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	<title>himalaya &#8211; Motoreetto</title>
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	<description>Il blog di cultura motociclistica</description>
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	<title>himalaya &#8211; Motoreetto</title>
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		<title>Royal Enfield Himalayan: essenziale praticità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Motoreetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2020 18:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ho provato la Royal Enfield Himalayan, la più accessibile adventure bike sul mercato: piccola, pratica, essenziale e inarrestabile.</p>
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<div class="cs-embed cs-embed-responsive"><iframe loading="lazy" title="Royal Enfield Himalayan: la mia prova della adventure bike per tutti" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/nsVQTU8clpo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Quando ho visto la prima volta la <strong>Royal Enfield Himalayan</strong> ad EICMA 2016 ho subito pensato che l&#8217;idea di una &#8220;adventure bike per tutti&#8221; fosse molto molto interessante e ho desiderato provarla. Mi sono detto: &#8220;è la moto che avrei voluto avere proprio sulle salite himalayane quando sono stato in Ladakh!&#8221;. Ma quando ci sono stato nel 2013 la Himalayan non era neppure uno schizzo su un foglio di carta. </p>



<p>Negli ultimi tre anni in molti mi avete scritto per chiedermi le mie impressioni su di lei, segno che con il suo prezzo competitivo e la sua dichiarata facilità è riuscita a incuriosire tutti. Abbiamo dovuto attendere un po&#8217;, ma finalmente eccovi servita la prova completa, quindi lasciamo perdere i preamboli e andiamo ad analizzarla.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-15626" srcset="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-1-300x200.jpg 300w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-1-768x512.jpg 768w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-1-380x253.jpg 380w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-1-800x533.jpg 800w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-1-1160x773.jpg 1160w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 id="royal-enfield-himalayan-che-moto-e">Royal Enfield Himalayan: che moto è?</h2>



<p>La <strong>Royal Enfield Himalayan</strong> esordisce nel corso del 2016 ed è un nuovo importante capitolo per il marchio indiano che per la prima volta progetta una moto partendo proprio da un foglio bianco. La storica piattaforma della Bullet insomma viene messa da parte e per la Himalayan si fa tutto da zero. Per il design viene addirittura scomodato Pierre Terblanche che dirige le operazioni e il gruppo di progettisti indiani si mette a studiare sul campo come i propri clienti utilizzano la moto nelle loro avventure. Il loro scopo è dare una risposta pratica alle loro necessità.</p>



<p>E quando si parla di avventura in India, si parla di strade strette in pessime condizioni, pendenze importanti, pochi distributori di benzina, lunghe percorrenze. Se noi puntiamo abitualmente sulle Alpi, per i centauri indiani la meta delle mete si chiama Himalaya.</p>



<p>Questo il video che feci nel 2016 quando la presentarono a EICMA:</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="cs-embed cs-embed-responsive"><iframe loading="lazy" title="Fatta per l&#039;Himalaya! Royal Enfield Himalayan a EICMA 2016. Ho parlato con chi l&#039;ha progettata" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/DfVb3xCarSs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p>La Royal Enfield Himalayan è perciò una moto pensata per viaggiare su qualsiasi tipo di terreno, meglio se accidentato, offrendo comodità, robustezza, praticità e costi contenuti. A partire dal prezzo che qui in Italia è di <strong>4.950 euro</strong>, una cifra che ingolosisce tutti gli amanti dei grandi viaggi. Tanto competitiva da destare persino qualche sospetto: ne varrà la pena? è adatta ai nostri standard?</p>



<p>I viaggiatori di lungo corso sanno che con un monocilindrico 400 si possono fare tantissime cose. In questo caso è proprio il motore della Himalayan però ha suscitare i primi mugugni: la scheda tecnica parla di appena <strong>25 CV a 6500 giri </strong>e una più incoraggiante coppia di <strong>32 Nm a 4250 giri</strong>. Cifre che suonano molto contenute rispetto a quanto siamo abituati a sentire in materia di moto da viaggio. Saranno sufficienti?  </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-3-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-15628" srcset="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-3-1024x576.jpg 1024w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-3-300x169.jpg 300w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-3-768x432.jpg 768w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-3-380x214.jpg 380w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-3-800x450.jpg 800w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-3-1160x653.jpg 1160w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-3.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 id="come-e-fatta">Come è fatta?</h2>



<p><strong>Rustica</strong>. Inutile girarci attorno: rispetto agli standard delle case europee e giapponesi c&#8217;è ancora un abisso in termini di qualità dei materiali e dell&#8217;assemblaggio. Detto questo, la domanda da porsi è: cosa mi serve veramente quando viaggio? </p>



<p>Qui si aprirebbe non un capitolo ma un libro intero (che dici, magari un giorno lo scrivo?) perché le esigenze possono essere le più disparate, certo, ma la prima cosa da tenere a mente è che mi serve praticità e <strong>la Royal Enfield Himalayan è l&#8217;elogio semovente alla praticità</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img loading="lazy" width="1024" height="682" src="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-2-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-15627" srcset="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-2-1024x682.jpg 1024w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-2-300x200.jpg 300w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-2-768x511.jpg 768w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-2-380x253.jpg 380w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-2-800x533.jpg 800w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-2-1160x772.jpg 1160w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Una moto essenziale come non se ne vedevano da molto tempo che sembra costruita al motto &#8220;ciò che non c&#8217;è non si rompe e ciò che c&#8217;è si deve poter aggiustare in fretta&#8221;. Che poi è esattamente ciò che ti serve quando sei sulle salite di sassi del Ladakh!</p>



<p>Quindi niente elettronica (ad eccezione di iniezione, display e l&#8217;obbligatorio ABS) e niente regolazioni. <a href="https://www.royalenfield.com/content/dam/royal-enfield/italy/motorcycles/himalayan/specifications/himalayan-specifications.pdf" target="_blank" aria-label="undefined (apri in una nuova scheda)" rel="noreferrer noopener">Qui puoi scaricare tutti i dati tecnici sulla Himalayan</a>.</p>



<p>Questo spirito piace anche qui da noi, nonostante le nostre esigenze siano un po&#8217; diverse. Abbiamo molto più asfalto e le velocità medie sono decisamente superiori. Ma quando buttiamo le ruote in fuoristrada? Siamo sicuri di voler avere tra le mani un bisonte 1200 cc o quantomeno di essere sempre in grado di guidarlo a dovere? Non è che risulti infine troppo impegnativo e questo ci faccia godere meno del paesaggio che stiamo attraversando? </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-4-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-15630" srcset="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-4-1024x683.jpg 1024w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-4-300x200.jpg 300w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-4-768x512.jpg 768w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-4-380x253.jpg 380w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-4-800x533.jpg 800w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-4-1160x773.jpg 1160w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-4.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Domande che, credo, tutti ci poniamo di tanto in tanto. Ecco posso dire sin dall&#8217;inizio che con la Himalayan non temi nulla. Il senso di libertà è eccezionale perché senti che non c&#8217;è ostacolo che ti metterà in difficoltà: arriverai dappertutto, a patto di volerci arrivare con calma. </p>



