Le moto più interessanti di EICMA 2021, secondo me

Di ritorno da EICMA faccio il punto sulle novità moto che mi hanno colpito di più. Quale avrà lasciato il segno tanto da entrare nel mio personale “BEST OF”?

EICMA, l’evento motociclistico più importante d’Italia (ma non solo, visto che è una delle più ambite vetrine mondiali del settore) è tornato. Il primo Salone di Milano del dopo COVID-19 (o forse dovrei dire “durante”?) ha fatto parlare di sé già prima di iniziare: tra limitazioni, mascherine, green pass e alcune eclatanti defezioni ci si è chiesto se fosse davvero il caso di farlo. Si è deciso di fare questa edizione comunque, nonostante l’aumentare dei contagi negli stessi giorni. Non voglio però entrare in questa discussione, non è il caso e non è il luogo adatto. Da addetto ai lavori che ha assistito a tutta la settimana milanese posso soltanto dire che il livello di attenzione a distanziamento e precauzioni era alto all’inizio ed è andato via via calando con l’aumentare dei visitatori come penso sia purtroppo inevitabile. E posso aggiungere che il pubblico ha risposto affermativamente all’appello. Ho visto tanti ragazzi e comunque un’alta affluenza, tanto da chiedermi come ogni anno se effettivamente chi va ad EICMA è anche motociclista. Ma passiamo alle cosa che ci interessano:

Cosa c’era di bello ad EICMA?

Per rispondere a questa domanda ho deciso di scrivere due post. Questo è il primo e riguarda le moto tradizionali o propriamente dette o endotermiche… Insomma quelle che fanno vroom vroom. Il secondo post invece è questo qui e riguarda le novità ad elettroni che quest’anno erano più del solito. Ci vorrebbe poi un terzo post sulle ragazze, ma lo sai che non è nel mio stile, diciamo che preferisco ammirare e non commentare.

Per quel che riguarda le moto tradizionali, la scelta tra le novità quest’anno è stata piuttosto facile. Non lo dico solo perché mancavano alcuni brand di peso (BMW, KTM, Husqvarna, Ducati, Harley-Davidson, Indian…) ma perché non è un periodo di grandi exploit, è un anno per forza di cose un po’ interlocutorio. Tuttavia qualcosa su cui fantasticare per i mesi invernali non è mancato. Vado in ordine alfabetico, non necessariamente di preferenza e qui sotto non troverai i dati tecnici quanto un mio pensiero su ogni modello:

Aprilia Tuareg 660

è rimasto ormai poco da dire ancora sulla Aprilia Tuareg 660, dual sport sofisticata e furba di cui si è parlato in lungo e in largo prima della fiera che, però, è stata di fatto la sua prima apparizione pubblica. Mi sembra una proposta interessantissima che renderà più difficile la vita alla Yamaha Ténéré con un approccio diametralmente opposto: se la giapponese ha puntato sull’assenza di elettronica, sulla sua “basicità”, la Aprilia ha invece un’elettronica raffinata. Di conseguenza cresce anche il prezzo. Bel ferro fatto in Italia, però.

Benelli TRK 800

C’era parecchia attesa per la TRK 800, eppure bastava dare un occhio alla QJ Motor 750 per avere già un’idea di massima di cosa aspettarsi. Ad ogni modo, la TRK 500 arrivò senza essere attesa da nessuno e zitta zitta è diventata la moto più venduta in Italia, perciò credo sia piuttosto normale che per la TRK 800 le aspettative siano cresciute di pari passo. Dai commenti sentiti in giro mi sembra non abbia deluso, per il momento. Ha tutte le carte in regola per diventare un altro best-seller: linea accattivante, prestazioni discrete, prezzo d’attacco (che si presume sotto i 10 mila euro). Peccato solo che le circostanze non abbiano consentito a Benelli di portarla in veste definitiva ma ancora prototipale. Ecco, chiamarla “concept” anche no. Diciamo che non è definitiva, ma la moto è questa e arriverà nell’arco del 2022. Ah, sì, è più leggera della 500.

