Mini navigatore per moto Beeline

Come conciliare le esigenze di navigazione con la necessità di ridurre le distrazioni e con un look classico? Io sto usando Beeline.

Introducendo il mio ultimo acquisto, la BMW R 1150 R, ho speso qualche parola per sottolineare (ancora una volta) come preferisca di gran lunga le strumentazioni old school. Ci aggiungo che mi piacciono quelle essenziali, ma è un amore per tutto ciò che è minimalista che mi porto da molto tempo e che non riguarda ovviamente solo le strumentazioni delle nostre moto o le loro linee.

Per farla breve detesto i display moderni perché li trovo troppo ricchi di informazioni, talvolta di difficile interpretazione e in ogni caso privi di fascino e personalità. Nondimeno li trovo una fonte di distrazione.

Non bastassero i display TFT delle moto, abbiamo preso ormai da tempo l’abitudine di seguire le indicazioni di un altro schermo, sia esso quello di un navigatore propriamente detto o di uno smartphone. In particolare quest’ultimo, per il fatto che già tutto lo possediamo e lo usiamo con confidenza, è ormai ospite fisso dei nostri manubri. In entrambi i casi non ne nego l’utilità, anzi, ne faccio io stesso un uso assiduo.

Benché sia pratico e utile per conoscere la strada da fare, sappiamo tutti benissimo che avere lo smartphone acceso davanti agli occhi per la navigazione è una pericolosa fonte di distrazione: grande, luminoso, con una grafica piena di informazioni, colori, numeri… In più magari non abbiamo disattivato le notifiche dei messaggi e delle telefonate.

Non bastasse questo, è anche brutto da vedere specie sulle moto dal look più classico. Come conciliare dunque l’esigenza di navigazione con quella di non distrarsi e di mantenere il look pulito?

Una soluzione minimalista

La soluzione che ho adottato io si chiama Beeline. L’ho scoperto almeno un paio di anni fa e lo sto usando ormai da più di un anno montandolo di volta in volta sulle moto che provo e benché non sostituisca al 100% un navigatore (o una buona app per smartphone) per completezza di funzionalità, è diventato lo strumento che utilizzo di più specie nei tragitti di tutti i giorni perché fornisce unicamente le informazioni essenziali al viaggio ovvero la direzione e la distanza della svolta successiva. E quando hai ciò che ti serve, ti rendi conto di come tutto il resto non sia così importante, anzi. Prima parlavo di minimalismo, no?

In pratica il Beeline è un piccolo orologio con una scocca robusta e con schermo bianco nero che può essere montato su un piccolo supporto con due elastici oppure montando un altro apposito supporto che sfrutta l’attacco sferico Ram.

Dal punto di vista estetico è molto gradevole e poco invasivo e lo schermo – lo dico subito per gli scettici – si vede bene anche con la piena luce del sole. Ma come va dal punto di vista della navigazione?

Sfrutta Google Maps ma accetta anche i GPX

Il Beeline da solo non naviga, ecco perché non è a tutti gli effetti un navigatore. Per lavorare ha bisogno di essere collegato allo smartphone che funge realmente da navigatore. Si collega via bluetooth in modo rapido e stabile e comunica con l’apposita app. Anche questa è dotata di una grafica minimal molto intuitiva e non mi ha mai dato problemi.

Per la navigazione la app sfrutta Google Maps con il quale abbiamo tutti dimestichezza. La particolarità, però, è che consente anche di caricare file .gpx, salvarli tra i propri percorsi e far seguire la traccia. Tant’è che l’ho usato anche sulla Benelli TNT 125 durante il mio #EscartonsBrevet.

Piccolo, leggero, la sua batteria dura davvero parecchio. Intendo che ci fai giorni e giorni di strada. Si collega in un lampo col bluetooth del telefono che così posso tenere in tasca. Non mostra nessuna notifica e limita molto le distrazioni ma richiede un po’ di abitudine alla grafica totalmente diversa da qualsiasi navigatore.

La schermata ci mostra sempre una grossa freccia che si muove come una bussola ed indica dove si trova la nostra meta rispetto alla nostra posizione. Non bisogna però cadere nel tranello di pensare che sia anche l’indicazione della prossima svolta! Quella è segnalata dal pallino e dal numero d’uscita nel caso di una rotatoria oltre che dalla distanza in metri. Una serie di barrette sul bordo ci indicano invece quanto manca a completare il tragitto.

In altre parole è una grafica pensata per ridurre al minimo le distrazioni ma che, in realtà, i primi tempi finisce per distrarre semplicemente perché ci mettiamo un po’ di tempo ad elaborare l’informazione. Una volta abituati però risulta in effetti molto più intuitivo, anche se forse sarebbe stato meglio più opportuno dare maggior risalto alla svolta e meno alla posizione della meta finale.

La modalità “bussola”

Questa grafica si spiega anche con il fatto che può essere utilizzato in modalità “Bussola”. In pratica non ci darà le indicazioni di svolta, ma semplicemente ci indicherà dove si trova rispetto a noi la destinazione e quanti km mancano. Raggiungere la propria meta diventa così una sorta di caccia al tesoro: sono io che decido dove svoltare, il percorso lo faccio io cercando di avvicinarmi sempre più. Non è particolarmente indicato, però, se hai un appuntamento.

Uno strumento contro la pigrizia? Ottimo!

Usando sempre più spesso il Beeline anche per i viaggi più lunghi mi sono reso conto di un’altra cosa che mi piace perché stimolante: ti costringe ad essere meno pigro e a capire dove sei e dove stai andando. Con la consueta navigazione siamo abituati ad essere condotti passo dopo passo e anche se la navigazione di tipo “turn by turn” del Beeline in fondo è la stessa cosa, l’avere meno informazioni mi porta a fare più attenzione ai cartelli stradali. Così quando decido una meta e pianifico il viaggio sulla app inizio già a studiare la strada migliore, depennando ad esempio le autostrade, e cerco di memorizzare alcuni nomi dei centri che attraverserò. Così alle svolte cerco di andare alla vecchia maniera, ovvero leggendo i cartelli certo di poter buttare uno sguardo fugace al Beeline per avere conferma.

E poi ha un bel look che non sta affatto male né sulla mia Roadster né su una special ma nemmeno su una moto più moderna. Tant’è che recentemente il Beeline è stato scelto anche da Triumph per una serie griffata e si può scegliere sia con scocca in plastica sia in alluminio.

Mi piace:

  • dimensioni
  • durata batterie
  • limita le distrazioni
  • rende meno pigri
  • impatto estetico
  • possibilità di caricare i gpx
  • collegamento bluetooth efficiente
  • app molto semplice

Non mi piace:

  • la grafica non risulta all’inizio così immediata come sembra
  • il supporto con gli elastici è il più bello esteticamente perché “sparisce” alla vista, ma gli elastici si possono rompere facilmente
  • un paio di volte si è impallato nello stesso modo: mi sono fermato per qualche minuto in un punto in cui non c’era segnale ed è entrato in una sorta di “ricalcolo”; è bastato chiudere app, spegnerlo e ricominciare da capo
  • quando esci dalla traccia che stai seguendo non ti aiuta a recuperare ma continua a indicare la svolta in cui hai “sbagliato” strada

Prezzi a partire da 178 euro su www.global.beeline.com

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