<h2 id="come-si-sta-in-sella">Come si sta in sella? </h2>



<p>Piccola e comoda. Spesso le moto con dimensioni contenute, tipicamente quelle progettate in Asia, risultano un po&#8217; scomode per noi europei. Non è il caso della Himalayan la cui triangolazione pedane-sella-manubrio è ben proporzionata. Certo le ginocchia stanno un po&#8217; piegate quando si è seduti in sella ed è inevitabile perché la distanza dal suolo è ridotta a 800 mm, un record per una enduro. Quando si sta in piedi invece si guida benissimo. Il manubrio è abbastanza alto e così stretta la si riesce a stringere piuttosto bene tra le gambe. Qui si nota come il serbatoio in realtà sia estremamente stretto mentre i carter del motore risultino parecchio larghi tra le caviglie. Non è un&#8217;enduro vera e propria e il focus non è la prestazione. Il bilanciamento generale è buono.</p>



<p>La sella è ben dimensionata e realizzata. Nonostante l&#8217;aspetto non sia dei più lussuosi è migliore di quella di molte altre concorrenti più costose.</p>



<h2 id="come-si-guida">Come si guida? </h2>



<p>Come ho anticipato, la Royal Enfield Himalayan ha l&#8217;enorme pregio di regalare una libertà assoluta. Asfalto o sterrato lei affronta tutto con la stessa naturalezza e semplicità. E anche con la stessa velocità praticamente. Non si tirano le marce (tanto non serve proprio a niente) ma non ci si ferma neppure mai: non vedi l&#8217;ora di intravedere qualsiasi piccola deviazione sterrata per imboccarla in cerca dell&#8217;ignoto. Il peso si fa un po&#8217; sentire solo quando si deve spostare o alzare la moto, per il resto il buon bilanciamento e la seduta bassa aiutano parecchio e non si è mai in difficoltà, si riesce a girarla davvero in un fazzoletto. </p>



<p>Per viaggiare in statale ha tutte le carte in regola: non è un fulmine ma prende rapidamente quei 70-90 km/h che servono. Da rivedere invece la frenata sia per incisività sia per feeling, con il comando del freno anteriore che diventa presto spugnoso. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-5-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-15631" srcset="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-5-1024x683.jpg 1024w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-5-300x200.jpg 300w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-5-768x512.jpg 768w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-5-380x253.jpg 380w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-5-800x533.jpg 800w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-5-1160x773.jpg 1160w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-5.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 id="cosa-mi-piace">Cosa mi piace?</h2>



<p>Mi piacciono il concetto in generale, la sua facilità e praticità, il look militaresco da piccola soldatessa alle grandi manovre.</p>



<h2 id="cosa-non-mi-piace">Cosa non mi piace?</h2>



<p>Non mi piace la frenata: davanti diventa subito spugnoso e la potenza è piuttosto ridotta. Un po&#8217; sottodimensionato anche il motore, non in termini di cubatura ma di potenza. Probabilmente lavorandoci un po&#8217; sù, specie sullo scarico, si riesce ad ottenere qualcosa, ma ci vorrebbe davvero qualche cavallo in più.</p>



<h2 id="a-chi-la-consiglio">A chi la consiglio</h2>



<p>A tutti quelli che non fanno mai autostrada. A tutti quelli e quelle ovviamente che vogliono alzarsi presto la mattina, caricare una borsa e partire senza meta, con calma, per assaporare il territorio palmo a palmo con una mite compagna di avventura. Insomma a chi non si vuole fermare mai e non sa cosa sia la fretta.</p>



