Confessioni di un customizer emigrato

Eugenio si è trasferito a Bali dove ha fondato Verve Moto. Ecco la testimonianza di un customizer che ha trovato fortuna e felicità all’estero.
Di te so tre cose: vivi a Bali, costruisci special piccole e stilose con il marchio Verve Moto e hai gli addominali scolpiti. Lo sai che mi stai già sulle balle? E che ora che l’ho scritto non sono il solo ad odiarti?

Due cose sono vere: vivo a Bali e costruisco moto stilose, ma sull’addominale scolpito accuso la dieta a base di riso fritto… qui in Indonesia se potessero friggerebbero pure i tappetini della cucina.

Sei un nome nuovo del customizing, perlomeno in Italia. Nemo propheta in patria o è nato tutto dopo?

Mi lusinghi davvero… In realtà è nato tutto dopo il mio trasferimento. Fino a poco tempo fa facevo tutt´altro anche se le moto sono da sempre un grande amore. Preferisco dire che il destino mi ha portato a Bali per costruire moto.

Come mai Bali? E cosa c’era prima di Bali? In altre parole, raccontami la tua storia.

Non sapevo nemmeno dove fosse Bali! Stanco della vita cittadina di Milano, esasperato dalla qualità della vita in Italia, come altri un bel giorno ho fatto un biglietto di sola andata per l´Australia. Non avevo programmato nulla, neppure un albergo dove dormire. Per un po’ ho svolto diversi lavori e dopo aver lavorato in una fattoria di banane mi sono preso una piccola vacanza. Mi parlavano tutti bene di Bali come la patria del surf… Ed eccomi qua un anno dopo con un garage e zero esperienza nel surf.

Riesci a mantenerti con Verve Moto o fai pure dell’altro per campare?

Ti sembrerà strano ma sta funzionando, riesco a vivere con Verve. Molti mi immaginano ad aggiustare motorini in un garage sporco in un vicolo della città e devo ammettere che in effetti abbiamo iniziato così, il primo garage sarà stato al massimo 15 mq. Quello che facevamo piaceva e così siamo cresciuti in fretta. Ora abbiamo una vera “factory” di circa 700 metri quadrati. Abbiamo un ufficio, un dormitorio per i ragazzi che lavorano qui e un grande garage dove produciamo le nostre bambine!

Ma come si campa a Bali?

La maggior parte dei miei clienti è benestante e disposta a pagare il giusto prezzo per un prodotto di qualità. Dopo solo un anno di attività abbiamo già raggiunto il punto di pareggio. Ciò che guadagniamo viene investito in nuovi macchinari, nuovi strumenti e tutto ciò che serve per produrre tutto in casa. Sul come si campa a Bali… beh diciamo che la maggior parte dei business man si perde in vizi appena ha un po’ di quattrini e chiude baracca subito dopo. Io non mi sento così, credo di avere la testa sulle spalle e cerco di sfruttare questa opportunità. Lavoro parecchio, in alcuni periodi mi strapazzo, ma finora ne è valsa la pena perché amo ciò che faccio.

Si ma com’è la vita lì?

In generale direi che è molto diversa da quella italiana. Non hai il pensiero di fare la spesa perché cucinare a casa ti costa di più che cenare fuori ed è normale avere una governante che ti rifà il letto, ce l’hanno tutti. Ci sono meno preoccupazioni, è una vita più semplice forse, perdi meno tempo in cose che non sono importanti per te.

Come sono i tuoi assistenti indonesiani?

Gli indonesiani hanno davvero un talento, quello che in inglese si dice “handy” ossia sanno usare bene le mani; purtroppo però si perdono nei dettagli perché se una cosa funziona per loro va bene così, noi invece pretendiamo la perfezione.

Com’è andare in moto a Bali?

Tutti a Bali si muovono in motorino o moto. Il clima consente di usarle tutto l´anno e prendere l´auto significherebbe rimanere imbottigliati per ore. Però il codice della strada non esiste, ognuno fa un po’ come gli pare e il più grosso vince. Comandano i SUV dei ricchi proprietari terrieri balinesi oppure i Tir. C’è da stare sempre molto attenti anche perché le strade sono strette e 8 occhi come dico io non bastano! Ma se si va verso nord e si esce dal caos della città, le strade sono larghe e asfaltate di fresco. Lì ti puoi godere la moto. Passi dal costeggiare l´oceano ad attraversare la giungla selvaggia. Si può anche puntare al vulcano, ma la cosa più divertente che ho fatto è stata correre sulla spiaggia.

Correre sulla spiaggia? Sembra una figata, racconta.

Lo è, lo è… C’è una pista da cross a pochi chilometri da dove vivo, non ho mai fatto cross, ma passo di lì e di fronte alla pista c’è questa spiaggia infinita, immagina due chilometri di sabbia piatta sulla quale aprire tutto il gas. A Bali nessuno dice niente se vai a divertirti con la tua moto… Appena sono tornato a casa mi sono messo al lavoro su una moto trendy con le ruote da spiaggia…

A proposito, come hai iniziato a fare moto?

Mah… direi la solita storia della passione, te lo diranno tutti. Il mio sogno era semplicemente creare qualcosa con le mie mani e le moto erano perfette anche se i miei genitori prevedevano per me un futuro da manager o robe del genere. Così dopo la Laurea in Economia e diversi lavori ho iniziato a frequentare un corso serale di meccanica. Ho passato sei mesi fantastici in cui ho imparato le basi. Avrei voluto iniziare a restaurare moto in Italia ma… il resto della storia la sai già.

Beh per molti costruire moto è un sogno, per te si è rivelato come te lo aspettavi?

