Drive Tribe: che cosa è e come funziona?

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Da oggi c’è un nuovo social network in città, si chiama Drive Tribe e l’hanno fondato Clarkson, May e Hammond. Sì, proprio quelli di Top Gear.

La loro uscita da Top Gear è stata la più sensazionale cacciata da un programma televisivo di sempre. Nel 2015 Jeremy Clarkson tirò un cazzotto a un produttore della BBC e la rete britannica decise di espellere il noto conduttore che non ha mai fatto del politically correct la propria bandiera. Proprio quel suo modo ironico e un po’ sopra le righe lo ha fatto diventare uno dei personaggi televisivi più seguiti e assieme ai compagni di avventure Richard Hammond e James May aveva portato un programma di motori a essere il programma più visto al mondo (Guinness World Record nel 2013). Certo è riduttivo dare solo a loro tre tutto il merito di quel successo strabiliante, anche i cospicui investimenti della BBC hanno avuto un peso, ma per il telespettatore i tre erano e rimangono dei veri e propri idoli. Il buon vecchio Jeremy è uno che piace e che sa smuovere le folle. Più di un milione di persone firmarono la petizione per farlo tornare in onda, ma non servì a nulla. L’uscita di Clarkson fu seguita immediatamente da quelli dei due compagni, segno che, probabilmente, già da tempo a casa Top Gear c’era qualcosa che non andava. Che è successo dopo?

“Non avevo capito DriveTribe fino a quando Richard Hammond non ha detto che è come YouPorn, ma con le macchine”

J. Clarkson

I tre si sono rimessi in gioco ripartendo da ciò che avevano: la loro competenza e soprattutto la loro popolarità, oltre che il produttore esecutivo Andy Wilman. Dopo qualche mese di silenzio iniziò a girare voce che stessero lavorando a un nuovo show e che Netflix, Amazon e ITV fossero interessati ad acquistarne i diritti. L’ufficialità è arrivata nel luglio scorso, quando Amazon ha annunciato che avrebbe trasmesso il nuovo programma, intitolato The Grand Tour sulla sua nuova piattaforma Amazon Video. Il 18 novembre è stata pubblicata online la prima puntata, per ora limitata a Stati Uniti, UK, Germania, Austria e Giappone. Lo show da dicembre dovrebbe diventare disponibile per oltre 200 Paesi, creando così una piccola rivoluzione nel sistema dell’intrattenimento televisivo.

The Grand Tour non è però l’unico progetto a cui stavano lavorando i tre. A settembre hanno annunciato l’imminente arrivo di Drive Tribe, una nuova piattaforma online dedicata agli amanti dei motori. Le informazioni fino ad oggi sono state abbastanza limitate, se si esclude il teasing fatto sulla pagina Facebook. Bene, stamattina ho aperto finalmente il sito di Drive Tribe e ho iniziato la mia scoperta.

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Che cos’è Drive Tribe?

Drive Tribe è il nuovo “social hub dei motori” ed è a tutti gli effetti operativo da oggi 28 novembre 2016 all’indirizzo www.drivetribe.com. Di fatto è un sito (non app o menate varie), non è un “portale” o un “forum”, creature del secolo scorso, ma funziona a tutti gli effetti come un social network. Per realizzarlo, Clarkson e soci hanno ottenuto un cospicuo finanziamento dalla 21st Century Fox di 10,5 milioni di dollari e su questa piattaforma si trovano solo appassionati ed esperti di tematiche motoristiche a due, quattro o più ruote. Chiunque può accedere con il proprio account Facebook (curioso lo si possa fare solo con Facebook e non registrandosi diversamente) e ha l’obbligo di seguire almeno 6 “tribù”. Se lo vorrà, potrà a sua volta creare una propria tribù. L’aspetto di Drive Tribe è quello classico del social network, sembra una versione figa di Google Plus. Sì, esiste ancora anche Google Plus.

Come funziona Drive Tribe?

Il concetto di base di Drive Tribe, come dice il nome stesso, è la tribù. La logica è in pratica la stessa dei Gruppi Facebook, ovvero persone riunite per discutere di una passione comune. Come detto ogni utente oltre al proprio profilo e a seguire le tribù che gli interessano, può fondare la propria. Come nei social network può commentare e condividere (anche sugli altri social) e può lasciare dei “like” che però si chiamano “Bumps”. Può unirsi e abbandonare tribù con schizofrenia a seconda dell’umidità senza che nessuno si offenda, e soprattutto non si imbatterà mai in foto di torte, gattini o nel politicizzato di turno che ti spiega perché siamo tutti vittima di un complotto. Insomma, su Drive Tribe si parla di motori, di macchine, di sgommate, di viaggi in moto o su un 4wd, si condivide una specifica passione e ci si può far ispirare dagli articoli di Clarkson, Hammond e May, oppure da oltre 2000 influencers. L’unico limite per noi italiani è che tutto il sito è rigorosamente in lingua inglese.

Ma chi modera?

Uff… che noia… Sì, è vero può sempre esserci il rompiballe di turno che posta le foto del pisello o, peggio, video di gattini. Per questo gli utenti stessi possono segnalare facilmente ogni uso improprio da parte di altri utenti. Lo staff di Drive Tribe interverrà quando necessario.

Spero che questo articolo ti possa essere stato utile, nel frattempo ti segnalo che ho già aperto la mia prima tribù, si chiama Ride More.

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#RideMore

 

Motoreetto

Motoreetto

Nicola Andreetto, creatore di contenuti ad alto tasso motoristico. Moto blogger, autore di pubblicazioni di settore, video reporter e imperturbabile sognatore. Mi hanno dato dello Storyteller su due ruote e mi è piaciuto, per gli amici sono Motoreetto.

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