<h4 id="foto-filippo-pandin"><em>FOTO: FILIPPO PANDIN</em></h4>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-6-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-15633" srcset="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-6-1024x576.jpg 1024w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-6-300x169.jpg 300w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-6-768x432.jpg 768w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-6-380x214.jpg 380w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-6-800x450.jpg 800w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-6-1160x653.jpg 1160w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2020/08/royal-enfield-himalayan-motoreetto-6.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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		<title>Ladakh capitolo 6: monasteri e il Kashmir</title>
		<link>https://www.motoreetto.it/ladakh-capitolo-6-monasteri-e-il-kashmir/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Motoreetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2015 21:39:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ladakh in moto 2013]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ladakh e Kashmir nomi così esotici e così vicini tra loro. Prendiamo la moto e di monastero in&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="ladakh-e-kashmir-nomi-cosi-esotici-e-cosi-vicini-tra-loro-prendiamo-la-moto-e-di-monastero-in-monastero-li-attraversiamo-e" style="text-align: justify;">Ladakh e Kashmir nomi così esotici e così vicini tra loro. Prendiamo la moto e di monastero in monastero li attraversiamo e&#8230;<span id="more-7814"></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Ladakh: nei giorni seguenti da Leh ci spostiamo in direzione del Kashmir. Dalla capitale ladaka parte una strada pressoché dritta e ben asfaltata che punta a ovest. La percorriamo a gas spalancato superando i camion militari che sputano gasolio incombusto. Alcune curve animano i nostri pruriti racer, ma ben presto la sabbia e la ghiaia ci portano a più miti consigli. Rimaniamo affascinati a guardare l’incrocio tra i fiumi Indos e Zanskar, prima di raggiungere lo storico ed emozionante monastero di Alchi. Seguiamo ancora il fiume Indos alla volta di un altro monastero di rilievo, quello di Lamayuru. La strada si inerpica, il caldo e la siccità si fanno sentire mentre ammiriamo le spettacolari rocce modellate dal vento che in questo punto del Kashmir assumono il colore dell’oro in un paesaggio lunare. Ridiscendiamo su un costone a picco, il fiume, prima grande e vigoroso, da quassù appare piccolo e lontano, eppure sulla cartina siamo sempre nello stesso punto: come tanti prima di noi rimaniamo ammaliati dal Kashmir, una regione arida e affascinante che strega con l’azzurro del cielo e l’oro della sua terra. Da dentro il casco non posso non canticchiare il famoso riff dei Led Zeppelin, mentre le nostre Royal ci portano attraverso la Aryan Valley, una delle valli che si spingono più a settentrione, verso il Pakistan. Arriviamo a una manciata di chilometri dal pericoloso confine, sostiamo per la notte a Beema, vicino a Dah, e notiamo l’effettiva diversità dei tratti somatici della sparuta popolazione di questa vallata, nota appunto per l’aspetto ariano. La stanchezza si fa sentire, brindiamo alla nostra avventura che raggiunge qui il punto più lontano dalla partenza: al mattino si gira la moto e si torna indietro.</p>
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		<title>Ladakh capitolo 5: Leh, il Khardung La e la Nubra Valley</title>
		<link>https://www.motoreetto.it/ladakh-capitolo-5-leh-il-khardung-la-e-la-nubra-valley/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2015 21:19:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ladakh: ripartiamo da Tsomo-Riri e raggiungiamo la città di Leh, cuore ladako. Di qui saliamo sul passo carrozzabile&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="ladakh-ripartiamo-da-tsomo-riri-e-raggiungiamo-la-citta-di-leh-cuore-ladako-di-qui-saliamo-sul-passo-carrozzabile-piu-alto-del-mondo-il-khardung-la-e-davanti-a-noi-si-apre-lo-spettacolo-della-nubr" style="text-align: justify;">Ladakh: ripartiamo da Tsomo-Riri e raggiungiamo la città di Leh, cuore ladako. Di qui saliamo sul passo carrozzabile più alto del mondo, il Khardung La e davanti a noi si apre lo spettacolo della Nubra Valley.<span id="more-7804"></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Dal lago Tsomo-Riri alla capitale ladaka è un lungo viaggio che ci impegna un’intera giornata. Per coprire gli oltre 200km impieghiamo più di 10 ore, non solo per la velocità media infima a cui ci costringe il fondo stradale in alcuni tratti, ma soprattutto a causa dei convogli militari – si tratta di una strada ricostruita quasi annualmente dall’esercito che qui ha alcune basi – e dei lavori in corso frequenti che ci costringono a soste prolungate per la detonazione delle mine. Tuttavia il morale della ciurma è buono mentre risaliamo l’imponente fiume Indos, e il caldo torrido è reso sopportabile dalla vista di questa incredibile vallata, una tra le più variopinte che si possano ammirare in Ladakh. In alcuni punti, infatti, la roccia assume un colore violaceo che appare quasi innaturale. Per renderlo ancora più spettacolare, madre natura ha deciso di accostarlo ad altre rocce di color verde smeraldo! Si tratta di una visione in technicolor che ci proietta in un film fantasy, ma è tutto vero. Altre frequenti soste le richiedono le nostre Royal Enfield, che in questo viaggio non si fanno apprezzare per l’affidabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Raggiungiamo Leh all’imbrunire e dopo giorni di desertico silenzio ci appare come una metropoli. In realtà è un centro abitato paragonabile a un nostro paese di provincia, ma qui in mezzo è una vera città con tutti gli agi e i disagi. Rimaniamo immediatamente impressionati dal traffico, disordinato come nel resto dell’India, e soprattutto dallo smog! Si tratta di un problema già serio per il Ladakh che, sotto l’impulso turistico oltre che quello dell’esercito che qui ha molte basi, ha visto crescere rapidamente il livello di inquinamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Leh tuttavia ci appare frizzante: le vie principali brulicano di negozietti che vendono pashmine del Kashmir, amuleti tibetani, t-shirt e attrezzatura sportiva delle migliori marche, contraffatte. I negozianti invitano a entrare accendendo il generatore di corrente che dà luce al locale e pressano il visitatore anche se sempre in maniera garbata. Da buoni italiani non possiamo farci sfuggire un’insegna che appare come un miraggio: “Pizzeria Il Forno”. Oggi Leh è anche questo! Ci prendiamo dunque un giorno di riposo per conoscere meglio il capoluogo e coincidenza vuole che lo stesso giorno ci sia in visita il Dalai Lama che ha qui vicino una residenza. Anche noi ci uniamo alla folla di fedeli che lo attendono all’uscita di un Gompa entrando così maggiormente in comunione con la popolazione locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una bella dormita in uno dei migliori hotel della città (dotato persino di connessione internet!) ci rimettiamo in moto con uno degli obiettivi di questo viaggio: valicare il passo più alto del mondo, il Khardung La!</p>
