GSX-S 1000, la Suzuki più sexy tra le mie mani!

GSX-S 1000 è la grande novità Suzuki per il 2015. Ho passato una settimana senza inibizioni con lei e quindi sono pronto alla domanda: ma tu, te la faresti una GSX-S 1000?

GSX-S 1000 è il nome completo della Suzuki più sexy dell’ultimo decennio, ma ci basterebbe dire GSX per aver subito l’acquolina in bocca a pensare a quella dinastia di giapponesone in abiti succinti. Succede da 35 anni, da quando la sigla fu introdotta da Suzuki per definire le proprie sportive stradali. Cinque anni più tardi venne aggiunto quel -R e quella cilindrata particolare (750 cc) per una moto destinata a segnare la storia del motociclismo (dai un occhio qui per capire che intendo). Da allora di moto e di versioni ne abbiamo viste passare tante, ma credo che il 2015 segni una tappa importante per Suzuki, proprio per l’arrivo della GSX-S 1000, oggetto della mia prova, degna erede di quel nome e moderna commistione di sportività estrema derivata dal top di gamma, la GSX-R 1000, e dalle forme feline di una naked di razza.

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La GSX-S 1000 segna l’ingresso di Suzuki nel segmento delle maxi-naked sportive. Ok, ci ha messo un po’, ad onor del vero, a buttarsi nella mischia. Guardando (e guidando) questa moto, però, si capisce che è stata una scelta ben ponderata e che ha richiesto dei tempi di sviluppo e una gestazione un po’ più lunga, specie in momenti in cui è importante procedere con cautela. Arrivando dopo gli altri non potevano di certo arrivare zoppi, giusto? Dovevano andare a colpo sicuro e dovevano proporsi con un prodotto allettante non solo per i contenuti, ma anche per il rapporto qualità / prezzo, da sempre uno dei punti di forza di Suzuki. La GSX-S 1000 non è “semplicemente” – passami l’avverbio – una supersportiva denudata: la base di partenza è stata ampiamente rilavorata e sviluppata.

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Basti pensare che non è stato scelto il quattrocilindri dell’ultima GSX-R, bensì si è andato a pescare il motore più generoso in basso a disposizione della factory, ovvero quello della K5 (prodotta nel biennio 2005 – 2006). La scelta è stata motivata proprio con le esigenze di avere sì una naked ad alte prestazioni, ma anche sfruttabile in basso, godibile su strada.

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Questo però non deve far supporre si tratti di una moto alla portata di tutti. La GSX-S 1000 è una moto incredibilmente facile in relazione alla sua grande potenza (146 CV dichiarati non sono affatto male, direi!), ma su una scala assoluta di valori non va presa alla leggera e non è certamente una moto per riders alle prime armi. Chi invece ha manico, qui avrà di che divertirsi e si troverà per le mani un bel missilino agile e con il quale “giocarsela” tra le curve con le altre maxi-naked, ovvero BMW S1000R, Ducati Monster 1200, Kawasaki Z1000, Triumph Speed Triple.

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Ho avuto per le mani la sexy Suzuki per una settimana piccante alla quale, ahimé, sono mancati soltanto una sessione in pista (per mia mancanza di tempo purtroppo, non certo per l’indole della Gixxerona) e un lungo itinerario turistico (ecco qui l’indole era più mia che della moto). Per il resto abbiamo fatto le peggiori zozzerie e, dato che su questo blog ci metto il nome e la faccia, magari è meglio se non ti mostro proprio tutto, ma salto direttamente alle conclusioni.