Bimota KB4

Bella o brutta io non l’ho ancora ben capito, ma di certo non lascia indifferenti come è giusto faccia una Bimota. Non vi è dubbio però che sia raffinata nella ciclistica – proprio come è giusto che faccia una Bimota. Il motore è quello della Kawasaki Z1000SX, quindi uno dei migliori quattro cilindri stradali che ci siano in circolazione. Attorno è stato realizzato un telaio dotato di un forcellone che è da commozione: guardalo da vicino e accarezzalo (son riuscito a farlo) per capire di cosa parlo. La moto è estremamente compatta e corta e persino il raffreddamento è stato spostato sotto la sella per guadagnare centimentri. A non guadagnarci è stata la carenatura che è diventata così più “importante” per via dei condotti dell’aria. Comunque la si pensi, è una moto interessante.

CF Moto 800 MT

Attenzione, perché l’armata cinese profetizzata da Nostradamus potrebbe arrivare a cavallo di una di queste! Da qualche tempo abbiamo iniziato a conoscere il marchio CF Moto, una realtà affermata nella Repubblica Popolare dove non solo sforna 600.000 veicoli l’anno, ma costruisce moto di buon livello qualitativo che oggi possono affrontare a testa alta l’esigente mercato occidentale affiancando i già noti ATV che l’hanno resa nota anche qui in Europa. Non è un caso che sia stato scelto da tempo come partner produttivo da KTM. Guarda caso questa 800 MT, una enduro stradale in due versioni (Touring e Sport) con una dotazione a dir poco completa, ha un bicilindrico 790 cc (ricorda niente?) e quote molto vicine a quelle della cugina austriaca. Il prezzo però sarà decisamente inferiore, intorno ai 9.000 euro per una adventure bike con cui fare il giro del mondo. Va decisamente tenuta d’occhio, anche perché la distribuzione in Italia è affidata al Gruppo Padana Sviluppo.

Honda Hornet concept

Una delle poche vere sorprese di EICMA è stata l’inattesa dichiarazione di Honda riguardo il ritorno della Hornet, una naked di media cilindrata che ha segnato un’epoca ad inizio del nuovo millennio e che poi ha ceduto il passo all’ottima, ma meno personale, CB 650 F. Per molti della mia generazione la Hornet è stata la prima vera moto ed è stato un grande successo. Negli ultimi tempi, invece, Honda fatica un po’ in questo segmento. Forse per questo si presume che il nuovo modello non sia più con il quattro cilindri in linea, ma con un più leggero bicilindrico di circa 700-800 cc. Ipotizzo possa essere un’unità derivata da quello dell’Africa Twin – NT1100 e possa essere utilizzato anche per una adventure bike che potrebbe, che so, chiamarsi magari Transalp. Chissà…

Moto Guzzi V100 Mandello

Finalmente l’ho vista dal vivo. Era una delle moto che mi incuriosivano di più e posso dire che non ha deluso le mie aspettative, almeno per quel che riguarda il primo sguardo. La moto del centenario Moto Guzzi è diversa da tutto quello che c’è in giro, può rientrare in tante categorie e in nessuna e proprio per questo mi fa dire che è finalmente una Guzzi. Trovo la storia delle appendici aerodinamiche un po’ stucchevole, mentre concentrerei la narrazione su motore e trasmissione che ad occhio mi sembrano molto promettenti: il blocco motore è incredibilmente corto e il monobraccio che ingloba anche il cardano è invece lungo e bellissimo. Insomma, spero proprio di provarla molto presto. Il mio unico timore riguarda il prezzo, non ancora comunicato.

Moto Morini Seiemezzo

La nuova Seiemezzo di Moto Morini è una moto interessante per le prestazioni che promette, per il buco che va a colmare nella fascia delle scrambler medie e per il prezzo che si preannuncia allettante grazie alla produzione asiatica. Ammetto però di averle dedicato meno tempo e attenzione di quanto meriti, distratto dalla X-Cape e da tante novità. Forse perché, anche, a guardarla questa Seiemezzo non mi ha catturato.