<p style="text-align: justify;">Affrontiamo i 40 km e i 2.000 metri di dislivello che separano Leh dal passo a testa bassa e gas spalancato (con le RE si fa per dire…). I primi 20 km la strada è in buone condizioni, ma poi diventa disastrata. La polvere bianca finissima si infila nelle nostre narici e nei nostri occhi e le buche sconquassano le nostre vertebre. A pochi chilometri dalla vetta la mia RE mi gioca un tiro mancino a causa del carburatore. Dopo una riparazione di fortuna riparto, ma pochi metri più su il carburatore cede di nuovo. Lo cambiamo al volo, siamo a circa 5.000 metri e il fiato è corto anche solo per girare una vite, ma a questo punto non ho la minima intenzione di rinunciare al traguardo. Ripartiamo e questa è la volta buona, tocchiamo il tetto del mondo, a 5.603 metri di quota! Attorno a noi le cime più alte della terra sembrano a portata di mano, ne vediamo la sommità. Dai ghiacciai ci sembra arrivi il freddo del gelo perenne. Scendiamo dal lato opposto e dopo una ventina di chilometri da enduro, ci addentriamo nello spettacolo della Nubra Valley. Ci avevano detto che sarebbe valsa la pena, ma quello che vediamo ci sbalordisce: un vero e proprio deserto punteggiato di oasi verdi rese possibili dallo scorrere del tumultuoso fiume Shyok. Risalendo la vallata scopriamo che la potenza del fiume si placa e genera una miriade di rivoli che danno vita a un acquitrino. Risalendo il costone si scopre un Gompa di recente costruzione sormontato da un Buddha gigante alto 30 metri che si vede a chilometri di distanza. Pochi chilometri più a nord, lungo la vallata, invece si incontrano le dune di sabbia, diventate un’attrattiva della zona. Qui ci si raduna, oltre che per ammirare l’insolito spettacolo di un deserto a circa 3.200 metri, per bivaccare, stare in compagnia o fare un giro in groppa ai cammelli, come fossimo nel Sahara.</p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo la notte in un fantastico campo tendato e il giorno dopo affrontiamo nuovamente il Khardung La per tornare a Leh. Inutile precisare che nuovamente il carburatore della mia RE fa le bizze e sono costretto a una lunga sosta riparatoria. Guadagnare nuovamente il passo è una nuova conquista.</p>
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		<title>Ladakh in moto 4: arrivo a Tso Kar Lake</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2015 15:10:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ladakh: prosegue il mio viaggio in sella alla Royal Enfield alla volta delle cime del Ladakh e giungo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="ladakh-prosegue-il-mio-viaggio-in-sella-alla-royal-enfield-alla-volta-delle-cime-del-ladakh-e-giungo-sulle-sponde-dellincredibile-tso-kar-lake" style="text-align: justify;">Ladakh: prosegue il mio viaggio in sella alla Royal Enfield alla volta delle cime del Ladakh e giungo sulle sponde dell&#8217;incredibile Tso Kar Lake.<span id="more-7797"></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Per raggiungere il piccolo lago salato di <strong>Tso Kar</strong> prendiamo una deviazione dalla strada principale che si inoltra in una distesa che si fa sempre più verde. Non ci sono alberi, ma la presenza dell’erba è comunque insolita quassù. Il piano diventa però ben presto palude e alcuni di noi rischiano più volte di finire per terra. Marco si impianta e il fango sembra non voler rilasciare la sua Classic, quindi a braccia la riportiamo verso la pista più solida. Uno sforzo che in pochi minuti ci vede tutti provati, in particolare Marco scopre quanto sia difficile recuperare il fiato qui a 4.000 metri!</p>
<p style="text-align: justify;">Raggiungiamo il lago Tso Kar all’imbrunire. Scopriamo che qui le piogge, a differenza di tutto il Ladakh, sono piuttosto frequenti e ci spieghiamo il motivo dell’erba e delle paludi insidiose. Sostiamo in quello che con malcelata ambizione i gestori hanno definito “resort”: una piccola costruzione con alcune stanze prive di servizi igienici, con porte che non si chiudono e con letti di legno. Per toglierci un po’ di terra di dosso ci arrangiamo con un secchio d’acqua riscaldata, ma a guardarci attorno e a pensarci bene ci sembra già un lusso avere un tetto sopra la testa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ripartiamo alla volta del più grande lago della regione, il Tsomo Riri. Lungo la strada abbiamo l’occasione di incontrare alcuni gruppi di pastori nomadi, famiglie che vivono con niente. Era l’occasione che aspettavamo per poter iniziare a donare alcuni capi di abbigliamento che abbiamo portato con noi. Queste famiglie sono estremamente povere e vivono di una pastorizia elementare: la loro casa è una tenda spesso frutto di vari scampoli cuciti e il loro lavoro sono le pecore, la cui lana è pregiata, e gli yak che forniscono latte nutriente, peli robusti e sterco come combustibile per superare i rigidi inverni. Nonostante la miseria, conducono esistenze serene e reagiscono agli invadenti ospiti che giungono vestiti in modo bizzarro in sella alle moto, con un genuino sorriso tra le rughe di una pelle resa cuoio dal gelo e dal sole.</p>
<p style="text-align: justify;">Pochi chilometri più a sud scopriamo, nel mezzo del nulla, una costruzione recente e capiamo che si tratta di una scuola. Ci fermiamo e il direttore ci invita, con orgoglio, a visitare le aule. I bambini ci accolgono con timidezza e curiosità nei loro golfini bordeaux malconci. Si tratta di una scuola per i figli delle famiglie nomadi della zona che li possono lasciare qui per mesi interi. In questo istituto imparano l’inglese, la matematica e molto altro, hanno un alloggio e vengono nutriti. Regaliamo loro qualche indumento e in cambio ci offrono un bel tea caldo nel refettorio della scuola.</p>
<p style="text-align: justify;">Raggiungiamo lo spettacolare Tsomo-Riri prima che faccia buio. La strada massicciata che lo costeggia ci permette di ammirarlo in tutta la sua indescrivibile bellezza. I monti che si stagliano di fronte a noi sono il Tibet! Questa è zona di confine, quindi presidiata militarmente e per passarci dobbiamo sottoporci a un altro controllo. Il villaggio di Korzog (4.540 m) è più vivace di quanto ci aspettassimo, al centro c’è un importante Gompa, un monastero buddista, e alle sue porte un campo tendato nel quale passiamo la notte.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci rifocilliamo con le consuete pietanze che ci stanno accompagnando sin dal primo giorno e, in tutta onestà, iniziamo già a non poterne più della cucina locale basata su riso basmati, patate col cumino e i piselli e salsa di lenticchie. La difficoltà maggiore è tollerare la scellerata quantità di spezie con cui condiscono ogni alimento, rendendo il sapore uniformemente… speziato. Per fortuna c’è sempre dell’acqua bollente per un buon tea a risollevarci il morale.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Foto di Marco Denicolò</strong></em></p>
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		<title>Il mio Ladakh su Dinamica Channel</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Dec 2013 13:40:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il documentario sul Ladakh andrà in onda in due puntate su Dinamica Channel a partire da mercoledì 18&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="il-documentario-sul-ladakh-andra-in-onda-in-due-puntate-su-dinamica-channel-a-partire-da-mercoledi-18-dicembre" style="text-align: justify;">Il documentario sul Ladakh andrà in onda in due puntate su Dinamica Channel a partire da mercoledì 18 dicembre.<span id="more-6323"></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Con orgoglio annuncio che il documentario che ho girato ad agosto in <strong>Ladakh</strong> durante la spedizione del <a href="http://www.marcopoloteam.it" target="_blank"><strong>Marco Polo Team</strong></a> verrà mostrato in anteprima e interamente durante la trasmissione <strong>Melting Pot</strong> condotta dal fotografo viaggiatore <strong>Fabrizio Jelmini</strong> su <a href="http://dinamica-channel.it/" target="_blank"><strong>Dinamica Channel (canale 249 del digitale terrestre)</strong></a>.</p>
