Freestyle hospital

Sono stato testimone privilegiato di un avvenimento magico: siamo entrati con moto, palloni, chitarre e surf nel reparto di oncologia pediatrica del Gaslini di Genova. Ti mostro cos’è successo.

Da quando conosco quel pazzo scatenato di Vanni Oddera mi succedono spesso tre cose: la prima è che mi tocca nominarlo di continuo, la seconda è che devo rispondere ai suoi messaggini vocali su WhatsApp in cui mi propone cose assurde, la terza è che mi trovo in situazioni apparentemente paradossali, ma che mi fanno emozionare come non mai. Quindi, escludendo le prime due, direi che vale la pena frequentarlo. Ieri, per esempio, mi ha chiesto di dargli una mano (giusto una me ne rimaneva, considerata la lussazione…) per un pomeriggio di Mototerapia” in corsia all’Istituto Pediatrico Gaslini di Genova.

mototerapia gaslini genova prove di motocross davanti ingresso

Stavolta ero emozionato ancor prima di arrivare: sarebbe stata la prima volta per me in un reparto di oncologia infantile, cosa avrei dovuto fare o dire a tutti questi bambini la cui vita è diventata improvvisamente fatta di farmaci, pareti d’ospedale e chemioterapia? “Semplice – mi dice lui che ci va sempre – sono bambini. Trattali come bambini, non come malati“.

“Sono bambini. Trattali come bambini, non come malati!”

Come al solito, quando Vanni organizza una Mototerapia, specie all’ospedale Gaslini dove è ormai di casa, lo dice a tutti gli amici. E di amici con un cuore grande devo riconoscere che, negli anni, se n’è fatti molti. Così mi sono ritrovato in mezzo a persone eccezionali, ragazzi che hanno talenti unici come, giusto per citarne alcuni, i ragazzi della Da Move – che prova a dare loro un pallone e vedi cosa ti combinano – Max Bianconcini, neo campione del mondo di Step Up, il mitico Alvaro Dal Farra, fondatore dei Daboot e Andrea Rock, deejay di Virgin Radio.

mototerapia gaslini natale 2016 gruppo davanti ingresso ospedale

Per prima cosa ci siamo piazzati davanti l’ingresso dell’ospedale trasformandolo in una fiera degli sport: freestyle, surf, mountain bike downhill, skateboard e c’era persino il pony per una mansueta prova di equitazione. I piccoli ospiti non si sono fatti pregare molto e la festa è iniziata.

mototerapia gaslini natale prove di surf

mototerapia gaslini genova da move

Non tutti, però, possono lasciare i reparti e c’è chi proprio non può uscire di stanza. Nessun problema: surf e chitarra in spalla siamo saliti noi da loro.

rock in corsia alla mototerapia gaslini genova

Grazie alla grande sensibilità del personale dell’ospedale, Vanni è riuscito in un’altra “impresa” unica: portare bici, surf e… moto in un reparto di oncologia infantile! Ora, io non ne ho la certezza, ma credo che si tratti di qualcosa che possa essere ascritto al Guinness dei Primati, o mi sbaglio?

mototerapia gaslini moto in corsia

La timidezza dei piccoli pazienti si è fatta presto conquistare dalla chiassosa combriccola e lasciati gli indugi si sono fatti trascinare. Non so bene come, ma a un certo punto ci siamo trovati tutti a cantare a squarciagola “shock me all night long” degli Ac/Dc seguendo quel juke-box umano di rock’n’roll che è Andrea Rock. Chi dalla sella della moto di Vanni, chi dal simulatore di surf, chi roteando un pallone sul dito.

Dieci minuti di allegria per noi sono solo dieci minuti, ma per loro significa distrarsi dalla malattia, non pensarci, tornare spensierati a fare quello che è giusto che facciano: i bambini.

Credo che le foto scattate dall’amico Lorenzo Refrigeri rendano l’idea più di mille parole. Il mio lavoro è trovarle, ci sto provando, ma appena chiudo gli occhi ho un groppo al cuore: vorrei di nuovo essere lì, tornare lì. Vedere quei visi che piano piano abbandonano il pallore e la diffidenza per fidarsi di te e colorirsi le guance di rosso, è capace di scatenare l’emozione più grande si possa provare, te lo posso assicurare. Sonia, che di quel reparto è responsabile e lo vive ogni giorno, mi conferma quel che intuisco: quelli che per noi sono pochi minuti, per loro sono una giornata diversa, sono un alternativa alla monotonia di una stanza di ospedale dove sono parcheggiati nella speranza che il tempo passi il più velocemente possibile, ma non passa mai.

Dieci minuti di allegria per noi sono solo dieci minuti, ma per loro significa distrarsi dalla malattia, non pensarci, tornare spensierati a fare quello che è giusto che facciano: i bambini.

dammi un cinque gaslini mototerapia

mototerapia gaslini genova trick in corsia

mototerapia gaslini genova donazione

mototerapia gaslini genova motoreetto ritratto serio

Video girato da Motoreetto con GoPro Hero5 Black.

Foto di Lorenzo Refrigeri.

Motoreetto

Motoreetto

Nicola Andreetto, creatore di contenuti ad alto tasso motoristico. Moto blogger, autore di pubblicazioni di settore, video reporter e imperturbabile sognatore. Mi hanno dato dello Storyteller su due ruote e mi è piaciuto, per gli amici sono Motoreetto.

1 Comment

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    Rispondi Dicembre 23, 2016

    Michele Avola

    Molto interessante la mototerapia di Vanni, per esperienza posso dirti che per bambini ed adolescenti affetti da gravi patologia la terapia ricreativa è importante quasi come quella farmacologica, gli permette di conquistare vette ed autonomie impensabili. Ho fatto più volte il volontario al Dynamo Camp di San Marcello Pistoiese, e vi posso assicurare che queste esperienze saranno delle pietre miliari per i ragazzi che ne hanno beneficiato. Se hai tempo visita il sito http://www.dynamocamp.org e scoprirai un mondo meraviglioso, chissà se Vanni può fare qualcosa con loro….siete dei grandi!

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