Perché BMW e KTM (e chissà chi altro) rinunciano ai saloni?

In questo vlog una riflessione estemporanea su quanto annunciato nelle ultime ore da BMW e KTM in merito alla loro assenza dai saloni 2020.

Il coronavirus è davvero la reale motivazione per cui BMW e KTM – dopo essersi forse confrontate – hanno annunciato di rinunciare ai saloni internazionali 2020? O è piuttosto un ottimo assist per fare quello che non avevano ancora avuto il coraggio di fare ovvero tagliare una grossa spesa che non porta più i risultati di un tempo?

Condivido una mia rapida riflessione su quanto sta accadendo.

La rinuncia di BMW.

La rinuncia di KTM.

1 comment
  1. Ciao, concordo che ai saloni di questi ultimi anni è praticamente impossibile partecipare ho avuto la fortuna di passare più di un decennio di EICMA partecipandovi come “operatore del settore” a sgamo con una goduria assoluta nel potermi dedicare alle moto con tantissimo tempo e poche person, ma non è più possibile che si ripropongano tempi analoghi. Ho assistito alla presentazione on line della 890 Duke la scorsa settimana ed è stata una delusione assoluta, credo che nessuna casa motociclistica possa essere in grado di fare eventi on line davvero coinvolgenti, nemmeno Ducati che comunque è un passo avanti rispetto ad altre case. La freddezza del distacco di un monitor non riporterà mai il coinvolgimento dell’essere di persona del sentire il profumo del tastare l’emozione visiva e purtroppo questa corsa tecnologica verso il sempre più virtuale non ci aiuterà nel ritornare ai cari e vecchi rapporti interpersonali, nemmeno dopo che questa emergenza Corona Virus passerà, anzi sono dell’idea che ci allontanerà ancora di più gli uni dagli altri in un crescente clima di sfiducia reciproca. Spiace per tutti gli operatori dei settori Fiere, addetti agli allestimenti, ragazze immagine, press agent che vedranno il loro lavoro tracollare come per tantissime altre categorie, e lo strascico economico sarà devastante. Io personalmente riprenderò ad andare in moto e respirare quell’aria di libertà che solo questa nostra passione sa regalare, le grandi case Motociclistiche sanno perfettamente fare i conti nelle loro tasche e sanno benissimo su cosa tagliare per salvare il salvabile e questa occasione è un chiaro esempio di politiche aziendali, del pubblico interessa relativamente poco. Probabilmente i giovani molto più “social” di quelli della mia generazione patiranno molto meno questo nuovo corso, a me spiace certamente questo cambio di direzione ma ho la fortuna di poter ricordare con estremo piacere di quel tempo in cui era meraviglioso attendere all’ingresso della Fiera di Milano. Ciao Nicola.

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