<h3 id="lappuntamento-e-per-le-ore-22-di-mercoledi-18-dicembre-per-la-prima-puntata-e-il-25-dicembre-si-proprio-a-natale-sempre-alla-stessa-ora-per-la-seconda" style="text-align: justify;">L&#8217;appuntamento è per le <strong>ore 22 di mercoledì 18 dicembre</strong> per la prima puntata e il <strong>25 dicembre</strong> (sì proprio a Natale!!) sempre alla stessa ora per la seconda.</h3>
<p style="text-align: justify;">Come consuetudine della trasmissione Melting Pot, il documentario sarà intervallato da interventi in studio che mi vedono ospite assieme al fotografo <strong>Marco Denicolò</strong>, con il quale  ho condiviso quest&#8217;avventura come tutti i viaggi del Marco Polo Team.</p>
<p style="text-align: justify;">Le puntate verranno replicate durante le giornate successive e, quindi, per tutte le vacanze di Natale rischiate di vedermi sullo schermo, basta lasciare sintonizzato sul 249 del digitale terrestre. Per sapere gli orari delle repliche seguite il palinsesto di Dinamica Channel cliccando qui.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per non perdervi le puntante, segnatevi sull&#8217;agenda mercoledì 18 e mercoledì 25 dicembre, oppure <a href="https://www.facebook.com/events/220491921463916/?ref_dashboard_filter=upcoming" target="_blank">cliccate qui e iscrivetevi all&#8217;evento che abbiamo creato sulla pagina</a> <a href="https://www.facebook.com/marcopoloteam" target="_blank">Facebook del Marco Polo Team.</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, non perderti il trailer!!</p>
<p><iframe loading="lazy" src="//www.youtube.com/embed/2Xi322SZrNU?rel=0" height="360" width="640" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Trans-Himalayan Motoraid, il teaser</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Nov 2013 16:38:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gustati il teaser di Trans-Himalayan Motoraid, il film che ho girato la scorsa estate in Ladakh e presto&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="gustati-il-teaser-di-trans-himalayan-motoraid-il-film-che-ho-girato-la-scorsa-estate-in-ladakh-e-presto-in-dvd-yeppa" style="text-align: justify;">Gustati il teaser di Trans-Himalayan Motoraid, il film che ho girato la scorsa estate in Ladakh e presto in DVD! Yeppa!!<span id="more-6213"></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Trans-Himalayan Motoraid è stata una delle più grandi avventure che ho avuto modo di vivere. Come avrai di certo imparato a memoria sfogliando questo blog, la scorsa estate sono stato in <strong>India</strong> e <strong>Ladakh</strong> con il <a href="http://www.marcopoloteam.it" target="_blank"><strong>Marco Polo Team</strong> </a>e ho girato un documentario che è prossimo ad essere ultimato. Qui ho deciso di pubblicare un primo teaser che riassume in buona sostanza la meraviglia di vivere un&#8217;avventura motociclistica come questa: sui passi più alti del mondo, sulla catena himalayana, in sella a delle ferrose <strong>Royal Enfield</strong> con un gruppo di amici.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero che il documentario riesca a trasmettere tutta la gioia di vivere e la passione che ci spinge a portare le nostre ruote in posti come questi.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona visione, a presto con il DVD!!</p>
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		<title>Da Jispa al Morey Plan &#8211; Ladakh capitolo 3</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 20:45:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il Rohtang pass entriamo finalmente in Ladakh, non senza sorprese anche grazie alle nostre Royal Enfield Ripartiamo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="dopo-il-rohtang-pass-entriamo-finalmente-in-ladakh-non-senza-sorprese-anche-grazie-alle-nostre-royal-enfield" style="text-align: justify;">Dopo il Rohtang pass entriamo finalmente in Ladakh, non senza sorprese anche grazie alle nostre Royal Enfield<span id="more-5948"></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Ripartiamo alla volta di <strong>Sarchu</strong> (<strong>4.300 m</strong>), altro punto “nevralgico” per chi arriva da sud perché rappresenta il confine con lo stato del <strong>Jammu-Kashmir</strong> che comprende il <strong>Ladakh</strong>. La tappa è più semplice e breve, possiamo dunque goderci gli scorci fantastici del passo <strong>Baralacha La</strong> a <strong>4.915 metri</strong>. Iniziamo a renderci conto che non siamo su una montagna qualsiasi, ma siamo su La Montagna, stiamo salendo sul tetto del mondo. Poco prima di Sarchu troviamo un grande altopiano tagliato da un lungo rettilineo sui cui bordi sorgono alcuni campi tendati. Ci fermiamo per la notte e le stelle del nostro hotel di tela non sono tre, quattro o cinque, sono migliaia e ci sembrano incredibilmente vicine.</p>
<p style="text-align: justify;">La sosta è anche l&#8217;occasione per dare un&#8217;ulteriore occhiata alle nostre <strong>Royal Enfield</strong> che sin dal primo giorno danno cenni d&#8217;inaffidabilità: l&#8217;impianto elettrico e la carburazione fanno i capricci e le soste per spegnimenti improvvisi sono un po&#8217; troppo frequenti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ingresso nello stato del Ladakh avviene attraverso un canyon polveroso e rossastro, una gola scavata da un torrente ma incredibilmente arida: più che il far East ci sembra il far West! Dopo i passi <strong>NakeeLa (4.739 m) e LachulungLa (5.070 m)</strong> sostiamo per un boccone a <strong>Pang (4.490 m)</strong> e poi ripartiamo battuti dal sole, dal vento e dalla polvere. La strada rotta, solo a tratti asfaltata, s’inerpica e sale su un costone: dopo pochi tornanti possiamo vedere dall’alto le tende di Pang già piccolissime sotto di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora qualche tornante e all’improvviso si apre davanti a noi il <strong>Morey Plain</strong>, un altopiano d’incredibile bellezza frequentato, pare, soltanto da un gregge di pecore e da due pastori ben felici di accettare i pochi biscotti che ho in tasca. D’improvviso il nostro morale sale alle stelle, <strong>Paolo</strong>, davanti a me, sembra spiccare il volo sulla sua Royal e tutti istintivamente apriamo le braccia come a voler raccogliere la bellezza struggente che ci circonda. È qui che scopriamo che <strong>Aldo</strong> ha forato e una parte del gruppo si ferma per la riparazione; gli altri proseguono verso il piccolo lago salato di <strong>Tso Kar</strong> prima che faccia buio. Io ne approfitto per godermi questo spettacolo e mi sdraio sull’asfalto. <em>(to be continued)</em></p>
<p style="text-align: justify;">info: <a href="http://www.marcopoloteam.it" target="_blank">www.marcopoloteam.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">foto: marco denicolò</p>
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		<title>Il mio viaggio in India su Cafè Racer Italia</title>
