SWM Super Dual T: la mia prova

Ho passato due settimane con la Super Dual T di SWM, enduro che promette di portarti ovunque e farti divertire. Guarda la mia recensione in video.

Fin da quando SWM ha avviato il proprio rilancio, si è iniziato a parlare di una monocilindrica adatta al viaggio. A tutti gli smaniosi di avventura si è spalancato un bel sorriso in faccia. Non c’è voluto molto perché potessimo ammirare il primo prototipo della Super Dual a fine 2015 tutti compiaciuti della direzione presa e nel 2017 l’abbiamo potuta testare (vedi il mio video). Ora è giunto il momento di una prova più completa.

SWM mi ha messo a disposizione una Super Dual T per un paio di settimane e ci ho gironzolato e fatto i miei porci comodi al posto del mio Panzer. La sfiga ha voluto che fossero le uniche due settimane di pioggia di questo autunno, ma vabbè son cose che capitano. Ogni tanto ho trovato anche il sole. Chissà, forse era proprio il mio Panzer geloso che mi mandava le maledizioni…

La Super Dual è un modello turistico sviluppato a partire dall’enduro RS 650 R (che ho provato qui), rispetto alla quale migliora decisamente il comfort grazie a una seduta e una posizione più comoda e l’autonomia di viaggio grazie a un bel serbatoione in acciaio da 18 litri. SWM propone due allestimenti: la Super Dual T – oggetto di questa recensione – con ruote da 19″ e 17″ e la Super Dual X con ruote da 21″ e 18″ quindi più votata all’off road.

Ho guidato questo Super Dual T su strade provinciali e autostrada, ho affrontato qualche sterratino semplice, nulla di complesso. Di certo questa moto nelle mani giuste è in grado – anche con la ruota da 19 – di andarsene a spasso tra mulattiere tanto è leggera e maneggevole. Le Metzeler Tourance con cui è equipaggiata, però, non sono fatte per esagerare in fuoristrada e prediligono asfalto e strade bianche. Tra le curve è una moto divertente come un super motard e la leggerezza è sicuramente il fattore che mi ha entusiasmato di più.

I vantaggi di una moto come questa rispetto a una bicilindrica sono evidenti e sono principalmente dovuti al minor peso, al minor ingombro. Gli svantaggi sono altrettanto evidenti: minor “abitabilità” specie in coppia e comfort su lunghi tratti stradali. La Super Dual T ricerca un equilibrio tra questi due mondi e riporta la memoria alle mai dimenticate monocilindriche di fine anni Ottanta, da molti ancora rimpiante come le vere moto d’avventura. La Super Dual vuole colmare questo vuoto, vuole essere la moto d’avventura definitiva.

Se è interessante il posizionamento di mercato, lo è anche il prezzo: 7.490 euro. Un prezzo abbastanza buono da rappresentare una tentazione (specie entro novembre perché offerto con valigie laterali comprese), tuttavia non abbastanza da essere “miracoloso”. Il contenimento dei costi è infatti evidente in alcuni dettagli (cruscottino, fattura della sella e del telaietto posteriore) e in alcune finiture (windscreen che crea riverberi, cavi dell’acceleratore che nascondono il tachimetri…). Sono compromessi a cui si è disposti a scendere certo, finché non riguardano componenti che riguardano il piacere e la sicurezza di guida. Si può fare economia, ma l’importante è che non ci siano ripercussioni su aspetti fondamentali, per questo nel video segnalo ad SWM di porre se possibile maggiore attenzione alle sospensioni. La forcella Fast-Ace non mi ha convinto al 100%. Non sono un “guru dell’upside-down”, ma andando in moto da parecchi anni e avendone provate di ogni tipo mi vien da dire che si può fare qualcosina di meglio per rendere la Super Dual T più stabile alle alte velocità e quindi piacevole ma soprattutto sicura. Attenzione, non sto affatto dicendo che non sia sicura, quanto che una maggiore sensazione di solidità del comparto ciclistico – sia davanti sia dietro – gioverebbe sia al piacere di guida sia al gradimento della moto in generale e ne farebbe un prodotto molto più competitivo di quanto non sia oggi.

La SWM Super Dual è un buon concetto di moto, mi piace moltissimo. Ma per giocare al livello dei migliori competitor mondiali deve ancora migliorare su tutti quei dettagli che fanno la differenza tra un prodotto economico e un prodotto furbo e intelligente. La buona notizia è che la strada è quella giusta.

#RideMore

Motoreetto

Motoreetto

Nicola Andreetto, moto blogger da ‘na vita, press officer all’occorrenza, media strategist, video maker ma soprattutto viaggiatore e sognatore. Mi hanno definito lo Storyteller su due ruote e forse c’hanno preso. Mi chiamano Motoreetto, perché tra me e la moto non c’è separazione.

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