Scrambler Icon o XSR 700? Quale scegliere

L’ardua scelta tra la Scrambler italiana e la XSR700 giapponese affligge a quanto pare molti di voi e mi chiedete quale scegliere? Ecco la risposta.

Un dilemma diffuso a quanto pare, perché in più d’uno mi avete posto questa domanda negli ultimi mesi: quale scelgo tra la Ducati Scrambler in versione Icon, ovvero quella tipica col serbatoio giallo per capirci, e la Yamaha XSR 700?

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Per seconda è sempre difficile dare un consiglio di questo tipo, specie su due moto nuove. Capita spesso che mi scriviate con dubbi simili, sia su moto nuove sia su moto usate. Sull’usato è un po’ più agevole arrivare assieme a una conclusione valutando pro e contro con modelli di anni diversi o magari paragonando direttamente le due occasioni che avete già individuando. Ad esempio proprio ieri Alessandro mi chiedeva se come prima moto avrebbe dovuto acquistare una Yamaha XJ600 del 2011 con pochi chilometri o una più economica Cagiva Raptor del 2001 con 30.000 km. Per quanto la Raptor rimanga una bella moto, con una bella ciclistica e il chilometraggio non sia eccessivo per il bicilindrico Suzuki e per agli anni della moto, mi sono sentito di suggerire la Yamaha: più facile, maneggevole e – almeno sulla carta – più affidabile in quanto decisamente più fresca.

Ma passiamo al caso di Tommaso che mi scrive: quale mi consiglieresti tra Ducati Scrambler Icon 800 e Yamaha XSR 700?

Caro Tommaso, è difficile dirlo al volo. Per cui cerchiamo di analizzare assieme alcuni aspetti di queste due moto che, indubbiamente, sono simili per impostazione, posizionamento, stile, utilizzo.

MOTORE

Ducati ha il tipico bicilindrico a L (vengono detti così i V2 di 90°) con distribuzione desmodromica, mentre Yamaha ha un bicilindrico frontemarcia, raffreddato a liquido e con distribuzione DOHC, ovvero con doppio albero a camme in testa. Questo si traduce con un comportamento diverso: più “pompone” il primo, più “frullatore” il secondo. Se il bicilindrico Ducati, per quanto addolcito negli anni, mantiene un certo caratterino che lo rende molto pronto ai bassi, tanto da essere un pochino scorbutico, il due cilindri parallelo della XSR 700 è un motore che sale rapidamente e in modo molto fluido. Quindi già qui hai una scelta importante.

Nella mia recente prova della XSR700 ho potuto apprezzarne l’erogazione pulita e il buon tiro del motore che in tal senso mi ha sorpreso: lo ipotizzavo più fiacco e invece è una potenza sufficiente a divertirsi per le curve. Se guardiamo le schede tecniche, le moto sono perfettamente paragonabili, in modo quasi diabolico. Nonostante la Ducati Scrambler 800 abbia circa 100 cc di vantaggio, la potenza è la medesima: 75 CV. E i giri a cui si raggiunge molto vicini: 8.250 giri per Ducati, 9.000 per Yamaha. Anche la coppia massima è identica: 6,9 kgm a 5.750 per Ducati, a 6.500 giri per Yamaha. Entrambe le misure ci fanno intuire, benché la differenza sia poca, che proprio per la sua struttura il bicilindrico Ducati avrà una curva di coppia più gobba, più ripida nella parte iniziale. A parte questo avremo prestazioni del tutto analoghe.

CICLISTICA

Passiamo quindi a valutare altri aspetti, quali la ciclistica. La Ducati Scrambler, anche qui, prosegue la tradizione del telaio a traliccio in tubi di acciaio. La forcella è una Kayaba Upside-Down da 41 mm e il mono posteriore (disassato) è sempre un’unità Kayaba regolabile nel precarico. Per entrambe l’escursione è di 150 mm.

Ciclisticamente la Yamaha XSR 700 appare più semplice con un telaio a diamante sempre in acciaio ma con tubi di diametro minore. Forcella e monoammortizzatore posteriore non hanno regolazioni, considerate probabilmente superflue, e l’escursione è di 130 mm.