		<link>https://www.motoreetto.it/il-viaggio-india-cafe-racer-italia/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 10 Oct 2013 07:57:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Su Café Racer Italia di ottobre il mio reportage di viaggio dal Ladakh, India, con la Royal Enfield&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="su-cafe-racer-italia-di-ottobre-il-mio-reportage-di-viaggio-dal-ladakh-india-con-la-royal-enfield-e-il-marco-polo-team">Su Café Racer Italia di ottobre il mio reportage di viaggio dal Ladakh, India, con la Royal Enfield e il Marco Polo Team</h2>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5731"></span>Non potete perdervelo!! Sul fascicolo di ottobre di <strong>Cafè Racer Italia</strong> in uscita oggi, come potete leggere dalla copertina ;), trovate il <strong>reportage</strong> del viaggio che ho realizzato ad agosto in <strong>India</strong>. Puoi così rivivere il raid del <strong>Marco Polo Team</strong> con le <strong>Royal Enfield</strong> sui passi più alti del mondo grazie al mio racconto e alle splendide foto di Marco Denicolò.</p>
<h3 id="il-nostro-viaggio-sara-presto-un-film-stay-tuned-%f0%9f%98%89" style="text-align: justify;">Il nostro viaggio sarà presto un film, stay tuned <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></h3>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.facebook.com/CafeRacerItaliaOfficial?directed_target_id=0" target="_blank"><strong>Café Racer Italia</strong></a> &#8211; edizione italiana della rivista per riders duri e puri</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.marcopoloteam.it" target="_blank"><strong>Marco Polo Team</strong></a> &#8211; &#8220;adventure rAIDers&#8221;, vanno in moto ma a fin di bene</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.tucanourbano.it" target="_blank"><strong>Tucano Urbano</strong></a> &#8211; abbigliamento e accessori pratici per chi vive la moto tutti i giorni</p>
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		<title>Rohtang Pass &#8211; Ladakh capitolo 2</title>
		<link>https://www.motoreetto.it/rohtang-pass-ladakh-capitolo-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Motoreetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2013 06:29:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La notte ha reso la nostra prima salita in quota un po&#8217; fangosa e sì, il pirla impantanato&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 id="la-notte-ha-reso-la-nostra-prima-salita-in-quota-un-po-fangosa-e-si-il-pirla-impantanato-della-foto-sono-io-dal-nord-dellindia-andiamo-verso-il-ladakh-attraverso-il-rohtang-pass" style="text-align: justify;">La notte ha reso la nostra prima salita in quota un po&#8217; fangosa e sì, il pirla impantanato della foto sono io.<span id="more-5569"></span> Dal nord dell&#8217;India andiamo verso il Ladakh attraverso il Rohtang Pass.</h3>
<p style="text-align: justify;">“Partenza bagnata, partenza fortunata” ci siamo detti inforcando le <a href="http://www.royalenfield.com" target="_blank"><strong>Royal</strong> <strong>Enfield</strong></a> prese a nolo a <strong>Manali</strong>. Sapevamo che la prima tratta, quella del versante meridionale, sarebbe stata la più critica dal punto di vista meteorologico. E, infatti, ha piovuto tutta la notte e la salita al <strong>Rohtang La </strong>(La in Ladako significa passo, La-dakh è infatti la &#8220;terra degli alti passi&#8221;), il primo dei grandi passi, ci avvisano sia una bella fanghiglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/10/ladakh_royal-enfield_fango.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-5720" alt="rohtang pass ladakh royal enfield nel fango" src="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/10/ladakh_royal-enfield_fango.jpg" width="274" height="236" /></a>La prima parte scorre via liscia su una strada asfaltata come non ne abbiamo viste molte in India: più saliamo, più l’aria si fa fredda e rarefatta e più aumenta il battito e la frequenza del respiro. Sul ciglio vedo <strong>un avvoltoio, placido mi osserva</strong>. Forse è solo un’allucinazione e mi vengono in mente quelle raccontate da <a href="http://www.jupitalia.com" target="_blank"><strong>Ted Simon</strong></a>, forse è un presagio. Se lo è, è anche chiaro che non ce l’ha con me, perché l’avvoltoio spicca il volo e si libra nella rigogliosa vallata, l’ultima così verde prima dell’aridità che ci attende sull’altro versante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Rohtang</strong> è a <strong>3.979 metri</strong> sul livello del mare e quando scendo dalla moto mi manca il fiato persino per fare le riprese con la telecamera. Non sono mai stato così in alto e il mio fisico si deve ancora abituare, mi ci vorranno quasi quattro giorni per acclimatarmi in quota. Mi confronto con gli altri compagni di viaggio, hanno tutti gli stessi sintomi e decidiamo di iniziare a prendere il <strong>Diamox*</strong>, la medicina degli alpinisti. Al fiato corto si aggiunge il peggioramento drastico della strada quando iniziamo a ridiscendere sul fronte settentrionale: enormi pozzanghere e fango rallentano la marcia e ci fanno faticare. Rimango impiantato per lasciar passare un camion.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignright size-full wp-image-5719" alt="rohtang pass ladakh royal enfield on the road" src="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/10/ladakh_royal-enfield_on-the-road.jpg" width="206" height="305" /></p>
<p style="text-align: justify;">Già perché questa è l’unica via carrozzabile per raggiungere il <strong>Ladakh</strong> da sud ed è quindi frequentata anche dai temibili camionisti indiani o dai truck militari che incontreremo copiosi durante il nostro tragitto.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando raggiungiamo un minuscolo villaggio e ci fermiamo per un momento di ristoro è un autentico sollievo. La temperatura qui è più alta e di piogge neppure l’odore. Veniamo subito attorniati da un gruppetto di ragazzini cenciosi di etnia Rom. Ci chiedono qualche Rupia e anche se ci si stringe il cuore non vogliamo alimentare la cattiva abitudine dell’elemosina che in India è un vero problema sociale. Così, anziché spiccioli, offriamo loro una parte della nostra razione. Abbiamo qualche snack da offrire, ma i loro occhi si illuminano quando vedono la nostra frutta! Sono pronti ad azzuffarsi per una pera o una banana, autentiche rarità da queste parti e non possiamo non fare subito un paragone con i nostri bambini&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di sera raggiungiamo Jispa, uno dei pochi villaggi crocevia che sono tappe obbligate per chi percorre questa strada e troviamo alloggio in un alberghetto dotato persino di acqua corrente, non proprio calda, ma abbondante.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-5718" alt="rohtang pass ladakh royal enfield on the road traffico" src="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/10/ladakh_royal-enfield_on-the-road_traffico.jpg" width="275" height="236" /></p>
<p style="text-align: justify;">(*un diuretico che aiuta ad abbassare la pressione e a ridurre il rischio di edema cerebrale)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il resto del reportage lo trovate sul numero di novembre di <a href="https://www.facebook.com/CafeRacerItaliaOfficial?directed_target_id=0" target="_blank"><strong>Cafè Racer Italia</strong></a>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>photo credit: Marco Denicolò e Motoreetto.</em></p>
