inizi a prenderci gusto e ti scappa la mano e il punto C lo metti sempre più in là.

Capita che ti trovi allora invischiato in un gruppo di ragazzi che la vedono come te e che di avventure ne hanno già fatte parecchie. Ti aggreghi e scopri che fai parte di una famiglia. Questo per me è il Marco Polo Team, ma scusa sto divagando.

Guardo le borse sulla moto e penso a quello che ci ho appena messo dentro. Ci sarà tutto quello che mi serve per un viaggio così impegnativo? Non è che si va sull’A4, non c’è l’Autogrill Val Trompia o Sebino o Monte Baldo… Faccio mente locale, oltre all’equipaggiamento da moto ho pure tutto quello che mi serve per riprendere il viaggio e per rimanere per giorni senza fonti di corrente. In pratica sono un battery pack semovente. Ripenso all’indispensabile a quello che non posso dimenticare ed è allora che mi viene in mente il sapone. Sì, proprio il sapone di marsiglia, la classica saponetta.

Ci sono alcune cose che non puoi lasciare a casa, una di queste è il sapone.

L’altra è un po’ di carta igienica.

Dirai che il sapone lo puoi comprare ovunque ed è esatto, ma portarlo con te sin dall’inizio cambia radicalmente il tuo approccio, significa che sai cosa stai facendo, significa progettualità. Sto esagerando? Non credo. Sai a quante cose serve il sapone quando sei in una landa desolata con la tua motocicletta e le fonti idriche non sono molte? Con il sapone di marsiglia puoi:

  • lavare te stesso, ok la pelle si secca un pochino, ma l’igiene è sempre apprezzato in ogni parte del mondo; vuoi mettere la sicurezza di che ti dà l’aver qualcosa che ti rende pulito e profumato?
  • lavare la tua biancheria: basta tagliare qualche scaglia con un coltellino e farla sciogliere in acqua e tadaam abbiamo un detersivo efficace. Per lo sporco più ostinato si strofina con vigore la saponetta sulla zona interessata, proprio come facevano le nostre nonne.
  • profumare la tua valigia!! Già, in mezzo a quel lerciume puoi avere un altro scampolo di civiltà aprendo la tua bisaccia e sentire quel confortante aroma di Marsiglia.
  • pulire la visiera del casco: ovvio, qui ci vuole poco sapone e più acqua e soprattutto asciugare con la carta igienica di cui sopra;
  • lavare i cerchi della moto: se proprio vuoi renderla brillante per un’uscita galante con uno yak… anche qui consiglio di abbinare il sapone all’uso della carta igienica per strofinare per bene e mi riferisco sempre ai cerchi.
  • instaurare relazioni: quando ci si trova a una fontanella con un indigeno può essere un modo per attaccare bottone;
  • fare un regalo: se l’indigeno è particolarmente simpatico;
  • fare un baratto: se l’indigeno è particolarmente generoso;
  • colpire: la saponetta diventa anche un efficace oggetto da lancio, se l’indigeno è particolarmente ostile.

Hai ancora dubbi al riguardo di quanto sia indispensabile avere con te una saponetta? Prende poco posto, pesa poco, costa poco e rende molto. E non dimenticare la carta igienica.

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