V-Strom 650 XT, giorno 3: in cerca di guai

La V-Strom 650 XT mi ha dato subito confidenza e con il suo look wannabe dakariano mi stimola un’idea insana. E allora, mettiamoci un po’ nei guai.

La V-Strom 650 XT dà subito una gran confidenza, ti fa sentire sicuro di ciò che fai. D’altra parte la facilità di approccio è uno degli aspetti che la fa apprezzare di più anche da chi non è un rider esperto. Di contro è forse uno dei motivi per cui viene un po’ snobbata da chi predilige mezzi più impegnativi per i propri viaggi. Chi, invece, non vuole una moto “incazzata”, ma la vuole bella morbida e disponibile ai propri comandi, trova nella V-Strom 650 piena soddisfazione. Ieri mi sono concentrato sul motore e bene, possiamo di certo dire che questa facilità di approccio è in parte merito suo, ma non sta tutto qui. A contribuire ci sono tanti aspetti. Partiamo da un dimensionamento adeguato: tutto è alla giusta distanza, perlomeno per me che sono 1,75 m. Il serbatoio è abbastanza largo da fartela sentire una moto vera, una big, ma nel raccordo con la sella è abbastanza snello da poterla comodamente stringere tra le gambe. A proposito di sella: l’altezza da terra mi permette di toccare tranquillamente con entrambi i piedi, l’imbottitura è abbastanza morbida da dormirci sopra e la particolare rifinitura bicolore della versione XT è anche antiscivolo. Vibrazioni degne di nota non ce ne sono se non agli alti regimi. Ma ti pare una moto da guidare impiccato? No, direi di no.

Parlavo di confidenza e allora devo dire che una buona parte di questa sensazione arriva da una ciclistica sincera e comunicativa e da un impianto frenante ben dimensionato (specie all’avantreno) che ha in più – di serie – l’ABS. Sia forcella sia mono posteriore sono regolabili nel precarico, ma non sono così sensibili alle regolazioni e, soprattutto dietro, la risposta sulle asperità è un po’ secca.

Nonostante questi segnali da stradalona, ho voluto assecondare il richiamo dakariano di quel becco e ho messo le ruote sullo sterrato. D’altra parte queste ruote sono o non sono a raggi? (per di più “rovesciati” e con pneumatici tubeless, altra chicca non scontata) Mi sono dunque avventurato nella campagna con cautela per vedere un po’ l’effetto che fa. Dopo un paio di stradine in mezzo ai campi ho sentito l’inconfondibile suono di un vecchio due tempi arrabbiato. Dall’alto del mio bicilindrico becco fornito, sono andato verso di lui e ho cercato di stargli dietro per qualche metro.

v-strom xt 650 off road session motoreetto test ride

Ho mangiato polvere senza alcuna possibilità di replica.

Niente da fare: la V-Strom 650 XT mi ha detto “anche no”. Finché si tratta avventurarsi in una strada sterrata si può fare, anche a pieno carico, sa essere una vera trail senza tradirti, ma se cerchi una moto per fare dell’off-road sei tu ad essere fuori strada. La V-Strom è una macina chilometri, se la metti sulla terra cammina, ma non è nata per quello, è nata per la strada. Me lo ricorda cordialmente anche un tutore dell’ordine… Quindi abbandono le vie dei campi per più miti consigli.

Non appena rimetto le Bridgestone Trail Wing (TW101 davanti e TW152 dietro) sull’asfalto, la V-Strom torna a sgambettare felice e spensierata tra le curve e torno a sorridere anch’io. In effetti tra le curve a gas costante è un’ottima moto ed è pure divertente come una naked. Sarà perché sotto sotto è uno sviluppo della SV?

Cosa mi è piaciuto di più oggi:

  • Con la V-Strom 650 XT non ho bisogno di fermarmi, mai. Chi è che diceva che per una moto “totale” ci vogliono 20 mila euro e una paccata di elettronica?

Cosa mi è piaciuto di meno oggi:

  • Mangiare la polvere di un ragazzino. Non che avessi speranza di prenderlo, ma tra Enduro e Stradale, è piuttosto chiaro da che parte stia la V-Strom 650, allestimento XT compreso.

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