<h4 id="ringraziamento-speciale-a-tucano-urbano" style="text-align: justify;"><a href="http://www.tucanourbano.it" target="_blank">Ringraziamento speciale a <strong>Tucano Urbano</strong>.</a></h4>
<h3 id="scopri-questa-e-le-altre-avventure-del-marco-polo-team" style="text-align: justify;">scopri questa e le altre avventure del <a href="http://www.marcopoloteam.it" target="_blank">Marco Polo Team</a>!</h3>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/10/HIM11073.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-5774" alt="motoreetto in the mud of rohtang pass ladakh himalaya" src="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/10/HIM11073.jpg" width="642" height="449" /></a></p>
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		<title>In cima al mondo &#8211; Ladakh capitolo 1</title>
		<link>https://www.motoreetto.it/in-cima-al-mondo-ladakh-capitolo-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Motoreetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2013 17:29:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mi sdraio sull’asfalto caldo cercando un minimo di ombra al riparo della Royal Enfield: questo è il Ladakh&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="mi-sdraio-sullasfalto-caldo-cercando-un-minimo-di-ombra-al-riparo-della-royal-enfield-questo-e-il-ladakh-e-qui-inizia-la-mia-storia" style="text-align: justify;">Mi sdraio sull’asfalto caldo cercando un minimo di ombra al riparo della Royal Enfield: questo è il Ladakh e qui inizia la mia storia.<span id="more-5573"></span></h2>
<h3 id="inizio-a-raccontare-il-viaggio-vissuto-con-il-marco-polo-team-in-ladakh-sui-passi-carrozzabili-piu-alti-del-mondo-con-una-royal-enfield-sul-fascicolo-di-ottobre-di-cafe-racer-italia-in-edico" style="text-align: justify;"><em>Inizio a raccontare il viaggio vissuto con il <a href="http://www.marcopoloteam.it" target="_blank"><strong>Marco Polo Team</strong></a> in <strong>Ladakh</strong>, sui passi carrozzabili più alti del mondo con una Royal Enfield. Sul fascicolo di ottobre di <a href="https://www.facebook.com/CafeRacerItaliaOfficial?directed_target_id=0" target="_blank"><strong>Cafè Racer Italia</strong></a> &#8211; in edicola a metà mese &#8211; ci sarà un lungo reportage, dal quale ho estratto alcune parti. Questa è la prima:</em></h3>
<p style="text-align: justify;">Mi sdraio sull’asfalto caldo cercando un minimo di ombra al riparo della <strong>Royal Enfield</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignright size-medium wp-image-5576" alt="morey plan royal enfield sleeping ladakh motoreetto" src="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/09/IMG_4355-225x300.jpg" width="225" height="300" srcset="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/09/IMG_4355-225x300.jpg 225w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/09/IMG_4355-768x1024.jpg 768w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/09/IMG_4355-600x800.jpg 600w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/09/IMG_4355-435x580.jpg 435w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/09/IMG_4355.jpg 3240w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il sole picchia a 4.000 metri di quota e mi sento un po’ disidratato dopo tutta la polvere e la sabbia ingoiata oggi. Persino la sciarpa bianca che ho al collo oramai ha il colore del deserto. Le labbra, invece, soffrono i colpi di vento e gli sbalzi di temperatura, di conseguenza sono tutte screpolate, le guance scottate. Sorrido, felice e appagato nonostante l’aspetto possa far supporre il contrario e mi metto comodo su questa lingua asfaltata che va su e giù come un drappo mosso dalle gigantesche mani di un occulto cerimoniere.<br />
Sono dove volevo essere e un contrattempo come una foratura non mi pesa neppure un po’. Se penso a quanto mi sarebbe scocciata fosse successa su una delle nostre statali&#8230; Qui, invece, c’è armonia e l’imprevisto fa parte del viaggio. Fortunatamente ce ne siamo accorti non appena è iniziato l’asfalto, ma, con tutto lo sterrato e i sassi che abbiamo macinato oggi, chissà quand’è successo.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-5575" alt="motoreetto trans himalaya ladakh" src="http://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/09/DSCF6848-300x225.jpg" width="300" height="225" srcset="https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/09/DSCF6848-300x225.jpg 300w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/09/DSCF6848-600x450.jpg 600w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/09/DSCF6848-773x580.jpg 773w, https://www.motoreetto.it/wp-content/uploads/2013/09/DSCF6848.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Mi tolgo pure gli stivali che tanto <strong>Aldo</strong>, uno dei miei compagni di viaggio, ci metterà un po’ a cambiare la ruota bucata della sua <strong>Bullet</strong>. Davanti a noi si apre, finalmente, lo spettacolo del Ladakh, la regione indiana più settentrionale, un triangolo di terra arsa dal sole d’estate e dal ghiaccio per 8 mesi l’anno, stretta tra catene dai nomi altisonanti: <strong>Himalaya</strong> e <strong>Karakorum</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Siamo sull’Himalaya, cazzo!!</em>” continuo a ripetermi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci siamo arrivati da sud, partendo da <strong>Manali</strong>, una piccola – passatemi il paragone – Cortina indiana, una cittadina frequentata durante la bella stagione da tanti appassionati di trekking che qui hanno pane per i propri denti, ma soprattutto per i loro polmoni e cuori. Manali si trova a 2.000 metri sul livello del mare e da qui si sale in cima al mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>photo credit: Motoreetto. </em></p>
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		<title>Welcome in Ladakh</title>
		<link>https://www.motoreetto.it/welcome-in-ladakh/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Motoreetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2013 06:19:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando la strada che da Manali conduce a Leh si apre improvvisamente nell&#8217;incredibile Morey Plan, puoi tirare un&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 id="quando-la-strada-che-da-manali-conduce-a-leh-si-apre-improvvisamente-nellincredibile-morey-plan-puoi-tirare-un-bel-respiro-e-guardarti-attorno" style="text-align: justify;">Quando la strada che da Manali conduce a Leh si apre improvvisamente nell&#8217;incredibile Morey Plan, puoi tirare un bel respiro e guardarti attorno.<span id="more-5544"></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Dopo la salita sterrata, dopo giorni di polvere, sassi, fango, un inaspettato altopiano a 4.500 metri che porta dritto nel cuore del <strong>Ladakh </strong>ti si apre davanti agli occhi. Non puoi che aprire le braccia. Se arrivi da Manali è il segnale che ce l&#8217;hai quasi fatta, il peggio è passato, ancora circa 200 chilometri e arrivi a <strong>Leh</strong>, dove ci sono gli alberghi e i turisti. Sul versante che ti aspetta le precipitazioni sono rare, inizia il vero, arido Ladakh. Se arrivi dal senso opposto, invece, preparati perché la strada non è semplicissima, è rotta con smottamenti, lavori in corso e le precipitazioni sul <strong>Rohtang</strong> pass non sono rare.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>photo credit: Marco Denicolò. Nella foto le nostre Royal Enfield sul Morey Plan, Paolo apre le braccia al cielo.</em></p>