Tutti immaginano che costruire moto sia super cool ma in realtà è un lavoro duro. All´inizio pensavo fosse semplicemente mettere un serbatoio, una sella e cambiare le gomme, ma non è affatto così. Per sopravvivere ci vogliono passione e molto sacrificio. Inoltre quando sei alle dipendenze di qualcuno finito il tuo lavoro stacchi e torni a casa. Ma quando il garage è tuo… sei “up” 24 su 24, 7 su 7. Ritiri, consegne, e-mail, clienti, pezzi di ricambio, bollette, fax… questo è ciò che riempie le mie giornate. A essere sincero non sono mai stato tanto stanco in vita mia ma tutto ciò mi fa sentire realizzato e questo mi basta.

Quali sono le tue basi di partenza preferite, se ci sono?

Premetto che in Indonesia non esistono moto di grossa cilindrata, primo perché sono molto care e secondo perché sono inutilizzabili su queste strade. L’importazione di moto usate è vietata e su quelle nuove si paga il 140% di tasse. Ad esempio al nuovo dealer Ducati una Monster costa 220 milioni ossia circa 18 mila euro. Una follia per gli stipendi locali, ma nonostante questo in giro si vede più di qualche 1199 Panigale! Detto questo, lavoro con quello che c´è a disposizione: la Yamaha Scorpio è la mia base di partenza preferita. È piccola ma ha un caratterino insospettabile. In Indonesia non ci sono vincoli sulla customizzazione quindi tutto è concesso. Puoi solo immaginare la mia faccia quando un anno fa me lo hanno detto. Quindi ho carta bianca, senza limitazioni e senza pensare se quella gomma è omologata o meno. Verve è registrata come Factory e quindi siamo sullo stesso livello di Honda o Yamaha! Possiamo omologare le nostre moto e spedirle in tutto il mondo. Ovvio è una cosa che pretende tempo e un grosso impegno, ma la nostra visione è quella di diventare sempre più internazionali.

Qual è la prima moto che hai comprato con i tuoi soldi?

La mia splendida Yamaha XTZ 660 Ténéré! Sono più per l´avventura che per la velocità, appena l’ho presa ho girato tutta l’Italia.

E ora cosa guidi?

Ora mi divido tra un Honda C70 ovviamente customizzato e un misero scooter. Qui la stagione delle pioggie non perdona e lo scooter è il modo migliore per spostarsi. In più porto con me la mia cagnolina Honda e quando finisco finito di lavorare andiamo a farci una passeggiata sulla spiaggia vicino all’officina.

Qual è secondo te la moto più bella di sempre?

Ho più di una moto favorita per ogni categoria e la lista sarebbe troppo lunga ma se devo dirti la prima che mi ha fatto battere il cuore è stata la mitica 1991 YZE750T Super Ténéré.

E oggi c’è una moto che potrà diventare secondo te un classico?

Non saprei dirti. Attualmente tutte le moto di successo sono una evoluzione dei modelli che esistevano 20/25 anni fa. A livello di idee non vedo niente di nuovo, per questo c’è sempre più soddisfazione ad andarsi a pescare moto vecchiotte. A parte questo mi affascina molto la tecnologia delle nuove sportive, c’è da perderci la testa.

Insomma mare, surf, moto custom dal gusto un po’ classico e un po’ sui generis… Non è che ti sei ispirato a Deus vero?

Deus chi? Quelli che fanno magliette? Ah ah ah no dai scherzo, davvero tanto di cappello a quei ragazzi. Più che apprezzare le loro moto apprezzo molto di più il loro modello di business: hanno creato da zero una nuova cultura del custom e un nuovo modello di mercato.

C’è una delle tue moto alla quale sei legato particolarmente?

A parte la Zui Racer e alle varie Tracker (abbiamo parlato della Zui Tracker qui) una moto che rappresenterà un grosso passo in avanti è una KLR 650cc su cui stiamo lavorando. Abbiamo solo comprato il motore e intorno a quello stiamo costruendo l´intera moto. Vederla prendere forma da dei tubi di metallo, studiare le giuste proporzioni per avere la guidabilità che desideri… Tutto ciò è elettrizzante!

Hai a disposizione tre aggettivi per promuovere la tua ultima creazione… Vai:

è una Cafè Racer su base Suzuki Thunder 250cc, quindi direi pulita, elegante e cazzuta!

Hai un eroe motociclistico?

Il mio primo mito è stato Valentino Rossi, ma oggi ti direi Cyril Despres. Ma se parliamo di eroi, beh… per me sono tutti quelli che prendono la moto, quattro vestiti e qualche mappa e si mettono a viaggiare per il mondo. Ad esempio c’è una nostra follower che ha in progetto di farlo, per questo vogliamo costruirle una moto e donargliela. Questi sono i miei eroi e adesso che ho la possibilità di realizzare il sogno di questa ragazza perché non farlo?

Accidenti, se fai così sei tu che diventi il mio di eroe! Senti piuttosto, qual è la tua idea di felicità?

Fare nella propria vita ciò che ami, una ragazza al tuo fianco che ti ami, una famiglia che ti sostiene, pochi buoni amici e il mio cane. Quindi mi reputo molto fortunato e ringrazio i miei genitori. Vedere negli occhi di tuo padre un po’ di orgoglio è un traguardo da raggiungere.

Qual è il tuo stato d’animo in questo momento?

Mentre ti scrivo la mia cagnolina Honda sta facendo i cuccioli e io e la mia ragazza siamo al settimo cielo, il mio braccio destro è stato dilaniato da un Pittbull ma il dottore mi ha appena detto che non ho danni ai nervi; ho 2 moto che stanno arrivando dagli USA e stiamo costruendo un telaio fatto a mano per una Harley-Davidson 1200cc. Fuori splende il sole, ci sono circa 30°… Direi che la vita mi sorride.

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