Quale moto per tornare in sella?

Giovanni mi scrive: dopo 30 anni di astinenza voglio tornare in sella. Che moto mi consigli?

Tra un panettone e uno spumante, mi arriva sotto Natale l’inaspettata mail di Giovanni, ex motociclista che segue questo blog per diletto e che, dopo una pausa di 30 anni, ha deciso di ritornare in sella. Com’è giusto che sia, il buon Giovanni ha dei dubbi e delle perplessità su quale modello sia più adatto al grande ritorno e pone dei punti.

“dopo 30 anni di astinenza mi è capitato per caso di guidare nuovamente una moto (un Suzuki Bandit 650) ed è stato come se non fosse passato neanche un giorno. Non riuscivo più a scendere, è stato come un risveglio. Arrivo al problema: devo assolutamente comprarmi al più presto una moto, ma non so quale scegliere! Vorrei una moto
con tanta coppia, comoda, rispettosa delle mie cervicali, bella, economica nei consumi, magari con trasmissione cardanica per limitare la manutenzione, ma non mi piacciono le enduro, non mi fido delle Guzzi, ho un rapporto di odio/amore per le BMW. Che fare? Devo limitare le preferenze e privilegiare alcuni aspetti. I miei gusti un po’ datati mi hanno fatto apprezzare la Yamaha XJR 1300, ma anche, sotto certi aspetti, la BMW Nine T, ma anche i 4 cilindri Honda più muscolosi. Puoi darmi qualche consiglio?”

Normale che Giovanni sia un po’ confuso, tutti lo siamo al momento della scelta di una nuova moto, a maggior ragione se è passato così tanto tempo dall’ultima volta che ne abbiamo avuto una. Cerchiamo di fare chiarezza andando per punti.

1) La moto deve piacere a te e solo a te

La scelta di una moto è del tutto personale, è un acquisto che tocca le corde dell’emotività e quindi ognuno è bene scelga ciò che più lo fa sentire a proprio agio. A maggior ragione se è un ritorno dev’essere qualcosa che ti piace e ti entusiasma.

2) Datti delle condizioni

Ognuno detta a se stesso le proprie condizioni. Darsi dei paletti, dei parametri da rispettare, aiuta a schiarirsi le idee e restringere il campo. Ad esempio Giovanni, pur essendo confuso, ha già in testa degli elementi chiari: comodità, funzionalità, look classico, cardano; è forse la parte più complicata, ma bastano un foglio di carta, una penna e qualche sogno nel cassetto.

3) Definisci il budget

In alcuni casi è forse il primo elemento da tenere fisso nella scelta, in altri casi è più flessibile. Nella selezione, però, avere un budget imposto aiuta a scegliere. Se invece hai la fortuna di non aver problemi di budget buon per te, ma tieni sempre a mente che:

  1. su due ruote non sono i soldi che fanno la felicità: spendere molto non si traduce necessiamente nel comprare la moto giusta per te;
  2. nel caso di un inizio (o un nuovo inizio), occorre considerare anche l’ipotesi di un fallimento e dunque una spesa contenuta sarà una perdita contenuta;
  3. ci sono ottime occasioni per ripartire a prezzi accessibili e si fa sempre in tempo a passare di categoria;

4) Non sopravvalutarti e semplificati la vita

In altre parole io sono sempre a favore di una partenza graduale, sia in termini di spesa sia di prestazioni e come prima moto consiglio di investire su un usato un po’ datato: spenderai poco e lo porterai sempre nel cuore. Non è detto che il tuo ritorno sia un successo immediato, potresti incontrare delle difficoltà vuoi per l’età, vuoi per il traffico caotico, vuoi perché sei più prudente di un tempo o per quel dolorino alla schiena che non ti abbandona mai. Dunque il mio consiglio è non sentirti un super uomo, non dare per scontate le tue doti e renditi il tuo ritorno dolce, scegliti una moto che ti semplifichi la vita non che te la complichi.

Giovanni complica però un po’ le cose con la richiesta di avere la trasmissione cardanica, fattore che limita decisamente il campo d’azione. Più che una questione di manutenzione – come la pone Giovanni – io ne farei una questione di “gusto” di guida e “stile”. La catena non presenta handicap, richiede soltanto d’essere ingrassata, di contro continua ad avere dei vantaggi in termini di peso, di dolcezza nella risposta e di costi in caso di guasti.
Storicamente di cardaniche ci sono le Moto Guzzi e le BMW di maggior cilindrata. Altri modelli a cardano ci sono tra le cruiser giapponesi, ma in questo caso le ignoriamo perché non in linea con i gusti di Giovanni.

Cercando di tirare le somme, tutto nella richiesta di Giovanni porterebbe a indicare la risposta in una BMW R1200 R (o R 1150 R). Una nuda turistica, comoda, affidabile, cardanica. La R1200 R, però – come un altro modello inossidabile citato da Giovanni ovvero la Yamaha XJR 1300 (4 cilindri, trasmissione a catena) – sono moto piuttosto impegnative per un ritorno in sella. Benché moto dall’erogazione dolce, sono delle “maxi” nelle dimensioni e nelle prestazioni. Se proprio non si vuole scendere di categoria, consiglierei di provare la Honda CB1100: bella con un look classico, affidabile, vellutata nell’erogazione, piuttosto comoda e un pochino meno impegnativa per pesi e prestazioni.

Credo che fin qui il buon Giovanni possa arrivarci anche da solo, il consiglio che darei in più io è di valutare invece l’acquisto di moto più leggere e meno impegnative ma non per questo poco appaganti come, ad esempio, Triumph Bonneville o Street Triple, Suzuki GSR 750, KTM 690 Duke oppure BMW F800R, senza dimenticare alcuni modelli di qualche stagione fa che si portano via con prezzi ridicoli ma hanno ancora molto da dare, come ad esempio le Honda CBF600 N.

Rappresentano filosofie costruttive diverse, ma in ogni caso sono moto perfette per chi comincia, per chi ritorna in sella e per chi in sella macina parecchia strada ma non ha voglia di complicazioni. La differenza, poi, la fa il gusto personale.

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