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		<title>I mille usi del sapone. Ferro magazine 8</title>
		<link>https://www.motoreetto.it/pagineetta-ferro-magazine-8/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Motoreetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Aug 2013 08:57:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Toglietemi tutto, ma non il mio sapone. Quando si parte per un viaggio è bene avere delle certezze.Da&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 id="toglietemi-tutto-ma-non-il-mio-sapone-quando-si-parte-per-un-viaggio-e-bene-avere-delle-certezze-da-ferro-magazine-numero-8" style="text-align: justify;">Toglietemi tutto, ma non il mio sapone. Quando si parte per un viaggio è bene avere delle certezze.Da Ferro magazine numero 8.<span id="more-5503"></span></h2>
<p style="text-align: justify;">
<h3 id="la-pagineetta-e-la-mia-rubrica-su-ferro-magazine-ogni-mese-in-edicola" style="text-align: justify;"><em>La Pagineetta è la mia rubrica su Ferro Magazine, ogni mese in edicola!</em></h3>
<p>Ho caricato la moto a dovere: <a href="http://tinyurl.com/ogr5rs2" target="_blank">borse laterali</a>, <a href="http://tinyurl.com/nb3vw3q" target="_blank">borsa da sella</a>, il tutto ben allacciato con gli stimati ganci elastici, compagni di mille sudate sotto il sole. Prima o poi mi deciderò a montare delle borse rigide o un (ohmioddiocheorrore) bauletto che non si può ogni volta tirare, allacciare e chiedersi &#8220;come cazzo avevo fatto l&#8217;altra volta?&#8221;. San <a href="http://tinyurl.com/ns9o6x7" target="_blank"><strong>GiVi</strong></a> da Brescia aiutami tu. Ho caricato la moto come sempre, è una cosa che da aprile a ottobre faccio spesso visto che vivo a Milano ma le mie radici sono in Veneto e oltre alle gite di piacere la moto mi serve come mio unico mezzo di trasporto. In inverno uso il treno o noleggio l&#8217;auto che mica devo fare per forza il masochista a battere i denti. C&#8217;è qualcosa di diverso però questa volta, perché dentro le borse non ci sono solo le solite magliette e mutande fresche di lavatrice (giuro), ma ci sono le aspettative di un lungo viaggio, di un&#8217;avventura. Abbandonerò in Veneto la <strong>Kawasaki</strong> (che per farmela pagare ha pensato bene di rompere il cuscinetto di sterzo&#8230;) e prenderò un aereo che mi porterà prima a Doha e poi a New Delhi. Poi le borse le attaccherò su una <strong>Royal Enfield</strong> e punterò dritto verso l&#8217;<strong>Himalaya</strong>. Valicherò (pare si passeranno i 5.300 m di altitudine) ed entrerò nella <strong>Valle dello Zanskar</strong>, nella regione del <strong>Ladakh</strong>. Non la voglio menare alla lunga e fare il figo che parte all&#8217;avventura: non ho mai pensato né di essere un figo né di essere un avventuriero, ma quando decidi di viaggiare e di farlo in moto, ogni viaggio diventa già di per sé un&#8217;avventura. <strong>Raggiungere una meta su due ruote è già una conquista, anche solo se ti stai spostando da A a B</strong>. Quindi, dopo un po&#8217;, inizi a prenderci gusto e ti scappa la mano e il punto C lo metti sempre più in là.</p>
<p style="text-align: justify;">Capita che ti trovi allora invischiato in un gruppo di ragazzi che la vedono come te e che di avventure ne hanno già fatte parecchie. Ti aggreghi e scopri che fai parte di una famiglia. Questo per me è il <a href="http://www.marcopoloteam.it" target="_blank"><strong>Marco Polo Team</strong></a>, ma scusa sto divagando.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardo le borse sulla moto e penso a quello che ci ho appena messo dentro. Ci sarà tutto quello che mi serve per un viaggio così impegnativo? Non è che si va sull&#8217;A4, non c&#8217;è l&#8217;Autogrill Val Trompia o Sebino o Monte Baldo&#8230; Faccio mente locale, oltre all&#8217;equipaggiamento da moto ho pure <a href="http://tinyurl.com/pr976cb" target="_blank">tutto quello che mi serve per riprendere il viaggio </a>e per rimanere per giorni senza fonti di corrente. In pratica sono un <a href="http://tinyurl.com/pofr2em" target="_blank">battery pack</a> semovente. Ripenso all&#8217;indispensabile a quello che non posso dimenticare ed è allora che mi viene in mente il sapone. Sì, proprio il sapone di marsiglia, <strong>la classica saponetta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sono alcune cose che non puoi lasciare a casa, una di queste è il <a href="http://www.amazon.it/s/ref=as_li_ss_tl?_encoding=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;field-keywords=sapone&amp;linkCode=ur2&amp;rh=i%3Aaps%2Ck%3Asapone&amp;tag=motoreetto-21&amp;url=search-alias%3Daps" target="_blank">sapone</a><img loading="lazy" style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="https://ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=motoreetto-21&amp;l=ur2&amp;o=29" alt="" width="1" height="1" border="0" />.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;altra è un po&#8217; di carta igienica.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dirai che il sapone lo puoi comprare ovunque ed è esatto, ma portarlo con te sin dall&#8217;inizio cambia radicalmente il tuo approccio, significa che sai cosa stai facendo, significa progettualità. Sto esagerando? Non credo. Sai a quante cose serve il sapone quando sei in una landa desolata con la tua motocicletta e le fonti idriche non sono molte? Con il sapone di marsiglia puoi:</p>
<ul>
<li><strong>lavare te stesso</strong>, ok la pelle si secca un pochino, ma l&#8217;igiene è sempre apprezzato in ogni parte del mondo; vuoi mettere la sicurezza di che ti dà l&#8217;aver qualcosa che ti rende pulito e profumato?</li>
<li><strong>lavare la tua biancheria</strong>: basta tagliare qualche scaglia con un coltellino e farla sciogliere in acqua e tadaam abbiamo un detersivo efficace. Per lo sporco più ostinato si strofina con vigore la saponetta sulla zona interessata, proprio come facevano le nostre nonne.</li>
<li><strong>profumare la tua valigia</strong>!! Già, in mezzo a quel lerciume puoi avere un altro scampolo di civiltà aprendo la tua bisaccia e sentire quel confortante aroma di Marsiglia.</li>
<li><strong>pulire la visiera</strong> del casco: ovvio, qui ci vuole poco sapone e più acqua e soprattutto asciugare con la carta igienica di cui sopra;</li>
<li><strong>lavare i cerchi</strong> della moto: se proprio vuoi renderla brillante per un&#8217;uscita galante con uno yak&#8230; anche qui consiglio di abbinare il sapone all&#8217;uso della carta igienica per strofinare per bene e mi riferisco sempre ai cerchi.</li>
<li><strong>instaurare relazioni</strong>: quando ci si trova a una fontanella con un indigeno può essere un modo per attaccare bottone;</li>
<li><strong>fare un regalo</strong>: se l&#8217;indigeno è particolarmente simpatico;</li>
<li><strong>fare un baratto</strong>: se l&#8217;indigeno è particolarmente generoso;</li>
<li><strong>colpire</strong>: la saponetta diventa anche un efficace oggetto da lancio, se l&#8217;indigeno è particolarmente ostile.</li>
</ul>
<p>Hai ancora dubbi al riguardo di quanto sia indispensabile avere con te una saponetta? Prende poco posto, pesa poco, costa poco e rende molto. E non dimenticare la carta igienica.</p>
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