Sterling, quella volta in cui mi sentii un pioniere

Sembra una moto inglese degli anni Venti e invece è costruita oggi in Italia. Ho provato la sorprendente Sterling, costruita dalla The Black Douglas Motorcycle Co. e ora ho grandi idee per il futuro delle ruote motorizzate.

In sella alla Sterling Autocycle, ci si sente come un autentico pioniere delle due ruote motorizzate. Mi vengono in mente le foto di Charlie Collier e Rem Fowler, in posa con le loro Matchless e Norton dopo aver conquistato il primo Tourist Trophy nel 1907. Ho davanti agli occhi Stanley Woods, agli esordi con la Cotton prima di portare in trionfo Moto Guzzi, o ancora le immagini consumate di Jimmy Guthrie o Alec Bennett e tutti gli altri valorosi che scrissero la pazza storia di questa insana passione. Ma non solo piloti, ripenso a quei gentiluomini, ricchi e un po’ eccentrici che sposarono la causa della modernità più scomoda e temeraria, quella delle due ruote. In pochi secondi faccio un salto temporale indietro di quasi un secolo e, paradossalmente, lo faccio per provare qualcosa di nuovo, una sensazione che noi figli della modernità non abbiamo mai provato prima.

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The Black Douglas Motorcycle Co. è nata da un’idea e da un’insana passione: Fabio Cardoni, esperto motociclista e fine esteta, dopo aver posseduto e guidato ogni genere di moto ha improvvisamente realizzato che andava sempre e comunque più forte, più veloce: “le moto di oggi sono belle e perfette, spostano l’asticella delle prestazioni sempre più in alto e, per divertirti, anche tu devi alzare la tua asticella e spingere con la conseguenza che oltre al divertimento aumentano esponenzialmente anche i rischi. Andare in moto dev’essere rilassamento, dev’essere un piacere”. Così Fabio è andato dall’amico Benny Thomas, apprezzato customizer inglese, e assieme hanno iniziato a pensare a una due ruote che fosse divertente a quaranta chilometri l’ora, qualcosa che permettesse al pilota di riappropriarsi del piacere delle scoperta, qualcosa che ci riportasse dove tutto è iniziato. Così è nata la prima sperimentale Sterling, liberamente ispirata alle moto sottocanna di inizio Novecento, con chiari e ricercatissimi riferimenti tecnici ed estetici alla cultura motociclistica del periodo. Uno studio che ha scatenato il gusto estetico di Fabio. Il risultato lo ha entusiasmato a tal punto che ha pensato di produrlo in serie. Così, dopo innumerevoli prove e perfezionamenti, ha trovato il giusto partner in Giuseppe Guerra – una vita da ingegnere nelle corse – ed è tornato in Italia per costruire le sue moto con il marchio The Black Douglas Motorcycle Co., un nome altisonante e ricco di richiami proprio come si usava allora. Per la prima moto ha optato per un nome di più facile memorizzazione ma che ugualmente riportasse alla mente le verdi campagne inglesi: Sterling.

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La Sterling è disponibile in due motorizzazioni: 125 e 230, entrambe monocilindriche a quattro tempi. Se la prima consente la guida anche con patente B e ai più giovani, il secondo regala uno spunto più apprezzabile soprattutto quando ci si imbatte in una qualche salita o si viaggia ospitando una gentil donzella sullo strapuntino. La filosofia della Sterling non è sicuramente arrivare per primo in cima, ma quel pochino di coppia in più non guasta. Motore a parte, che viene comunque smontato e rimontato pezzo per pezzo al suo arrivo in Italia, tutto è costruito artigianalmente nell’officina laboratorio alle porte di Milano ed è derivato da un attento lavoro di sviluppo e progettazione 3D attraverso il quale la modernità ha incontrato il più classico dei gusti. Un’incessante ricerca nei dettagli e nelle forniture, ha portato ad una moto antica nell’aspetto e nell’essenza, ma moderna nella sostanza, affidabile e incredibilmente leggera (meno di 100 kg la 125, poco più la 230).

