12 mesi e 7000 km con la moto elettrica

Si conclude il mio lungo test con la Zero Motorcycles DSR: è giunto il momento di fare il punto di questi 12 mesi e 7000 km assieme alla (mia prima) moto elettrica. E di venderla!

Un anno è volato davvero in fretta. 12 mesi assieme a una moto elettrica: ero esaltato e anche un po’ preoccupato perché sapevo che avrebbe avuto delle conseguenze e non mi riferisco solo a qualche “de-follow”. Certo, basta dare un’occhiata qui per capire che di cose ne sono successe e questa Zero Motorcycles DSR 14.4 è stata per me un vero laboratorio volante, sul quale ho imparato molto.

Molte cose in effetti sono cambiate e il mio stesso approccio alla moto e ai suoi status è diverso. Ma non siamo qui per me e i miei psicodrammi esistenziali, quanto per tirare le somme su com’è usare una moto elettrica per quattro stagioni: è già pronta per sostituire nei nostri desideri una moto tradizionale? Siamo pronti a fare i conti con prese, colonnine, tempi di ricarica e ansia da autonomia? E alla fine, il gioco vale la candela?

Non mi dilungherò sui tantissimi aspetti che riguardano la moto elettrica in generale. Di certo c’è ancora molta cultura da sviluppare sull’argomento perché non siamo abituati ad usarle e se hai bisogno di un’infarinatura veloce per rispondere alla maggior parte dei tuoi dubbi, leggi i 10 Miti da sfatare sulla moto elettrica.

Vorrei soffermarmi invece su alcune informazioni che riguardano questo test.

Una moto elettrica per viaggiare?

La moto elettrica in esame è una “dual sport” anche se a dire il vero molto più stradale e cittadina di quanto la vorremmo. Nel complesso, però, l’ho scelta perché a mio avviso la più versatile e completa moto elettrica attualmente disponibile sul mercato.

Con la mia KTM in panchina

Altra considerazione riguarda le modalità di test. Semplicemente, come faccio sempre quando ho la possibilità di provare una moto per un po’ di tempo, ho usato la moto elettrica nei modi più disparati possibile.

Una cosa che ho scordato di dire nel video è che la moto elettrica è talmente più facile e pratica che praticamente non ho più usato per un anno la mia KTM 990 Adventure. E quando mi veniva voglia di usarla mi dicevo “No! Devi fare un test!”. Ovviamente ho usato anche altre moto in questo lasso di tempo, ma la Zero è stata il mio mezzo principale.

Quanto mi è costato questo test?

Arriviamo a un punto interessante. In genere fare un test di una moto comporta per il sottoscritto una spesa. Per quanto minima che sia, ritirare, consegnare e usare una motocicletta in prova ha un costo esattamente come lo ha per qualsiasi motociclista che si muove con la propria moto. Se avessi usato per questi 7000 km la mia 990 anziché la moto elettrica, con la benzina mediamente a 1,50 euro, avrei speso approssimativamente 700 euro. Senza contare gli 80 euro di bollo e il costo di un tagliando e un’eventuale riduzione del premio assicurativo. Diciamo che, a spanne, la moto elettrica mi ha fatto risparmiare più di 1.000 euro. E se avessi fatto più strada… il risparmio sarebbe stato maggiore!

Ecco perché mi sento di dire senza timore di smentita che da un punto di vista di uso utilitario del veicolo a due ruote già oggi non c’è partita e l’elettrico si rivela alla lunga conveniente. Una sua maggiore diffusione (soprattutto grazie al mercato delle quattro ruote) porterà – si spera – a costi d’acquisto inferiori in breve tempo.

Leggi anche i 10 miti da sfatare sulla moto elettrica.

Foto di Massimiliano Serra.

#RIDEMORE

Motoreetto

Motoreetto

Nicola Andreetto, creatore di contenuti ad alto tasso motoristico. Moto blogger, autore di pubblicazioni di settore, video reporter e imperturbabile sognatore. Mi hanno dato dello Storyteller su due ruote e mi è piaciuto, per gli amici sono Motoreetto.

4 Comments

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    Rispondi Luglio 24, 2019

    Giulio

    Ciao Nicola,
    gran bel video. Complimenti.
    Ho commentato su Youtube, ma ti scrivo qui per chiederti una cosa che ho visto e vorrei poter avere da te un consiglio per l’acquisto.
    Mi riferisco alla telecamera che avevi sul petto. Poiché mi piacerebbe filmare qualche viaggetto e poiché odio fare l’unicorno con telecamere sul casco, ti chiedo quale hai usato, con quale accessorio per fissarla al petto e magari se c’è una soluzione con miglior rapporto qualità/prezzo (non vorrei svenarmi, per intenderci).

    Grazie ancora e aspetto nuovi video.

    • Motoreetto
      Rispondi Luglio 24, 2019

      Motoreetto

      Ciao Giulio grazie a te. La telecamera che vedi è una GoPro Hero 5 Black, un modello di un paio di anni fa ma ancora validissimo (ora sono alla 7) al quale ho messo un cage in metallo per gli urti e per attaccarci eventuali microfoni direzionali e una pettorina che si chiama “chesty” e trovi sia di GoPro sia di produzione cinese non marchiata. Consiglio di usare il proprio corpo come ammortizzatore, le riprese vengono molto più stabili se montata sul petto o sul casco (io la monto di lato, mai sopra). Non prendere telecamere da 40 euro… sono soldi buttati. Io consiglio GoPro per vari motivi che ora diventa lungo dettagliare. Puoi comprare una Hero 7 Silver https://amzn.to/2Mb27Rt che non ha tutte le funzioni della Black ma è già un ottima action cam o cercare se c’è ancora qualche 5: https://amzn.to/2M8Kx0b
      Ci sono poi prodotti cinesi che non sono male e costano qualcosa meno oppure c’è Nilox. Infine Sony fa un’ottima action cam (prezzi gopro) e da poco è uscita quella di DJI ma anche qui non è che ti costa molto meno, quindi valuta le funzioni che ti interessano di più.
      Qui un video di un po’ di quattro anni fa che magari ti torna utile: http://www.motoreetto.it/come-fare-un-buon-video-del-tuo-viaggio-in-moto-la-guida-definitiva/

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        Rispondi Luglio 31, 2019

        Giulio

        Grazie Nicola, ho visto il tuo video (e ripostato). È stato veramente utile. Mi hai anche beccato: guardavo le telecamere che mi hai cantato 😀
        Grazie mille per i tuoi consigli indispensabili sicuramente per me, ma credo per molti come me.
        Un caro saluto e buona strada.
        Giulio

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          Rispondi Luglio 31, 2019

          Giulio

          cannato e non cantato (maledetto correttore ortografico) 😉

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