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La posizione di guida è abbastanza comoda da passarci qualche ora senza ridiscendere con i reumatismi. Le gambe rimangono piegate il giusto per una guida molto sportiva ma non estrema, e si può godere di un ottimo inserimento nel “corpo” della moto, con il manubrio abbastanza vicino da afferrarlo con i gomiti aperti in stile gorilla. Poi a me piace un sacco questo serbatoio così “gobbo”, alto e curvo. Va considerato che si è totalmente esposti all’aria e se da un lato aumenta la sensazione di andare veloci e di mordere la strada, dall’altro non si apprezzano di certo i trasferimenti più lunghi e i noiosi rettilinei. L’effetto collaterale è stato che fin dai primi metri, la morbidezza d’erogazione di questo motorone ha alimentato a dismisura la mia curiosità per la GSX-S 1000F, sorella della GSX-S 1000 dotata di carenatura e con una posizione lievemente più turistica. Qualcosa mi dice che se questa moto è una figata, la “F” dev’esserlo – per i miei gusti – ancora di più. Il motorone, dicevo, è sicuramente ciò che più ti colpisce il cuore e ti fa sentire un ragazzaccio, pronto a sventolare un dito medio al codice della strada. Per intenderci il sound è pieno e appagante, la spinta esalta e il cambio è morbido e preciso sopra i 5.000 giri mentre al di sotto è un po’ più ruvido. Non ci sarebbe nulla da eccepire, se non fosse che sopra i 5.000 si sta già litigando con i limiti imposti sulle nostre strade. Sì, ok, sono un vecchio noioso, ma il DNA supersportivo emerge e la GSX-S 1000, anche se pensata per la strada, reclama qualche cordolo e tanta libertà di sgasare.

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La dotazione è di rilievo. ABS e Traction Control sono di serie, con quest’ultimo disinseribile o regolabile su tre livelli di intervento comodamente da un comando sul blocchetto di sinistra. Per sentirne l’intervento, però, bisogna ancora una volta impegnarsi parecchio: i limiti di questa motocicletta sono decisamente molto alti e non alla portata di un centauro comune.

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Ma tu, la compreresti una GSX-S 1000?

Hai presente quando hai una nuova ragazza particolarmente avvenente, diciamo proprio un gran bel pezzo di figliola, di quelle che proprio non ci può essere spiegazione razionale che spieghi come mai sta uscendo con te? Non so se ti è mai capitato, ma talvolta certi colpi di fortuna succedono. Ecco, con la GSX-S 1000 mi sentivo un po’ così. Non vedevo l’ora di mostrarla agli amici per pavoneggiarmi della mia nuova prosperosa conquista, ma allo stesso tempo volevo godermela in segreto e combinare con lei ogni zozzeria in totale clandestinità. Detto questo temo sia stata una storia di sesso e nulla più. Questo per dire che probabilmente non la porterei a casa dalla mamma e tantomeno all’altare. Quel che voglio dire è che probabilmente non comprerei una GSX-S 1000 perché ci tengo alle mie coronarie, ma ancor di più alla mia debole cervicale. Ma il suo grande sex-appeal mi fa pensare con cupidigia alla sorella GSX-S 1000F. Che sia lei la sportiva Suzuki per me?

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Al di là dei miei personali appetiti, se pensi di comprarti una maxi-naked con un patrimonio genetico da sportiva di razza e se per di più cerchi anche un interessante rapporto contenuti / prezzo (forse non l’ho detto, ma la GSX-S viene proposta a 12.290 euro, ma con offerta lancio a 11.990 euro), con questa Suzuki vai sul sicuro. Ricordati però ciò che guidi, come dico sempre #DaiGasResponsabilmente e portala a sfogare in pista di tanto in tanto. Te ne sarà grata, e pure io.

Se ti è piaciuto questo test ti chiedo soltanto un favore in cambio: condividilo è gratis e mi aiuterà a farne altri!! Più siamo, più ci divertiamo. Ciao!

2 comments
    1. Caro Orazio pure te c’hai ragione, ma come ti dissi ci metto la faccia e dietro alla faccia ci sta un numero di patente… A parte questo lo sai che sono per il #DaiGasResponsabilmente e per proporre un comportamento consono al codice della strada. Certo, la tentazione talvolta è irresistibile, non lo nego…

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