Comparto freni:  sull’avantreno abbiamo 1 disco da 330 mm, pinza radiale a 4 pistoncini con ABS per Scrambler, doppio disco idraulico da Ø 282 mm sempre con ABS per Yamaha. Per entrambe 245 mm è il diametro del disco posteriore.

Passiamo invece alle quote: interasse di 1.445 mm per Scrambler, di 1.405 mm per XSR700; altezza sella da terra 790 mm per Scrambler, 815 mm per XSR700. Anche il peso in ordine di marcia è diabolicamente identico: 186 kg! Decisamente simile la capacità del serbatoio: 13,5 litri per Ducati e 14 per Yamaha.

Scegliere tra una di queste due moto, perlomeno sulla carta, appare molto difficile. Sono due prodotti allineati su tutto, quindi ciò che può far pendere l’ago della bilancia è lo stile.

STILE, FINITURE E… MARKETING

Qui si entra in un campo, però, molto soggettivo e che subisce varie influenze. Su tutte l’azione del marketing e il fascino del brand. Per quanto Yamaha stia lavorando molto bene in comunicazione e marketing, sicuramente su questi aspetti Ducati è riuscita a essere un passo davanti a tutti. Tanto da convincerci, a furia di mostrarcelo, della bellezza della Scrambler. Cerchiamo, perciò, di dare una valutazione il più possibile oggettiva basandoci su elementi qualitativi. A guardare bene le due moto da vicino ci si rende conto che in effetti qualcosina in più in termini di finiture e materiali, Ducati ha fatto. Sulla XSR700 c’è ancora un po’ di disordine, specie sul fianco sinistro, per non parlare del grosso e antiestetico radiatore. Sono questi dettagli che la fanno sembrare per certi versi un pochino posticcia. Di contro ha il fascino di una special, sembra quasi sia stata modificata in casa. La Scrambler, invece, è molto pulita e curata… quasi troppo mi vien da dire! Le plastiche così lucide contrastano con quelle molto opache e la rendono un po’ troppo “giocattolo” per i miei gusti.

La cura dei dettagli (basti guardare i portatarga ad esempio) e alcune componenti più pregiate, specie sulla ciclistica, rendono la Ducati Scrambler in definitiva meglio rifinita, ma anche più cara di oltre 1.000 euro (listino 8.700 euro per Scrambler, 7.600 per XSR700). Anche questo è un elemento che va considerato, senza considerare che il divario potrebbe anche aumentare in caso di scontistica, in genere poco praticata da Ducati. Va anche detto che Scrambler è un prodotto fortemente riconoscibile e – grazia all’azione di marketing – inizia a essere ri-considerato iconico. L’orgoglio di possedere una Ducati è ancora un elemento di appeal.

Sarebbe bello inserire qui un altro elemento: l’affidabilità. Trattandosi di due moto nuove e di recente produzione non ho una casistica al riguardo. In genere le Ducati vengono considerate più delicate delle giapponesi e se posso dire che quando si dice che le giapponesi le puoi prendere a calci e vanno sempre in parte è fondato, non posso non dire che le maldicenze sull’affidabilità Ducati sono chiacchiere da bar che trovano fondamento su situazioni di molti anni fa. Non mi sono al momento giunte all’orecchio notizie di problemi con Scrambler, né tantomeno con XSR700. Piuttosto, prima dell’acquisto, informati presso il concessionario sui costi dei tagliandi. Credo che, anche in questo caso, con la XSR700 si risparmi qualcosina.

Quindi per concludere, caro Tommaso, sei disposto a pagare un pochino di più pur di avere la Ducati Scrambler o scegli di tenerti in saccoccia qualcosina e opti per una valida alternativa giapponese? La risposta è ardua, come dico sempre le moto si comprano con la pancia (o il cuore dice qualcuno, ma io preferisco pancia) e con i soldi che hai in tasca. Quindi fatti i tuoi conti e… Buona strada!

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