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Fabio e Giuseppe mi hanno affidato la Sterling sulle colline dell’Oltrepò Pavese e l’ho restituita nel traffico cittadino di Milano per un’esperienza senza alcun dubbio sorprendente (non perderti il numero 10 di Ferro magazine, per un servizio esclusivo!). Non si passa di certo inosservati, anzi, si deve mettere in conto di essere costantemente al centro dell’attenzione e bersaglio di mille domande. La prima è sempre: “Bellissima, di che anno è?”. Ti assicuro che è sempre divertente vedere lo stupore accendersi sul viso del tuo interlocutore quando spieghi che si tratta di una moto nuova. La ricerca stilistica è stata talmente curata che ci vuole lo sguardo di un motociclista attento ed esperto per cogliere a prima vista i segnali di modernità, per lo più concentrati nella zona motore.

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Una volta in marcia occorre abbandonare ogni riferimento motociclistico. Sulla Sterling si sta come su una classica bicicletta da uomo e con la stessa facilità la si conduce tra le curve o la si infila tra le macchine in colonna sotto lo sguardo attonito dei conducenti. La meccanica è semplice e con una piacevole erogazione in entrambe le cilindrate, dà una sensazione di concretezza. Certo, il 125 va spremuto un po’ di più e portato su di giri specie quando chi è in sella non è un fuscello come il sottoscritto, ma tutto avviene con il sorriso e senza percepire difficoltà meccaniche. Il cambio è preciso, l’avviamento è sia elettrico sia a kickstarter, i consumi sono ridicoli. La posizione di guida è più comoda di quanto sembri, grazie alla bella sella ammortizzata e alla postura eretta, con gambe distese che aiutano nel compito elastico di sopportare le asperità del terreno visto che il telaio è di tipo rigido. La particolare forcella di tipo girder con mono ammortizzatore centrale fa ciò che può, appare ovvio che preferisca l’asfalto liscio (vera rarità ormai in Italia). Se nel tuo percorso casa – ufficio c’è del pave imparerai molto presto delle strade alternative.

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Il manubrio è largo e offre un buon controllo ma la piega accentuata che costringe le mani a un movimento poco naturale nel tirare le leve causa in poco tempo un fastidioso indolenzimento. Fortunatamente è molto facile porre rimedio, in quanto tutto è regolabile e personalizzabile, quindi si può cercare la soluzione migliore alle proprie esigenze. Parte fondante della filosofia della The Black Douglas Motorcycle Co. è proprio quella di potersi cucire la propria moto scegliendo da un ventaglio impressionante di combinazioni estetiche destinato, oltretutto, ad allargarsi nei prossimi mesi (siamo già a 36 colori per il “corpo” e 38 per ognuno dei due filetti!!).

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Portarsi a casa una Sterling è uno di quei capricci che appare come una scelta radicale ma rischia di rivelarsi una soluzione furba e molto cool contro il logorio della vita moderna. Come tutti i bei capricci, ha un prezzo che può intimorire, ma giustificato dall’esclusività del progetto, dal livello di personalizzazione e soprattutto dalla realizzazione completamente artigianale. Una volta riflettuto su questo – e provato la Sterling –  i 9.480 euro richiesti per la 125 e i 10.950 per la 230 (entrambe in allestimento top di gamma detto “Countryman Deluxe”) appaiono tutt’altro che un eccesso.

Benvenuta Sterling e buona strada.

Ah, quasi dimenticavo: ho parlato di grandi idee per il futuro delle due ruote motorizzate. Continua a seguire il blog, l’evoluzione è continua e presto ti racconterò che cosa ho in mente.

Per maggiori informazioni: www.theblackdouglas.co.uk

Grazie a Ferro Magazine e a Ferro29.com per la collaborazione. Casco Nolan N21 (Acquistalo qui).

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