Cambio generazionale

Quell’attimo in cui passato e futuro si incrociano per strada e si fanno quel cenno con la mano che ci facciamo noi motociclisti.

Quell’attimo in cui passato e futuro si incrociano per strada e si fanno quel cenno con la mano che ci facciamo noi motociclisti. Due dita appena per non staccare la mano dal manubrio che la curva è proprio qui dietro. Così la mia Kawasaki ZRX, a testa bassa come sempre, ha guardato il nuovo che avanza, un po’ in malo modo. L’ho parcheggiata in mezzo a ferri vecchi e mi ha detto: “ma che davvero davvero mi lasci qui? E per quella sgallettata poi?”. “Eh sì, è il destino e sa essere crudele, ma non posso tenere tutte le moto che vorrei tenere, ho ancora la vecchia CB in perenne via di ri-assemblamento, non posso tenere anche te, e poi mi costi. Mi costi di bollo, mi costi di benzina… Prendo qualcosa di più efficiente”.

kawasaki piange la dipartitaIn verità avrei preso volentieri un’altra Kawasaki. Mi sono trovato molto bene con la ZRX – consumi di benzina a parte – ma scrutando i modelli proposti dalla Casa delle verdone non ho trovato nulla ma proprio nulla in linea con il mio gusto. Talvolta le giapponesi sembra che lo facciano apposta a lasciare i modelli più fighi in Giappone. O forse sono io che non riesco ad adattarmi al gusto del mercato italiano, non so. Alla fine mi sono orientato su un Honda Transalp, l’unica moto in grado di rispondere alle mie esigenze del momento. Ci tengo a precisare che, con le sole esclusioni della CB 1100 e del Transalp, non trovo per nulla attraenti le nuove Honda, hanno una linea terribile. Sarà forse per questo che proprio il Transalp, apprendo, è uscito di produzione e quindi non si potrà più acquistare nuovo! Però le Honda sono affidabili, ho ancora una Honda del 1981 e so di che parlo, e poi il cambio della Honda è di burro, morbido e preciso, non ha eguali. Tra le Honda ho scelto il Transalp perché consuma poco, è comoda per viaggiare, è instancabile, si trovano un sacco di accessori e ricambi e con un tris di valigie non sembra un accrocchio teutonico. Inoltre mi sono imbattuto in un’occasione che non potevo lasciarmi scappare: un 2009 con soli 7.266 km percorsi, immacolato. Nei prossimi mesi la metterò alla prova – oh sì, sono ansioso di farlo – e vi terrò aggiornati. I primi chilometri promettono bene anche se quel tiro corposo, quella grinta vellutata e quell’urlo di gola che aveva la ZRX non torneranno indietro e mi mancheranno.

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