Mi sembra una moto di buona fattura, ben proporzionata, con un’estetica gradevole, eppure non mi smuove il diaframma. Diciamo che sul serbatoio potrebbe esserci scritto qualsiasi cosa e non ci sarebbe da ridire. Ecco forse non ha tutta quella personalità che ci si aspetta da una scrambler. Ovviamente son pugnette… La moto ha 60 CV e sicuramente piacerà.

MV Agusta Lucky Explorer

Nei giorni che hanno preceduto EICMA c’è stato un gran fervore attorno a questa novità di MV Agusta. Quando noi viziati della stampa ci si è resi conto che di fianco allo stand di Schiranna era stato preso uno spazio bello grandino per mostrare i concept Lucky Explorer, abbiamo cominciato ad agitarci lasciando il nostro proverbiale aplomb nella caccia alle immagini. L’arrivo della cartella stampa, poi, non è che ci ha placato. Ad EICMA c’erano due Lucky Explorer, una più nobile ed una più popolare. La prima è basata sulla meccanica della MV Agusta Superveloce, quindi tre cilindri portato a 950.

L’altra invece… è una TRK 500 rivisitata non solo nell’estetica ma anche nella meccanica, con il bicilindrico portato a 550 per avere più coppia sotto. La 9.5 è molto bella secondo me, anche se un po’ “grossa”, mentre la 5.5 è piacevole nel frontale, poi torna ad adeguarsi alle note parentele sino-pesaresi. Attorno a loro due c’erano le vere mitiche Lucky Explorer che hanno fatto la storia di Cagiva e della Dakar e in questo caso il fascino era di un altro livello, poco da fare.

Royal Enfield SG650 Concept

Oltre a portare la nuova Classic 350 (stessa meccanica della Meteor, ma look immortale della Bullet e per questo l’avrei comunque inserita in questo elenco), Royal Enfield ha portato anche un concept interessante. Si tratta di una bobber più moderna costruita attorno al bicilindrico di 650 di Interceptor e GT Continental. Non è un esercizio stilistico fine a se stesso perché ci hanno assicurato che questa SG650 arriverà per davvero e segnerà in qualche modo il nuovo stile Royal Enfield o, quantomeno, un nuovo filone stilistico.

Ci dobbiamo dunque aspettare che anche l’ultimo baluardo del classicismo abbandoni questa via romantica per intraprendere la strada del design moderno ed elaborato come ha fatto Harley-Davidson?

Triumph Tiger 1200

Anche Triumph come tutti i marchi più “pesanti” ormai da tempo scopre le proprie carte con un proprio calendario senza attendere il momento del salone. A maggior ragione, il fatto che abbia portato ad EICMA un prototipo quasi definitivo della prossima Tiger 1200 mi ha un po’ spiazzato. Ciò che si nota da subito è che è notevolmente più compatta della precedente serie e – garantiscono – anche molto più leggera. Il motore è sempre un tre cilindri di 1200 cc, ma tutto è stato pensato per renderla più agile e adatta – per davvero – ad affrontare anche dell’off road. Insomma, una maxi adventure bike con cui fare realmente concorrenza a BMW, KTM e Ducati. La presenteranno ufficialmente a dicembre quindi non dovremo attendere molto per conoscerne i dati. Da vicino mi hanno stupito i radiatori (posti lateralmente per guadagnare spazio) e la particolare architettura della trasmissione finale a cardano. Per il resto si possono apprezzare molte somiglianze con la Tiger 900.

Yamaha XSR900

La XSR900 è stata annunciata parecchio tempo prima di EICMA, ma l’abbiamo vista dal vivo solo qui e posso dire che ha confermato quanto mi aspettavo, ovvero esteticamente bella nel suo essere una sportiva spogliata. Trovo riusciti la colorazione che richiama la 500 di Sarron e anche il sellone grosso e apparentemente goffo: le dona più personalità. Il motore sappiamo che è un bel tre cilindri allegro, mi aspetto che le modifiche alle quote ciclistiche la rendano effettivamente più facile e godibile della precedente serie.

Queste sono le novità di EICMA che hanno catturato maggiormente la mia attenzione. Quali sono quelle che hanno colpito la tua? Fammelo sapere. Ciao

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